Negazione della realtà

Ho letto “Il terribile segreto” di  Walter Laqueur alcuni anni fa e l’ho subito considerato un libro importantissimo per smascherare la malafede di quei “negazionisti” che, spero di no, diventeranno sempre più numerosi man mano che andranno a scomparire gli ultimi sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti. Non potevo non conservare questo libro nel mio spazio, anche se, come sempre, mi limiterò solo a trascrivere alcuni brevi brani.

…il quesito “Cosa si sapeva?” e “Perché non ci si credeva?” mi aveva turbato sempre più negli ultimi anni, e questo per due diverse ragioni. In primo luogo, perché esso è ancora uno degli enigmi che rendono così difficile la comprensione della catastrofe; in secondo luogo perché esso è, naturalmente, collegato con un problema più generale, quello della negazione della realtà, del rifiuto psicologico delle informazioni che per una ragione o per l’altra non sono accettabili.

L’autore prende in esame il periodo che va dall’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel giugno 1941 sino alla fine del 1942. Qualcuno potrebbe notare che la data di inizio della Shoah è la conferenza di Wannsee quando Eichmann convoca rappresentanti di vari ministeri tedeschi per discutere sulla necessità di affrettare la soluzione finale. Questa certo è una fase importante, ma non è l’inizio.

Nei sei mesi precedenti questa conferenza, più di mezzo milione di ebrei erano già stati uccisi dalle unità speciali delle SS, le Einsatzgruppen, e già funzionava il primo centro di sterminio (Chelmno).

Una breve cronologia degli avvenimenti dal 1939 al 1942:

Nel gennaio 1939 Hitler dichiara che in Europa la razza ebraica dovrà essere sterminata.

Nel 1940 si progetta di concentrare gli ebrei europei nel Madagascar. Intanto gli ebrei polacchi vengono rinchiusi in ghetti come quello di Lodz o di Varsavia. A dicembre Hitler firma la direttiva 21 (Barbarossa) mentre Himmler e Heydrich ricevono l’incarico di mettere a punto la soluzione finale. Non viene dato un ordine scritto perché, come spiega successivamente Himmler, di queste cose non deve restare nessuna documentazione.

Nel maggio 1941 vengono organizzati quattro gruppi di Einsatzgruppen: il gruppo A si occuperà dello sterminio degli ebrei nella Russia settentrionale; il gruppo B si occuperà della zona centrale del fronte; il gruppo C  e il gruppo D si occuperanno rispettivamente dell’Ucraina settentrionale  e dell’Ucraina meridionale, Crimea e Caucaso. Queste Einsatzgruppen saranno coadiuvate dalla polizia ausiliaria, dalla sicurezza interna e dai volontari locali. Migliaia di ebrei vengono sterminati ma ben presto ci si rende conto che le Einsatzgruppen non sono in grado di portare a termine in tempi brevi la soluzione finale. Due mesi dopo, Heydrich, capo della polizia di sicurezza, riceve da Goring l’ordine di risolvere la questione ebraica nel modo migliore. Le installazioni per lo sterminio devono ancora essere costruite ma già gli ebrei vengono uccisi. A Chelmno, sul fiume Ner, si usano gli autocarri e l’ossido di carbonio; a Belzec si uccide per mezzo di gas venefici; Sobibor, nella Polonia orientale, è già pronto; Treblinka si trova a nord-ovest di Varsavia. Auschwitz e Maidanek (un sobborgo di Dublino) sono sia campi di sterminio che di lavoro e questo contribuisce a confondere il mondo. Ad Auschwitz viene aggiunto Birkenau. Le prime uccisioni avvengono a settembre ma si tratta di fatti isolati.

Il 20 gennaio 1942 viene convocata la conferenza di Wannsee, ma già migliaia di ebrei sono stati sterminati. I trasporti in massa verso Auschwitz  cominciano a fine marzo 1942: più della metà dei prigionieri vengono uccisi al loro arrivo, gli altri sono impiegati nei lavori forzati.

 …la Germania nazista non era una società ermeticamente chiusa, …malgrado la segretezza e la disinformazione la soluzione finale fu un segreto di dominio pubblico quasi fin dall’ inizio.

La storia dei contrabbandieri polacchi, ungheresi, slovacchi che portano le notizie nei ghetti e trasmettono messaggi al ritorno, non sarà mai scritta. Ma la posta continua a funzionare in Europa. Lettere e cartoline vengono spedite da una città polacca all’ altra.

Alcune di queste lettere esistono ancora e dimostrano che dove il servizio postale funzionava le informazioni potevano essere trasmesse nello spazio di pochi giorni, o al massimo di poche settimane.

“Cosa spinge alcuni esseri umani a negare la realtà seppur evidente?”   si chiede Walter Laqueur.

Ci sono quindi buone ragioni per concludere la ricerca alla fine del 1942, anche se  molti vennero a sapere della soluzione finale soltanto diversi anni dopo; alcuni, dopotutto, si rifiutano di accettarla fino a oggi.

Liliana Segre al Parlamento europeo, 30 gennaio 2020

Non è che Auschwitz quel giorno sia stata liberata. I soldati russi si trovarono di fronte uno spettacolo incredibile ai loro occhi allora. Poi diventò uno spettacolo incredibile agli occhi di chi lo volle guardare, qualcuno non lo vuole guardare ancora oggi e dice che non è vero

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Walter Laqueur, Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla “soluzione finale”.

Informazioni su Velia Loresi

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