Nuovamente infamati

L’ antisemitismo non è certo scomparso con il Terzo Reich, e non poteva scomparire per un semplice motivo, perché esso è costituito da una costellazione di miti e di figure archetipiche che il nazismo aveva sì portato alla loro esasperazione incandescente, ma che lo precedevano e lo superavano.

Conservo ancora qualche riflessione tratta dal libro Il capro espiatorio, anche se tante e tante sono le cose che vi leggo, indispensabili per capire quel fenomeno antico e nuovissimo che è l’ antisemitismo. Da una parte, l’ antisemitismo tradizionale, con l’ ebreo presentato come veleno per l’ intero genere umano; dall’ altra, l’ israeliano, o il sionista, con caratteristiche eminentemente negative, un criminale. A tutto questo va aggiunto il negazionismo.

L’ Europa malata e programmaticamente sradicata, ma al contempo arrogantemente propensa a considerarsi in fatto di cultura e di morale dispensatrice della verità ultima, è sempre più incline a prendere le distanze da Israele e a non porre alcun correttivo all’ antisemitismo nella forma dell’ odio per lo Stato ebraico, per gli ebrei israeliani.

L’ Europa dei Diritti Umani sa rivolgere la sua attenzione alle vittime. Tra queste ci sono, sì, anche gli ebrei ma come vittime del passato a cui dedicare monumenti, enti, giorni istituzionalmente dedicati.

Questi ebrei congelati da un ricordo sempre più di circostanza, sempre più retorico, hanno infatti, a ben vedere, un rapporto organico con la cattiva coscienza dell’ Europa, con la “questione della colpa” generalmente estesa, con il meaculpismo che da decenni è una delle sue prerogative preferite.

Mohamed  al-Tayyib ricevuto da Papa Francesco in Vaticano. È ritenuto un interlocutore attendibile di quell’ islam moderato e più aperto con cui bisognerebbe dialogare. Per la sua posizione riguardo agli ebrei e a Israele, scrive Niram Ferretti nel libro Il capro espiatorio: Gli ebrei, in fondo, sono sempre stati nemici dell’ islam, come ha ricordato il “moderato” Ahmad al-Tayyib, Grande Imam dell’ università di al-Azhar a Il Cairo durante una trasmissione televisiva, il 25 ottobre del 2013, commentando il versetto 5,28 del Corano: “Scoprirai che i più veementi nella loro ostilità contro i credenti sono gli ebrei e gli idolatri”. “Questa è una prospettiva storica che non è mutata fino ai nostri giorni”, ribadì al suo intervistatore al-Tayyib. Parole che riecheggiano quelle di Sayyid Tantawi, suo predecessore, che, nella sua tesi di dottorato del 1968, attribuiva agli ebrei caratteristiche permanentemente devianti trasmesse geneticamente.

Da rileggere sempre L’ Arringa per la mia terra, pronunciata in francese da Herbert Pagani l’ 11 novembre 1975 dalla stazione radio Europe 1.

Accadeva a seguito della Risoluzione 3379 che equiparava il sionismo al razzismo. Pagani fu uno dei pochi a comprendere immediatamente l’ estrema gravità  di quello che si era consumato all’ONU. Capì che lo stigma di razzista applicato a Israele null’ altro era se non una versione moderna di un vecchio libello del sangue. Gli ebrei, nello sembianza dello Stato ebraico, venivano nuovamente infamati ed esposti alla  gogna pubblica.

Si può sperare? Da un articolo di Fiamma Nirenstein, su Informazione Corretta, 5 dicembre 2019, “Tre notizie sull’ antisemitismo”:

C’è il magnifico riconoscimento da parte del parlamento francese dell’IHRA, il documento internazionale che definisce l’antisionismo come antisemitismo. Per arrivarci gli ebrei francesi e i difensori del buon senso e della libertà hanno fatto molta fatica, la votazione è stata 172 a 72, l’estrema sinistra ha votato contro. Alla fine però ha vinto la verità, e non la menzogna per cui negando l’antisemitismo israelofobico si blocca la libertà di espressione. Ora dunque la Francia smetta di essere alla leadership delle nazioni europee che bloccano le sanzioni all’Iran proprio mentre fa strage dei suoi cittadini e riprende l’arricchimento dell’uranio.

Fiamma Nirenstein

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Niram Ferretti, Il capro espiatorio. Israele e la crisi dell’Europa

Informazioni su Velia Loresi

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