La forma contemporanea dell’ antisemitismo

In un articolo tra i più significativi  raccolti nel suo libro “Amare gli ebrei. Odiare Israele”, Valentino Baldacci esamina il rapporto tra razzismo e antisemitismo. Per alcuni infatti le leggi razziali del 1938 non sarebbero sorte dal nulla ma costituirebbero la prosecuzione di quell’ odio razziale che già si era manifestato in occasione della guerra d’ Etiopia del 1935-1936, quando non era assolutamente consentita alcuna promiscuità con la popolazione locale. I due eventi, secondo questa tesi, sarebbero semplicemente casi particolari da far rientrare nella categoria generale del razzismo nell’ Europa del XX secolo.

Da questa impostazione discende una conseguenza per il presente: oggi ci si deve battere contro il razzismo in generale, in particolare contro quello particolarmente visibile, quello contro gli immigrati di origine africana, mentre l’ antisemitismo, pur deprecato, finisce per restare in ombra.

L’ autore considera discutibile questa tesi. Le misure discriminatorie contro le popolazioni locali sono una caratteristica del colonialismo. Si era convinti che queste popolazioni si trovassero a uno stadio inferiore di civiltà e, di conseguenza, si doveva provare disprezzo per le loro usanze barbare.

L’ antisemitismo –compreso quello che sta alla base delle leggi del 1938- ha tutt’altra storia. Non solo non ha niente a che fare con il colonialismo, ma, come sappiamo bene, accompagna il cristianesimo fin dal II secolo, con l’ accusa rivolta agli ebrei di essere il popolo deicida, accusa che si è perpetuata fino ai nostri tempi e che solo da qualche decennio è stata cancellata dalla Chiesa cattolica.

L’ antisemitismo, nel corso dei secoli, è stato caratterizzato non tanto dal disprezzo quanto dall’ odio e dalla paura degli ebrei. Gli ebrei erano accusati di complottare contro ogni autorità e di accumulare ricchezze estorte con l’ usura.

Ciò che ha caratterizzato l’ antisemitismo moderno non è stato il disprezzo nei confronti degli ebrei, ma la paura, la paura di una potenza che veniva descritta in termini tanto temibili quanto vaghi e che si innestava  bene sul vecchio tronco dell’ antisemitismo di origine religiosa.

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Gaetano Azzariti (a destra), giurista e politico italiano, fu presidente della Commissione sulla razza durante il regime fascista.

L’ antisemitismo di origine biologica, che vede negli ebrei caratteristiche inferiori, si diffonde col positivismo ma resta qualcosa di marginale; l’ antisemitismo che  si diffonde tra il XIX e il XX secolo, dai pogrom nell’ Impero  russo sino all’ Affaire Dreyfus, ha alla base motivazioni sociali e politiche, non certo teorie biologiche.

Il razzismo biologico –al quale sembrerebbero ispirarsi le leggi italiane del 1938- ha un seguito a livello di massa solo con la diffusione delle teorie hitleriane e poi con la conquista del potere da parte del nazismo…

Il razzismo biologico sembrerebbe ispirare la “Dichiarazione sulla razza” del Gran Consiglio del Fascismo del 6 ottobre 1938; tuttavia, se si osservano le singole norme, si  possono notare numerose incrinature rispetto a una definizione puramente biologica.    

… è l’ art. 14 che mette in chiara evidenza come la presunta base biologica –l’ appartenenza alla “razza”- comportasse tante e tali eccezioni che mettevano in evidenza il carattere eminentemente politico del provvedimento. Che  cosa aveva a che fare con la “razza” il fatto di essere stato ferito o aver ricevuto una decorazione in guerra, di far parte di una famiglia di un caduto, di essere stato ferito per una “causa fascista”, di essersi iscritto al Partito Fascista in determinati periodi e in particolare in quello immediatamente successivo al delitto Matteotti, di essere stato volontario fiumano e via di questo passo, fino a giungere all’ ineffabile punto 6 di detto articolo, nel quale, al di là dei casi previsti, si dichiarava che le leggi razziali non erano applicabili quando gli interessati “abbiano acquisito particolari benemerenze”, valutate da una Commissione costituta presso il Ministero dell’ Interno.

Si era sottoposti alle leggi discriminatorie sulla base di una valutazione politica che con la biologia non ha nulla a che fare.  In realtà, l’ obiettivo di Mussolini era quello di richiamare gli italiani riunendoli nello svolgimento dei “compiti” di una politica totalitaria.

Antisemitismo in Francia da IL Dubbio

Antisemitismo in Francia

Dalla giudeofobia al moderno antisemitismo, in mezzo mille anni di pregiudizi e persecuzioni in cui l’odio per gli ebrei si è diffuso a macchia d’olio e si è trasmesso, di generazione in generazione, alla fibra più profonda della nazione. Per poi uscire fuori, a fiammate improvvise nel corso della Storia, come una belva balza fuori dall’antro per smembrare la sua preda. La Francia galleggia nell’antisemitismo come in un brodo primordiale. Le croci uncinate nei cimiteri ebraici, le sinagoghe profanate, gli sfregi ai reduci della Shoah, le stelle gialle sui negozi, le aggressioni verbali e fisiche, gli schizzi di letame ideologico da parte di alcuni esponenti dei gilet gialli, insomma tutta l’escalation di atti antisemiti che stanno infestando la patria dei diritti dell’uomo (oltre seimila, più 75% in un anno) affonda le radici in una cultura estesa, in un “senso comune” che viene da lontano. Daniele Zaccaria in “Il Dubbio”, 21 febbraio 2019

Chi nega all’ antisemitismo una sua specificità tende a inserirlo nella categoria generale del razzismo, con la conseguenza di considerare prioritaria solo la lotta contro quella forma di razzismo che appare più evidente, quella nei confronti degli immigrati, specie se di origine africana. Anzi, si arriva all’ apparente paradosso che una parte di chi si batte contro il razzismo verso gli africani è al tempo stesso fautore di un antisionismo che altro non è che la forma contemporanea dell’ antisemitismo.

L’ odio del mondo islamico contro gli ebrei, con l’ emigrazione di massa in Europa, si è rafforzato e radicalizzato, dando origine a un nuovo antisemitismo, in particolare in Francia, in Germania e nei Paesi scandinavi.

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Valentino Baldacci, “Razzismo e antisemitismo” da: Amare gli ebrei. Odiare Israele. Antisemitismo e antisionismo nella nostra società.

Valentino Baldacci, Amare gli ebrei. Odiare Israele - Copia

Informazioni su Velia Loresi

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