Un locale ariano

Non ripongo il libro Una cosa da niente e altri racconti di Mario Pacifici senza aver prima riletto altri due racconti che ricordano l’ emanazione delle leggi razziali del 1938 e la persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti.

In “Antica Osteria Landini”, Bruno Margoulies si reca nel ristorante più ricercato di Livorno: ambiente accogliente, posate d’argento e bicchieri di cristallo, mobili di antiquariato toscano.  Diciotto anni prima i suoi genitori erano entrati in quel locale con Bruno e il suo fratellino per festeggiare l’ anniversario di matrimonio. Avrebbe dovuto essere una giornata indimenticabile ma il titolare del  ristorante li aveva cacciati. Bruno ricorda bene quel giorno.

“Come stavo dicendo,” continuò, “avevamo appena preso posto al nostro tavolo, quando lei si avvicinò a mio padre e gli disse, senza tanti preamboli, che per quel giorno poteva anche restare, ma che per il futuro era meglio che non si facesse più vedere. Quello era un locale ariano. Gli ebrei non vi erano benvenuti. Non cercò nemmeno di attenuare l’ umiliazione di mio padre, con qualche parola di circostanza. Provava fastidio per quell’ ebreo che aveva osato varcare la soglia del suo locale e desiderava solo che si levasse di torno.”

Il padre di Bruno si era alzato, si era avvicinato alla vetrina del pesce e poi, volto ai familiari, li aveva esortati ad alzarsi per andar via: “Qui il pesce puzza aveva detto”. Da quel momento la felicità aveva lasciato il posto all’ angoscia.

“Fu l’ inizio di tutte le nostre successive sventure. Il definitivo segnale che il mondo, per noi ebrei, era veramente cambiato.”

Il proprietario del ristorante cerca di difendersi, a quei tempi non si capiva, e poi c’erano quelle leggi razziali… Ma Margoulies lo blocca.

…la sa una cosa? Non esisteva nessuna legge, nessun regolamento, nessuna circolare che impedisse a un ebreo di frequentare un ristorante. O che obbligasse un ristoratore a cacciarlo dal suo locale.”

Landini risponde che allora, se uno voleva stare a galla, doveva capire in fretta come stavano andando le cose. E nel locale c’ erano sempre personaggi importanti del partito che avevano il loro tavolo prenotato.

“Si era tutti vigliacchi, a quei tempi. Sciocchi e codardi. E io non ero né meglio, né peggio di tanti altri. Le cose andavano semplicemente così. Loro davano gli ordini e, se pure non li davano, come dice lei, erano bravi a far capire quel che gradivano e quel che invece non tolleravano. Noi, dal canto nostro, si ubbidiva, che ci piacesse o meno. Si ubbidiva, per non correre rischi…”

Landini non capisce, non è disposto a fare passi indietro. La punizione sarà terribile.

Ben Margoulies

Ben Margoulies, cantante e compositore

Margulies è un cognome che deriva dalla pronuncia ashkenazi della parola ebraica מרגליות, che significa “perle”. Tra i personaggi che hanno questo cognome si trovano:  Ben Margulies, cantautore, David Margulies, attore americano, Donald Margulies, drammaturgo americano, Joseph Margulies giurista, Julianna Margulies, attrice americana, Samuel Hirsch Margulies, rabbi e studioso (da: Educalingo) 

Alfredo Sornaga, in “Almeno lui”, conserva, nel segreto ripostiglio di un taschino, una lettera del fratello Saverio. È datata marzo 1939. Una reliquia, ricordo di giorni lontani, di affetti perduti, e del disaccordo riguardo a una scelta importante. La sta rileggendo.

Ogni giorno apriamo il giornale e scopriamo che il cerchio intorno a noi si è chiuso ancora un po’. Ogni giorno nuove vessazioni, nuove proibizioni. Ci stanno richiudendo nei ghetti, Alfredo, e presto ci impediranno di lavorare. Lo hanno già fatto con gli insegnanti e con i medici. Con i magistrati. Perfino con gli ambulanti. Figurati se presto non toccherà agli agenti di commercio.

In chi dovrebbero confidare ancora? Nel Duce? Nel Re? Nel Partito? Ormai sono tutti svenduti a quel demonio con la svastica. Saverio lo aveva implorato di partire per la Palestina, di mettersi in salvo con lui. Ma Alfredo aveva chiesto al fratello di aspettare ancora un poco: la moglie non avrebbe mai abbandonato le sorelle e inoltre era necessario liquidare quello che era rimasto delle loro proprietà. E poi una sera quel litigio furioso.

Saverio era partito, ma il dissidio di quella sera era rimasto sospeso e irrisolto, fra loro, come un’ ombra gravida di risentimenti.

Anche qui, la conclusione inaspettata fa rabbrividire . Alfredo strappa la lettera; si augura che almeno il fratello sia in salvo.

Archivio di Stato di Roma

Archivio di Stato di Roma

http://www.imago.archiviodistatoroma.beniculturali.it/Inventari/pdf/223.01.pdf

Ho trovato il cognome Sornaga nella tesi di Elisabetta Montanini dell’ Università Sapienza. Si tratta di uno studio sul Fondo Ebrei della Questura di Roma (1938-1945), conservato nel deposito dell’Archivio di Stato di Roma, presso la succursale di via Galla Placidia 65. Il Fondo è costituito da 51 buste ed è dedicato alla documentazione riguardante l’applicazione delle leggi razziali fasciste.

Mariah Carey, Vision of love. Il brano è stato scritto da Mariah Carey in collaborazione con Ben Margoulies

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Mario Pacifici, Una cosa da niente e altri racconti.

Una cosa da niente Mario Pacificci

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