Non ne parleremo mai

Mentre è vero che soltanto un gruppetto di tedeschi sapeva tutto sulla soluzione finale, pochissimi non ne sapevano nulla.

Certo, si fa di tutto per nascondere la verità e inoltre si diffondono false informazioni: si dice che gli ebrei vengono evacuati, spostati, deportati. Himmler ordina di non usare l’espressione soluzione finale, troppo esplicita ma semplicemente trasporto di ebrei. Ma l’ambiguità ha un certo effetto solo su chi non ha un particolare desiderio di sapere. E inoltre…

Himmler, in un famoso discorso sulla segretezza che doveva circondare il destino degli ebrei, dichiarò solennemente: non ne parleremo mai. Ma mentre parlava i registratori giravano, e questo discorso può essere ancora sentito, forte e chiaro, nei più importanti archivi.

In realtà anche in un regime totalitario è difficile mantenere i segreti.

Dieci uomini possono mantenere un segreto, mille no. Anche i muri di silenzio hanno i loro mattoni sconnessi e i loro buchi.

E per mettere in atto la soluzione finale è necessaria la partecipazione di migliaia di persone: innanzitutto le Einsatzgruppen, circa tremila persone, poi i sorveglianti dei campi, coloro che assistono alle esecuzioni.

Ci sono innumerevoli testimonianze di ufficiali e soldati che, essendosi ritrovati davanti a delle “esecuzioni”, avevano scattato fotografie.

Testimoni riferiscono che le fiamme che escono dai forni crematori sono visibili a quindici, venti chilometri e si sa che vengono uccisi esseri umani. Alcuni medici riferiscono in convegni scientifici degli esperimenti che si tengono all’ interno dei campi. Oggetti appartenuti alle persone uccise, denaro, oggetti di valore, denti d’oro, borse, bambole, orologi vengono inviati ad associazioni che si occupano dell’assistenza sociale, come la Winterhilfe, e delle famiglie dei soldati feriti.

Mussolini viene informato da Hitler nel 1942 e, nello stesso anno,  Himmler gli parla dettagliatamente del progetto. 

Il generale Giuseppe Pieche, che rappresentava i carabinieri italiani nella Croazia settentrionale e in Slovenia, scrisse in una nota al suo governo che gli ebrei della zona d’occupazione tedesca erano stati deportati nei territori orientali e che “sono stati eliminati mediante l’impiego di gas tossico nel treno in cui erano rinchiusi”. Questo messaggio era datato 4 novembre 1942. Fu visto da Ciano, il ministro degli esteri, e dal generale Roatta e infine fu sottoposto a Mussolini. Mussolini lo lesse, vi scrisse a matita “Visto dal Duce”, ma non aggiunse nessun commento.

E, infine,  anche in Vaticano si sa.

Cercando in internet il discorso di Himmler sulla segretezza della soluzione finale, ho trovato questo video. Aumenta, se possibile, il mio disgusto per quelle persone che aderirono al criminale progetto di sterminio degli ebrei.

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Walter Laqueur, Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla “soluzione finale”

 

Informazioni su Velia Loresi

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