Uno scenario teatrale

Ginette lo dice ai ragazzi che visitano Auschwitz: se sentono qualche amico, qualche parente dire frasi antisemite, sono autorizzati a dire loro che hanno torto.

Simone Veil, magistrato, ministro, prima donna presidente del Parlamento Europeo. E’ stata a Birkenau nella stessa baracca di Ginette.

Non tornavo a Birkenau da cinquantacinque anni. Nondimeno, il ricordo che ne serbo è molto preciso. Quando arrivo, è un trauma: “Ah, ma no!” esclamo. “Non è mica qui!” Penso all’odore, penso alla sporcizia, penso alle persone che brulicano. Pur sapendo che non è possibile. Per me però è così. E’ il campo che vedo io. E sono infelice, preoccupata, nel pensare che i visitatori che arrivano qui, soli o senza guida, possano figurarsi…Com’è possibile vedere il fumo, le urla, gli spintoni? Quelle decine di migliaia di persone che lavorano, corrono, cadono? Più niente di tutto ciò. I viali sono puliti, lindi; hanno messo del ghiaino, un tappeto di gomma affinché nessuno debba camminare nel fango. In ogni modo, non ce n’è più, di fango.

Ginette Kolinka

Ginette, tornata dopo tanti anni a Birkenau, non riconosce i luoghi dove è stata prigioniera con altre migliaia di persone, vede solo un luogo normale, finto. E chi non conosce tutto ciò che lì è accaduto non può vedere niente.

Dico a me stessa che è la prima volta, che cerco delle cose, che è per questo…Ma è così sempre, vado là e non vedo niente, un luogo normalissimo, un luogo finto.

Birkenau, oggi, è uno scenario teatrale. 

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Ginette Kolinka, Ritorno a Birkenau

Informazioni su Velia Loresi

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