Persistenza di un’ organizzazione sociale ebraica.

Fu in realtà dunque proprio nella fase di formazione del potere carolingio in Italia centro-settentrionale (tra VIII e IX secolo), della prima strutturazione del potere islamico  in Sicilia (tra IX e X secolo) e dell’ affermazione della dominazione normanna prima di tutto in Puglia e Calabria, quindi in Sicilia (nella seconda metà dell’ XI secolo), che gli ebrei cominciarono ad apparire più spesso nelle fonti cristiane, a produrre fonti proprie in relazione a queste trasformazioni politico-territoriali.

Libro delle genealogie o  discendenze, di Ahimaaz ben Paltiel. Ahimaaz racconta le vicende della propria famiglia iniziando dall’ arrivo in Italia degli ebrei deportati da Tito dopo la conquista di Gerusalemme nell’anno 70. Prosegue narrando le vicende dei suoi antenati vissuti in Oria dal IX secolo. La cronologia dei fatti narrati è considerata attendibile poiché riporta vicende documentate in altre fonti storiche.

Comincia in quest’ epoca ad affiorare nell’ area meridionale italiana qualche traccia di documentazione ebraica. L’ apparire tra il IX e l’ XI secolo di opere come lo Yosippon, il Sefer akhmoni di Shabbatai Donnolo e il Libro delle genealogie o discendenze di Ahimaaz ben Paltiel testimonia una situazione politica e culturale in grado di far emergere questi documenti. Al contrario, nel Centro e nel Nord dell’ Italia si nota un affievolirsi di testimonianze ebraiche, un silenzio rotto solo da rari rinvii, come quelli del concilio di Roma del 743 o di Pavia dell’ 850. Si hanno riferimenti precisi riguardanti alcuni personaggi come Kalonymos ben Moses da Lucca e Meshullam “il Grande” da Lucca ma, in genere, ci si trova davanti a una produzione legislativa disinteressata a fornire notizie riguardanti l’ azione e la presenza ebraica. Le questioni principali riguardano la commistione indebita fra cristiani ed ebrei, i matrimoni fra ebrei e cristiani, il possesso ebraico di terre e l’ attenzione, nell’ ambito delle diocesi cattoliche, affinché non vengano contrastati i diritti fiscali dei poteri cristiani.

Oria, Porta degli Ebrei. Bassorilievo raffigurante Shabbatai Donnolo.

Donnolo nacque a Oria nel 913 circa. Medico, astronomo, rappresentante della cultura ebraica nell’ alto medioevo, fu l’ autore del Sefer Hakhmoni (Libro del Sapiente).

…questa sfasatura fra buona visibilità della presenza ebraica italiana, determinata dall’ apparizione di una “memoria” ebraica, ossia di un’ autoconsapevolezza culturale fra IX e XI secolo, e scarsa visibilità degli ebrei in Italia, determinata sia dall’ intermittenza delle fonti ebraiche sia dalla scarsa attenzione cristiana per la realtà ebraica quando non era percepita come minacciosa per la cristianizzazione dei territori, ha prodotto come risultato complessivo uno sfocamento del quadro ebraico italiano fino alla fine dell’ XI secolo.

Le conversioni di personaggi appartenenti all’ élite cristiana, come il nobile  normanno Giovanni Drogo o come l’arcivescovo di Bari, Andrea, mostrano l’esistenza di un’ Italia in cui la relazione tra cristiani, ebrei e pagani rimane aperta e il confine tra gli uni e  gli altri estremamente mobile.

Sefer Yossipon, anonimo rifacimento dell’ opera di Flavio Giuseppe, composto nell’ area napoletana alla fine del X secolo, diventato un classico della letteratura ebraica medievale.

La vicenda di un altro celebre testo “storiografico” ebraico, il cosiddetto Sefer Yosippon, l’ anonimo rifacimento o riassunto dell’ opera di Flavio Giuseppe, composto in area napoletana alla  fine del X secolo, ma diventato in seguito un classico della letteratura storica ebraica medievale, soprattutto in area ashkenazita, avverte anch’ essa tanto dell’ esistenza nell’ Italia precedente al Mille di circoli ebraici eruditi, di scuole rabbiniche, di accademie talmudiche, quanto della persistenza di un’ organizzazione sociale ebraica.

Attraverso le genealogie o famiglie di ben Paltiel si ricava, afferma Giacomo Todeschini nel suo studio notevole “Gli ebrei nell’ Italia medievale”, un’ immagine di consapevolezza culturale e storica che tratteggia la storia di una parte d’ Italia in cui gli ebrei sono protagonisti. E se Roma e i suoi vescovi appaiono lontani, Gerusalemme, Bisanzio, Il Cairo, Capua, Gaeta, Oria, Benevento, Taranto sono simbolicamente vicine e danno un senso alla storia.

Ciò che però fa della narrazione di Ahimaaz ben Paltiel, come della breve nota autobiografica di Shabbatai Donnolo, ma anche del Sefer Yosippon in sé stesso, al di là delle loro diversissime  finalità e strutture (una cronaca “familiare”, un trattato di astrologia, medicina e scienza cabbalistica, una storia del popolo ebraico dell’ antichità), eventi documentari altrettanto importanti per la storia italiana e la decifrazione della sua complessità, è il fatto che in queste scritture  tanto diverse affiora comunque la dichiarazione e la descrizione più o meno diretta dell’ esistenza di un’ Italia ebraica centrata in sé stessa…

Per quanto riguarda gli ebrei a nord di Roma fra il IX e l’ XI secolo, le polemiche antiebraiche promosse dal clero cattolico mostrano l’ evidenza  di una presenza ebraica italiana impegnata nel commercio, nell’ agricoltura o nella gestione di patrimoni pubblici. Mentre vi è un diffuso disinteresse per la  vita religiosa e culturale ebraica, gli ebrei in quanto sudditi che pagano le tasse compaiono talvolta nei documenti dei sovrani.

Questo clima abbastanza tranquillo pare messo in discussione da un documento dell’ 855, attribuito agli imperatori Lotario e Ludovico. In esso si fa riferimento ad un celebre testo, le Decretali pseudo-isidoriane in cui, accanto all’ affermazione della necessità di un’ autonomia del vescovo di Roma dal governo imperiale e del dovere del clero germanico di espellere gli ebrei qualora rifiutassero di convertirsi,  compariva una riscrittura delle  norme antiebraiche di origine imperiale bizantina.

Decretali pseudo-isidoriane

Pseudo-Isidoro è lo pseudonimo con cui è noto l’autore di un’estesa e influente raccolta di decretali, lettere ed altri documenti ecclesiastici falsi, prodotta intorno all’anno 850, nel nord-est della Francia, sotto il nome, non meglio identificato, di Isidoro Mercator. (da Wikipedia)

In conclusione, se la presenza ebraica nell’ Italia centro-settentrionale appare discontinua e sporadica, la documentazione imperiale e il documento relativo alla falsa espulsione degli ebrei nell’ 855 consentono di affermare la continuità degli insediamenti ebraici nell’ Italia centro-settentrionale tra il IX e l’ XI secolo.

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Giacomo Todeschini, Gli ebrei nell’ Italia medievale

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