Bastava una parola

Ritrovato in WordPress tra gli appunti del marzo 2013.

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Ninetta è un nome bellissimo, di quelli, musicali, dolcissimi e ormai passati di moda, che lo scrittore Mario Pacifici ha scelto per la protagonista del suo racconto Don Gaetano”. Ninetta abita a Roma non lontano dal ghetto ebraico dove gli abitanti, fatti oggetto delle angherie delle Leggi razziali da parte di un regime dispotico e circondati da silenzio, indifferenza, forse anche paura, soffrono quotidianamente.

È un periodo in cui il mondo pare immerso nel buio, suggerisce lo scrittore, in cui si accettano compromessi anche se questo significa indifferenza al dramma che è sotto gli occhi di tutti.
Ninetta ha avuto il torto di innamorarsi di Daniele. Innamorarsi è una cosa che accade normalmente tra ragazzi, ma Ninetta ha sbagliato: si è innamorata di Daniele che vive nel ghetto ed è ebreo, e lo vuole sposare.
Una cosa gravissima che non può essere tollerata, un matrimonio misto: non lo vuole la Chiesa e non lo permette la legge. I matrimoni misti sono proibiti. La ragazza ha chiesto aiuto al suo parroco, che è un uomo buono e comprende la sofferenza, è un soldato che cerca di alleviare il dolore dei suoi parrocchiani attraverso le parole della fede.
Don Gaetano, umile prete, si sente a disagio nella lussuosa stanza del cardinale presso il quale si è recato per chiedere quella dispensa che consentirebbe a Ninetta di sposare Daniele. Le sue parole di pietà per Mariuccia che soffre perché è stata licenziata dai padroni ebrei nella casa dei quali è cresciuta, non arrivano alle orecchie del suo interlocutore che lo invita, anzi, ad essere prudente: sono tempi difficili, la Chiesa è in pericolo, bisogna saper ‘misurare le scelte’.

Roma, Piazza Giudia

Roma, Piazza Giudia

“Io vi capisco Eminenza, ma la mia parrocchia è a pochi passi da piazza Giudia. La sofferenza di quella gente è davanti ai miei occhi, ogni giorno. Io non posso fingere di non vederla. Non posso dire ai miei parrocchiani che è cosa buona e giusta rinchiudere di nuovo gli ebrei in un ghetto senza mura…”
Quando don Gaetano perora la causa di Ninetta, il cardinale scoppia in una risata: non concederà la dispensa per il matrimonio per non andare contro il suo magistero pastorale e contro la legge
Il prete, tornato nella sua parrocchia, cerca di far comprendere alla fanciulla i motivi del rifiuto. Ma Ninetta non capisce perché debba essere considerato un delitto nascere dalla parte opposta di via Arenula.

Roma, Via ArenulaRoma, Via Arenula

https://www.romasegreta.it/regola/via-arenula.html
“Lo sapete cosa dice Daniele di quelle leggi? Dice che sono un’infamia e che non capisce come possa il Papa rimanersene in silenzio senza condannarle. Dice che tutti gli ebrei si sentono traditi da quel silenzio. Dice che è come se li avessero messi di nuovo nel ghetto ma che Mussolini non avrebbe mai osato tanto, se il Papa avesse detto con chiarezza che il razzismo offende la Legge di Dio.”

Don Gaetano  rimane in silenzio. Un ebreo non può insegnare qualcosa al Santo Padre. Ma la ragazza insiste.
“La Chiesa dovrebbe gridare di fronte a questa ingiustizia. Se non lo fa, è come se se ne rendesse complice”.
Don Gaetano dice a Ninetta di smettere. Loro non possono capire che cosa sta succedendo.
“Siamo solo povera gente, non possiamo giudicare. Ci sarà una guerra, lo dicono tutti, e la Chiesa stessa è in pericolo…E poi ci sono i bolscevichi, non te lo dimenticare… Il Papa fa quello che può, ma deve essere prudente.”
Ninetta  non risponde. La guerra, i bolscevichi, la Chiesa in pericolo, ma cosa c’entrano le Leggi razziali?
 Il Bene è Bene, pensava. Il Male è Male. Questo si aspettava che dicesse il Papa.
“Bastava una parola, Padre. Bastava che il Papa dicesse quello che voi avete detto in chiesa, domenica scorsa. Forse non avrebbe costretto Mussolini a cambiare le sue leggi, ma di certo avrebbe aiutato la gente a capire. E gli ebrei si sentirebbero meno soli.”
Il sacerdote risponde a Ninetta: nelle opportune sedi il Papa fa sentire la sua voce quando deve parlare lo fa con forza e con chiarezza. Ninetta scrolla le spalle  si avvia verso l’uscita della chiesa.
“Comunque, deve aver parlato molto piano, perché io non l’ho sentito. E nemmeno Daniele.”
Spaventose e terribili le parole di Ninetta, una pietra pesante sulla coscienza di tutti noi.

Mario Paciici 2

Mario Pacifici

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Mario Pacifici, Una cosa da niente e altri racconti

Una cosa da niente Mario Pacificci

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