Quella meravigliosa gioventù.

In un capitolo del suo bel libro “Amare gli ebrei. Odiare Israele”, Valentino Baldacci parla delle sue impressioni al ritorno da un viaggio in Israele, e della difficoltà, in particolare, di far comprendere correttamente che cosa è Israele a chi non ha mai visitato questo paese.

Tante cose si potrebbero dire ma voglio sottolinearne una su tutte: la grande difficoltà di trasmettere all’ esterno, soprattutto in Europa, la realtà di Israele. Una realtà fatta di impetuoso sviluppo economico, di ottimismo, di fiducia, di gioia di vivere, di realismo e al tempo stesso di grande progettualità proiettata sull’ avvenire.

Subito si è portati a pensare al conflitto israelo-palestinese e alle sue possibili conseguenze sulla vita di tutti i giorni degli israeliani. Ma ci si rende conto che esso viene considerato meno importante rispetto ad altri temi: il lavoro, lo studio, il divertimento. E, d’altra parte, dopo tanti e tanti rifiuti, le occasioni per i palestinesi di avere un loro stato, sembrano ormai del tutto esaurite.

BDS

Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni. “Il movimento BDS è chiaramente fallito, anche s equalche colpo di coda si sentirà ancora” (da: Amare gli ebrei. Odiare Israele)

Troppi e troppo privi di senso sono stati i rifiuti: dalla Risoluzione ONU 181 del 27 novembre 1947 agli accordi di Oslo del 1993, dal piano Clinton a Camp David del 2000 fino alla dimenticata (per fortuna) offerta di Olmert del 2007. Non è un caso che il piano Trump –comunque sia configurato nei particolari- prenda atto della realtà e faccia cadere il tabù dello Stato palestinese.

Ci si rende conto, viaggiando in Israele, che gli arabi sono per la maggior parte integrati, lavorano, studiano, sono operai, impiegati, medici, professori, giudici. La domanda può essere: “Che cosa sarà di Giudea e Samaria?

Anche qui per chi vuol vedere senza pregiudizi la tendenza è chiara: sempre più la presenza ebraica si rafforzerà e si estenderà, ma si rafforzerà anche la simbiosi tra arabi e israeliani. Già oggi una buona parte degli arabi di Giudea  e Samaria è impegnata in attività strettamente legate all’ economia israeliana.

E dunque, scrive Valentino Baldacci, la politica di Arafat è fallita così come quella del suo successore Abu Mazen: entrambi si sono estraniati dalla realtà del loro popolo il quale ha scelto, alla fine, di non contrapporsi frontalmente a Israele. Resta, è vero, il problema di Gaza e della presenza di Hamas, ma se la minaccia dei missili permane, si tratta comunque di qualcosa che appartiene ad un conflitto più generale. Niente a che fare con il processo di integrazione degli arabi di Israele. E tuttavia  questo non viene compreso in Europa.

In primo luogo va tirata in ballo l’ insipienza delle istituzioni internazionali: l’ ONU (soprattutto attraverso alcune sue Commissioni, quella per i profughi e quella per i diritti umani), che ha alimentato nella dirigenza palestinese l’ illusione di essere una reale rappresentanza statuale; l’ Unesco, che in alcuni casi è andata assai oltre la decenza, giungendo a negare la presenza storica ebraica a Gerusalemme; l’ Unione Europea, con i suoi vari esponenti, in particolare l’ Alto rappresentante per gli affari esteri.

Non va ignorato il crescente antisemitismo, per non parlare della politica della chiesa cattolica e in particolare dell’ attuale pontefice; e non va dimenticato il ruolo dei media incapaci di offrire una rappresentazione corretta della realtà.

Yom Yerushalaiym

Il Jerusalem Day è la festa nazionale israeliana. Commemora la riunificazione di Gerusalemme all’indomani della Guerra dei Sei giorni nel giugno 1967. 

Ma la realtà è più forte della comunicazione distorta e chi la vuol guardare in faccia vada a Gerusalemme per Yom Yerushalaiym, il giorno che celebra la riunificazione della città e che è diventata la vera festa dei giovani, e si unisca a quella meravigliosa gioventù, alla sua gioia, alla sua voglia di vivere.

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Valentino Baldacci, “Di ritorno da Israele” dal libro Amare gli ebrei. Odiare Israele. Antisemitismo e antisionismo nella nostra società. 

Valentino Baldacci, Amare gli ebrei. Odiare Israele - Copia

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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