Si tornerà alla normalità

Roberto Matatia nel suo libro “I vicini scomodi” fa parlare i suoi due personaggi principali, Nissim e Camelia. In un diario, essi raccontano la loro vita irrimediabilmente orientata verso la catastrofe di cui, peraltro, ancora non si rendono bene conto convinti come sono che prima o poi tutto tornerà come prima. Camelia in particolare esprime la sua tristezza per l’ estate che così in fretta è scivolata via; il suo papà è continuamente convocato in Questura a Bologna per il problema della villa. In effetti quell’ abitazione di ebrei proprio accanto a villa Mussolini è qualcosa di inaccettabile per i fascisti che, sempre più arroganti, cercano di convincere Nissim a venderla. 

Villa_Mussolini,_Riccione_1935

Villa Mussolini, residenza estiva di Benito Mussolini, della moglie e dei cinque figli dal 1934 al 1943.

Ma il momento della tragedia è stato quella mattina di settembre quando ci siamo trovati davanti agli occhi quel titolo di giornale che, a caratteri cubitali, ci avvertiva che non eravamo esseri umani uguali agli altri, che non potevamo andare nelle loro scuole, avere le loro ambizioni e desiderare di vivere i loro sogni. Sembra che dovremo essere separati dal babbo, che dovrebbe essere espulso perché cittadino straniero.

La maggior parte delle pagine del diario sono scritte dal capofamiglia Nissim. Leggendo sul Resto del Carlino che dal 16 ottobre 1938 insegnanti e alunni ebrei saranno esclusi dalle scuole, capisce che l’ odio che regna in Germania come un’ infezione sta dilagando in Italia.

Sarebbe stato sufficiente il “Manifesto della razza” del 14 luglio o, più semplicemente, le pressioni che ricevevo per la villa di Riccione per capire che tutto stava cambiando; invece, no! Noi pensavamo a una cosa passeggera…temporanea…E invece…Ci siamo trovati così, senza reagire, all’ inizio di una bufera che avrebbe, in modo indelebile e definitivo, stravolto le nostre vite.

In pochissimo tempo si sono trasformati da amici e compagni di feste in parassiti da evitare, estranei da escludere. Hanno fatto bene i fratelli Eliezer e Leone a decidere di partire.

Sono svogliato di fronte alla violenza, sempre più forte, dei funzionari che mi apostrofano. Sono sempre più arroganti. I miei già deboli diritti non esistono più e i miei persecutori hanno campo libero a sfogare le loro frustrazioni contro di me. Vengo strattonato e deriso mentre il commissario mi elenca, urlando, sudando e sbavando, catastrofi e ritorsioni che io e la mia famiglia dovremo subire.

-San_Giovanni_in_Monte

San Giovanni in Monte è una frazione  del comune di Barbarano Mossano,  in provincia di Vicenza

Mentre passeggia sotto i portici di Bologna, Nissim viene avvicinato da due uomini con l’ impermeabile scuro e il Borsalino in testa, i quali, dopo avergli chiesto i documenti, lo ammanettano e lo portano in Questura dove resta per ore in attesa. Rimpiange di non aver seguito l’ esempio dei fratelli, per ingenuità, forse, per aver avuto eccessiva fiducia nel prossimo. Verrà trasferito nel carcere di San Giovanni in Monte in attesa del decreto di espulsione. Camelia intanto frequenta la scuola a Bologna, disorientata, assieme ad altri ragazzi disorientati.

Ex carcere a San Giovanni in Monte

San Giovanni in Monte: ex monastero ed ex carcere, ora sede universitaria

I cugini di Faenza verranno per poco tempo, anche perché mi hanno detto che presto andranno via dall’ Italia. Io non li capisco. Penso che questa situazione non potrà durare per sempre; sono convinta che bisognerà avere pazienza e, presto o tardi, si tornerà alla normalità.

Roberto Matatia a Villa Mussolini

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Roberto Matatia, I vicini scomodi. Storia di un ebreo di provincia, di sua moglie e dei suoi tre figli negli anni del fascismo

Roberto Matatia, I vicini scomodi

 

 

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