Prassi del tutto consentita

“Una diagnosi lucida e impietosa, senza fronzoli…”: Niram Ferretti definisce così le parole di Georges Bensoussan riguardanti l’islam. Per Bensoussan l’ islam, come il comunismo, appare un’ alternativa al mondo occidentale; e, come il comunismo, gioca su fattori emotivi al fine di conquistare seguaci.

L’ ideologia continua sempre nella forma di un disconoscimento della realtà e della volontà persistente di volerla sottomettere al proprio imperio. Ciò che resiste all’ idea deve essere distrutto.

Così come, per l’affermarsi del nazismo, era necessaria la distruzione della comunità ebraica, per la vittoria dell’ islam è necessaria la distruzione dello Stato ebraico. Ed è così che a Israele, accusato di nazismo, genocidio, apartheid, non è consentito esercitare la propria deterrenza nei modi necessari e legittimi consentiti dalle regole d’ ingaggio dell’ esercito.

Dunque, per l’affermarsi dell’ islam la distruzione di Israele è una tappa necessaria e inevitabile. L’ idea che gli ebrei (è Norman Cohn  che lo scrive in Licenza per un genocidio) siano una specie di veleno slitta sugli ebrei israeliani e sul loro Stato. Ed è qui che cade la fragile distinzione tra antisemitismo e antisionismo.

L’ antisionismo è così diventato il comodo alibi di una moltitudine di antisemiti consci o inconsci, i quali dichiarando che gli israeliani sono assassini (in modo particolare di bambini), torturatori, genocidi, ladri di terra, razzisti, nazisti, complottisti (vedi alla voce Mossad), dominatori ecc., non manifesterebbero in tutte queste accuse alcun antisemitismo ma una legittima critica politica nei confronti di uno Stato. 

Robert Redeker

Dal 2006 vive sotto protezione della polizia per le minacce ricevute dai fondamentalisti islamici dopo la pubblicazione di un suo articolo critico su Le Monde.

Prendendo lo spunto dalla Controversia con l’ Islam sulla lezione di Ratisbona di Benedetto XVI del 16 settembre 2006, Robert Redeker scrive un articolo di appoggio al Papa pubblicato il successivo 19 settembre su Le Figaro intitolato “Face aux intimidations islamistes, que doit faire le monde libre ?” (Di fronte alle intimidazioni islamiste che deve fare il mondo libero?)  dove, tra l’altro, affermava:

«Le reazioni suscitate dall’analisi di Benedetto XVI su Islam e violenza sono da ascrivere al tentativo di quell’Islam di soffocare ciò che l’ Occidente ha di più prezioso e che non esiste in alcun paese musulmano: la libertà di pensare e di esprimersi.»;

“L’ slam cerca di imporre all’Europa le sue regole: apertura di piscine a certe ore solo per le donne, interdizione di caricature su quella religione, richiesta di un regime alimentare particolare per i bambini musulmani nelle mense, richiesta di indossare il velo a scuola, accusa di islamofobia contro gli spiriti liberi. Come spiegare il divieto dei tanga a Paris-Plage quest’estate?»;

“Odio e violenza sono nel libro nel quale ogni musulmano è educato, il Corano»;

«Esaltazione della violenza: signore della guerra spietato, razziatore, massacratore di ebrei e poligamo, così si mostra Maometto attraverso il Corano». (da: Wikipedia)

La Francia è un grande paese, culla dell’ Illuminismo, la libertà di espressione è un caposaldo finché non si parla di islam. Allora si deve vivere sotto scorta, come Robert Redeker, o si viene processati, come è accaduto a Georges Bensoussan, mentre il comico di colore Dieudonné è, nei suoi spettacoli, ferocemente antisemita e antisionista. Per Dieudonné, neri e arabi sono vittime degli ebrei: ancora una volta, è l’ ideologia che distrugge la realtà.

“Per suo tramite, i neri e gli arabi vengono trasformati in vittime e gli ebrei vengono accusati di schiavismo, alterando completamente i fatti e omettendo la lunghissima storia di schiavismo e di sfruttamento dei neri in seno al mondo islamico, ben più prolungata di quella colonialista bianca e ancora supportata teologicamente ai giorni nostri.

M’bala M’bala Dieudonné ha inventato un particolare gesto, la quenelle. Il gesto, eseguito dal comico durante i suoi spettacoli, ha una connotazione sessuale ed è una variante del gesto dell’ ombrello.  Il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia[23] ha più volte dichiarato, così come altri rappresentanti di associazioni come la Lega contro il razzismo e l’ antisemitismo, che si trattava di un saluto nazista. (da: Wikipedia)

Jeremy Corbyn

In Inghilterra, Jeremy Corbyn, segretario del Partito Laburista definisce amiche organizzazioni terroristiche come Hezbollah o Hamas e incita all’ odio contro Israele. Il partito ha accettato la definizione di antisemitismo promossa dall’ International Holocaust Remembrance Alliance, escludendo però quattro punti: Israele è più fedele a Israele che all’ Inghilterra, l’ esistenza di Israele è un’ impresa razzista, si applica ad Israele il “doppio standard”, si paragona la politica israeliana a quella dei nazisti. Successivamente la definizione dell’ IHRA è stata accolta nella sua interezza ma con la riserva di mantenere la libertà di espressione riguardo ad Israele.

Usare un linguaggio violentemente discriminatorio nei confronti dei “sionisti” (ma ci mancherebbe, non degli ebrei), è prassi del tutto consentita.

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Niram Ferretti, Il capro espiatorio. Israele e la crisi dell’ Europa

Informazioni su Velia Loresi

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