In forma di uomini

Ilan Halimi viene rapito a Parigi nella notte tra venerdì e sabato 21 gennaio 2006. Dal commissariato di quartiere, i familiari, alla ricerca di sue notizie, vengono indirizzati alla centrale di polizia in boulevard Louis Blanc e, da qui, alla Direzione Generale di Polizia giudiziaria in Quai des Orfèvres.
Nel pomeriggio della domenica due ufficiali della polizia criminale rovistano nella camera di Ilan tra le sue carte, i suoi vestiti, i suoi post-it.
Terribile il senso di smarrimento e di impotenza che esprime la madre del ragazzo.
Questo spettacolo delle nostre vite messe a nudo, ormai poste nelle loro mani, mi pietrifica. È la prova che io non controllo niente. Gli ufficiali portano via il computer di Ilan e mi danno appuntamento al Quai des Orfèvres. Perché devo andare lì? Perché devo mettere tutto nelle loro mani? Non sono più capace di sbrigarmela da sola? Eppure li ho tirati su da sola i miei tre figli. Sì, li ho cresciuti e protetti da sola, ne ho avuto la forza, perché doveva capitarmi di avere bisogno di questi uomini, adesso? Mi sento così impotente.
Nessuno riuscirà ad aiutarla. I rapitori, escrementi in forma di uomini, avranno tutto il tempo per infierire su un ragazzo indifeso, torturarlo e ridurlo in fin di vita. Ucciso perché ebreo. Leggo, nelle ultime pagine del libro, i loro nomi e la pena comminata per il loro crimine. Youssuf Fofana Youssuf Fofana, capo della banda, autoproclamatosi “cervello dei Barbari”. Condannato all’ergastolo.

++++++++++++++++++++

Ruth Halimi-Émilie Frèche, 24 giorni. La verità sulla morte di Ilan Halimi

24 giorni