Crede in te sempre

Avrei voluto inserire in questo mio diario quel bel libro ambientato in una città da favola del nord Africa, una scrittura straordinaria, quasi musica dolce del ricordo, profumi e suoni caldi, un viaggio nel tempo e nello spazio che però nascondeva, nelle pagine, un bubbone. Il quale esplodeva inaspettato a metà della narrazione, in quel capitolo straordinario di cui avrei voluto conservare qualche piccolo brano in Israele per sempre. Un racconto che prosegue, in un incanto ormai spezzato, sino all’ altra tragedia, quella finale. Ma l’ autore è chiaro: “Nessuna parte di questo libro può essere … riprodotta…” Chiedere il preventivo assenso…come? a chi?

Allora ho aperto la mia biblioteca e ho subito scoperto un altro libro che neppure ricordavo di possedere. Al mare, ho letto le prime pagine di “Questa sera è già domani” della scrittrice Lia Levi e il libro mi ha conquistata subito. Sarà mio amico per un poco di tempo. Ovviamente non farò il riassunto, e neppure la critica del libro, non sono qui su WordPress per questo. Non sarei neppure in grado di farlo. Voglio solo capire, sapere, studiare, Israele e il suo popolo, un mondo affascinante e terribile, nient’altro.

Genova, Piazza-Verdi-

Genova, Piazza Verdi (da: http://www.Arte fascista.it)

 Genova, negli anni del Fascismo. Luigi Dello Strologo vive con la figlia Emilia, sposata con Marc Rimon e madre di Alessandro. Marc, di origine belga, è vissuto in Olanda; qui vive ancora la madre Jacqueline, sfaccettatrice di diamanti come il figlio. La donna spera che un giorno, il figlio vada a vivere da lei, in un paese dove non c’è il fascismo.

Il piccolo Alessandro ha imparato a leggere e scrivere a quattro anni e capisce e legge il francese.  In molte famiglie italiane ci sono ragazzini simili a Romano Mussolini e Alessandro Rimon ma ogni famiglia è convinta che il proprio sia l’ unico genio. Marc racconta al figlio la guerra di Spagna con i cattivi che combattono col generale Franco.

…chi era a leggere ad alta voce al bambino interi pezzi di quel giornale francese che aveva il banale nome di Le Journal. Complimenti al fascismo non ne faceva davvero, quel fogliaccio.

La domenica mattina, Alessandro compra per il padre L’ Osservatore Romano.

L’ Osservatore Romano era l’organo ufficiale del Vaticano, uno Stato straniero rispetto all’ Italia e perciò libero di pubblicare notizie dall’ estero che gli altri giornali non avevano il permeso di stampare. Il giornale francese non si trovava più, perciò leggere l’ Osservatore romano era importante per sapere cosa succedeva veramente nel mondo. Semplice, no? Il giornalaio, però, notando la stessa persona comprare con troppa insistenza quella pubblicazione, poteva insospettirsi. Un bambino non sa le cose, chi gli farebbe delle domande?

Marc legge al figlio gli Acta Diurna di Guido Gonella.

L’ autore aveva una rara abilità nell’ insinuare sottili attacchi al fascismo mascherati sotto frasi ingenue e comuni.

Guido_Gonella

Guido Gonella. Negli anni trenta, il giornalista veronese collaborò con l’ Osservatore Romano. Monsignor Montini, il futuro Paolo VI, gli aveva affidato la rubrica “Acta Diurna”. Gonella si documentava sulla stampa estera e poteva fornire ai lettori un panorama della situazione internazionale. 

L’ altra figlia di Luigi, Wanda, è sposata con Osvaldo Nunes, originario di Livorno. Osvaldo  ha una gioielleria al centro di Genova: la maggior parte dei suoi clienti sono volti allo spirito del tempo e hanno solidi rapporti con il regime.  Osvaldo e Wanda non hanno figli ma sono orgogliosi del nipote “fenomeno”.

“Ci è capitato un bambino così” mormoravano in giro fingendo distacco, e quasi si scusavano, come se quel nipote avesse giocato loro un gran brutto tiro.

La giovane Emilia, non particolarmente pia, decide di portare il figlioletto di otto anni dal rabbino, vuole fargli conoscere quello che a scuola è considerato un piccolo genio. 

…quei Rimon, una famiglia come molte altre, brava gente, però quanto a osservanza ebraica davvero tiepidina. Rosh Hashanà e Kippur, le feste “obbligatorie”, dove arrivavano in massa circondati da una variegata parentela, e poi basta. In sinagoga si vedeva di tanto in tanto solo la madre, sempre con un vestito fresco di sarta, ma sembrava più un’ educata spettatrice che una donna di fede.

Rav Samuele Bonfigliolo, di Genova, è perplesso. Alessandro è un piccolo genio e un giorno ha affermato di credere in Dio solo qualche volta.

E adesso il Rav avrebbe dovuto rispondere a quella specie di quesito artificioso? Lui era un uomo semplice, un maestro che amava lo studio della Torà. Tutto qui. Le sentenze da “Rabbi meraviglioso” o da finto profeta predicatore non facevano parte del suo orizzonte. Preferiva usare le parole dirette, quelle di tutti i giorni, tanto lo sapeva che arrivavano anch’esse dal fondo dei millenni. Ma presto, senza che se ne rendesse conto, sentì che l’ irritazione gli si stava stemperando in una nebbia di indulgenza. Gli succedeva sempre così. Le debolezze umane finivano per commuoverlo.

“Bravo” disse al ragazzino con un tono blando che si sarebbe potuto adattare a qualsiasi situazione. “Ho capito che ti piace studiare. Fra poco verrà anche per te il momento della Toràh”.

Poi gli si avvicinò e gli sussurrò all’ orecchio: “Tu credi in Dio solo qualche volta. Sappi che invece Dio crede in te sempre”.

Genova---Scuola-fascista-della-giovane-

Genova, Scuola Fascista della Giovane (da: www. Arte fascista.it)

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Lia Levi, Questa sera è già domani

Questa sera è già domani

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