Grässlich

“Fino a che punto si sapeva della campagna nazista di sterminio nel 1942, quando molti profughi venivano respinti dalla Svizzera?” E’ la domanda che viene posta a Heinrich Rothmund, ex capo dell’ufficio stranieri della polizia svizzera, qualche anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Rothmund risponde  dicendo che in quella estate del 1942 qualcosa già si sapeva.

I documenti lo confermano. Il 30 luglio 1942, il dottor Rothmund inviò una comunicazione di ventitré pagine ai capi locali della polizia in cui menzionava esplicitamente le orribili (grässlich) condizioni nei ghetti ebraici dell’est riferendosi a “rapporti concordi e attendibili”.

E il termine grässlich si riferisce certamente a qualcosa di peggiore della fame o delle malattie.

Dopo aver visitato diverse città dell’Europa dell’Est fra il novembre 1941 e gennaio 1942, Il dottor Rudolf Bucher parla, al suo ritorno in Svizzera, delle inumane condizioni in cui sono tenuti gli ebrei, aggiungendo di aver visto con i propri occhi l’assassinio di molti di loro a Varsavia e a Smolensk. Un autista che ha partecipato alla stessa missione scrive nel suo diario di aver assistito alla scena di una morte in massa nel ghetto di Varsavia e di vergognarsi di lasciare la Polonia da uomo libero. Ma intanto la censura svizzera impone il silenzio su ciò che è stato visto e interviene punendo coloro che sono stati “troppo unilaterali” nei loro resoconti. Alcuni giornali ricevono una diffida ufficiale per aver pubblicato resoconti dalla stampa britannica sul massacro di Babi Yar.

Per chiunque leggesse la stampa svizzera alla fine dell’estate e nell’ autunno del 1942 non ci poteva essere alcun ragionevole dubbio sul fatto che nell’ Europa orientale si stessero perpetrando veri massacri; non isolati pogrom, ma sistematico sterminio.

Altri paesi neutrali oltre la Svizzera (Svezia, Spagna) hanno un ruolo importante per quello che riguarda le notizie sul destino degli ebrei nell’ Europa orientale.

Kurt Gerstein è stato un militare tedesco, ufficiale delle Waffen-SS e membro dell’Istituto d’Igiene delle SS. Sebbene membro delle SS, Kurt Gerstein cercò di opporsi al genocidio nazista di cui era venuto a conoscenza, testimoniando l’eccidio dei prigionieri nei campi di concentramento di Bełżec e Treblinka. (da wikipedia)

Kurt Gerstein, primo ufficiale delle SS per la “disinfezione”, di ritorno da un giro d’ispezione a Belzec fa alcune rivelazioni a un diplomatico svedese il barone von Otter, in un famoso incontro sull’espresso Varsavia-Berlino. Von Otter stende un resoconto ma non lo invia: pensa che il popolo tedesco, che si trova in una “morsa di ferro”, non potrebbe mai credere. L’archivio von Otter, aperto nel 1980, contiene la storia dell’incontro con Kurt Gerstein a  fine agosto 1942 e il rapporto sulla “fabbrica di cadaveri” di Belzec.

Ci sono particolari sulle circostanze dei trasporti, sulla procedura tecnica, sulle reazioni delle SS e delle vittime ebree, sulla raccolta dei gioielli, dei denti d’oro e di altri oggetti di valore. Gerstein mostrò a von Otter anche diversi documenti sull’ acquisto di gas cianidrico. Scopo di Gerstein, come egli stesso disse, era quello di attirare l’attenzione di uno stato neutrale su questi fatti. Espresse la convinzione che il popolo tedesco non avrebbe più appoggiato il regime nazista se le notizie sullo sterminio fossero state divulgate e confermate da imparziali fonti straniere.Nel film Amen del regista Costa-Gavras (2002) si narra di come Kurt Gerstein cerca di informare papa Pio XII sui campi di sterminio, aiutato da un prete gesuita, Riccardo Fontana.

Quanto alla Spagna, anche se ufficialmente nessuno sa nulla della soluzione finale, in realtà qualcuno a Madrid ne è a conoscenza.

Così von Thadden, lo specialista del ministero degli esteri tedesco per le complicazioni internazionali della soluzione finale, riferì ad Eichmann che un membro dell’ambasciata spagnola a Berlino aveva informato oralmente un rappresentante del ministero degli esteri tedesco che la Spagna non avrebbe avuto nulla in contrario a consegnare alla Germania gli ebrei spagnoli di Grecia “se soltanto avesse avuto la certezza che non sarebbero stati liquidati”.

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Walter Laqueur, Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla “soluzione finale”.

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