Una ricostruzione alterata della storia

Le modalità di attacco alla civiltà occidentale da parte degli eredi di Marx ed Engels sono sostanzialmente le medesime con cui gli autori del Manifesto demonizzavano il Capitale, la proprietà privata e la classe  borghese. 

Il proletariato è stato sostituito con i popoli del terzo mondo, poi con i neri, i musulmani, e in particolare i palestinesi, e infine  con i migranti. Essere dalla parte delle vittime, dei reietti, lottando contro forze oscure nemiche del progresso, significa automaticamente essere dalla parte giusta  della storia. Mi è difficile trovare un titolo per queste note su quello che Niram Ferretti definisce il tramonto dell’ Europa. Ogni rigo contiene una verità, ogni osservazione sulla nostra civiltà e su un Occidente colpevole senza appello solo per essere stato ciò che è stato, meriterebbe una sottolineatura particolare.  Scrive Niram Ferretti:

Beninteso, l’ estensione dei diritti alle minoranze, agli esclusi, la loro integrazione all’ interno della comune condivisione dei beni di cui godono le maggioranze, è obbiettivo nobile e giusto per chi ha a cuore l’ ampliamento della democrazia, l’ affermarsi di una società il più possibile aperta e liberale, ma questo nulla ha a che vedere con l’ istituzione di un totalitarismo ideologico…

Si cerca in ogni modo di abbattere, distruggere quelle che, nel bellissimo libro Il capro espiatorio, vengono definite le colonne portanti dell’ architettura occidentale, la religione, la cultura, la civiltà, l’ assetto familiare. Ma prima che questo accada nella realtà, è necessario un  nuovo, più adeguato uso del linguaggio. E allora si smette di vedere la realtà come la si era vista precedentemente; avendo creato il clima adatto, lo sguardo è rinnovato.

Gli ebrei che diventano, davanti agli occhi dei nazisti, pestilenza cosmica, o i borghesi ridotti a parassiti dall’ eloquenza leninista, entrambi comunque un male da rimuovere così come si rimuove da un corpo sano, sono, prima che si passi alla loro concreta eliminazione, parole, simboli, effetti del linguaggio atto a produrre l’ incantesimo che da ciò che sono li trasformerà in creature subumane.

La realtà viene oscurata, il passato è continuamente alterato, l’ Occidente, la sua civiltà, le sue tradizioni sono rifiutati. Il sionismo si trasforma in una manifestazione colonialista in cui i palestinesi sono le vittime e gli ebrei i carnefici.

Fu del tutto inutile nel 2002, durante la stesura della Costituzione Europea, l’ appello di Giovanni Paolo II rivolto ai costituenti e volto a fare inserire nel preambolo un riferimento al ruolo decisivo del cristianesimo nella formazione dell’ Europa.

Nel 2005 nella conferenza tenuta nel monastero di Santa Scolastica a Subiaco, Joseph Ratzinger afferma che l’ Europa non potrà ignorare la sua eredità cristiana dal momento che gran parte di quello che essa ha prodotto è stato influenzato dal messaggio evangelico.

L’ Europa che si vuole è un’ Europa senza confini, senza volto, destrutturata. E appare straordinariamente attuale e necessaria la Dichiarazione di Parigi, il manifesto firmato da alcuni intellettuali europei nel 2017.Sir Roger Vernon Scruton (1944-2020), uno dei firmatari della Dichiarazione di Parigi del 7 ottobre 2017, è stato un filosofo inglese. Un tema ricorrente del suo pensiero è il tentativo di comprendere e difendere le conquiste della cultura occidentale.   Dichiarazione di Parigi del 7 ottobre 2017, A Europe we can believe in http://farefuturofondazione.it/la-dichiarazione-parigi-uneuropa-cui-possiamo-credere/

Nella Dichiarazione di Parigi, i firmatari rivendicano la tradizione classica e umanistica occidentale e l’ importanza decisiva del cristianesimo nell’ avere dato forma all’ Europa non come nostalgici antiquari, ma come uomini e donne consapevoli che rigettando questo passato e il suo bagaglio di tesori il futuro può essere solo una mistificazione, una falsificazione fondata su chimere…

Tolleranza, libertà, uguaglianza, diritti umani, razzismo, discriminazione: la ripetizione a oltranza di alcune parole (usate come richiamo da “pastori del gregge” non solo nelle dittature  ma anche nelle democrazie) è uno dei fondamenti della propaganda. 

Orwell aveva capito che il sogno totalitario non era limitato al comunismo o al nazismo ma sarebbe continuato sotto forme più sottili nelle “società democratiche”.       

L’ Europa che, con un’ immagine terribilmente efficace dell’ autore, trascina nella polvere il proprio cadavere e con la mano indica il futuro, è capace di accusare Israele di razzismo e di una risposta sproporzionata quando si difende dagli attacchi dei nemici.   Non solo:

…vota insieme all’ UNESCO quando luoghi ebraici millenari vengono nominati in arabo, per confiscarne la storia attribuendola a un altro popolo…

Ed è questa anche la bandiera di George Soros: l’ umanità al posto dei popoli, delle nazioni, delle memorie condivise delle proprie radici.Soros è presidente del Soros Fund.  Sostenitore delle cause politiche progressiste e liberali statunitensi, dispensa  donazioni a tal fine attraverso la sua fondazione, la Open Society Foundations. Tra il 1979 e il 2011, Soros ha donato più di 11 miliardi di dollari per varie cause filantropiche.

Nel mondo senza confini di George Soros, Israele è un ostacolo che deve essere superato perché, assieme agli Stati Uniti, è un agente del Male sulla terra.

…è uno Stato-nazione e come tale è fondato su una forte coscienza di sé, su una decisa appartenenza identitaria, su una fondamentale condivisione di storia e di memoria.

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Niram Ferretti, Il capro espiatorio. Israele e la crisi dell’ Europa

                 

Informazioni su Velia Loresi

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