Mi sento il cuore scoppiare

Una delle prime testimonianze dell’esistenza dei campi della morte è una lettera inviata dal rabbino di Grabow al cognato di Lodz, terribile nella sua drammaticità. Ne conservo qualche brano.

19 gennaio 1942

Mio caro, fino a ora non ho risposto alle tue lettere perché non sapevo esattamente le cose di cui la gente parlava. Purtroppo, per nostra grande tragedia, adesso sappiamo tutto. Ho ricevuto la visita di un testimone oculare che è sopravvissuto soltanto per caso e che è riuscito a fuggire…Ho scoperto tutto tramite lui. Il luogo dove tutti vengono uccisi è chiamato Chelmno, non lontano da Dabie, e tutti vengono nascosti nella vicina foresta di Lochow…

Sono così stremato per le sofferenze di Israele che non posso più scrivere. Mi sento il cuore scoppiare. E forse l’ Altissimo avrà dopo tutto misericordia e salverà quanti restano ancora  nella nostra nazione. O Creatore del mondo, aiutaci! Jakob Schulman.

Grabow, Polonia

Oltre alle numerose altre testimonianze, Walter Laqueur ricorda la missione di Jan Karski inviato da Varsavia, dove era stato uno dei primi organizzatori della resistenza, a Londra.  

La missione di Karski riguardava, ovviamente, soprattutto affari polacchi. Ma prima della sua partenza egli aveva avuto diversi incontri con due dirigenti ebrei e aveva solennemente promesso di trasmettere il loro messaggio in Occidente.

Karski arrivò a Londra nel settembre 1942  e incontrò molti dirigenti britannici, americani ed ebrei. Il suo messaggio, nel novembre di quello stesso anno, non potè essere pubblicato poiché si era ancora in periodo  di  guerra. Nel 1979, Walter Laqueur chiese  Karski di riscriverlo.

“La mia missione presso il governo polacco e quelli alleati.

Lo sterminio senza precedenti dell’intera popolazione ebraica non è motivato da necessità militari della Germania. Hitler e i suoi seguaci mirano al totale sterminio degli ebrei prima che la guerra finisca e prescindendo dal suo esito. I governi alleati non possono disconoscere questa realtà…”

Jan Kozielewski, noto come Jan Karski  (1914-2000)

A dicembre, il Consiglio nazionale polacco approvò una risoluzione che impegnava il governo ad agire per quanto riguardava lo sterminio degli ebrei. Mentre il presidente della Repubblica inviava un messaggio a papa Pio XII chiedendo il suo aiuto, il ministro degli esteri polacco, il conte Raczynski, presentò alcune richieste ai governi alleati.  Chiese di bombardare la Germania come rappresaglia per lo sterminio degli ebrei polacchi e di esercitare pressioni su Berlino perché gli ebrei potessero lasciare i paesi occupati dai tedeschi. Era necessario, anche, prendere le misure necessarie affinché i paesi neutrali accogliessero gli ebrei usciti dai paesi occupati.

Raczynski non avanzò richieste di rappresaglie contro i prigionieri di guerra tedeschi e i cittadini tedeschi residenti nei paesi alleati, considerandole contrarie alla prassi accettata dalle leggi internazionali.

Tel Aviv, monumento a Jan Karski

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Walter Laqueur, Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla “soluzione finale”

 

 

  

  

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