Prendete il camion!

Ginette Cherkansky , sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau e testimone della Shoah, nasce a Aubervilliers, dove vive un’infanzia tranquilla assieme alle sorelle e a un fratello. Dal 1942, anche in Francia le leggi antiebraiche moltiplicano i divieti: si devono consegnare biciclette e radio, ci si arrangia con le tessere alimentari e si deve uscire di casa con la stella gialla. I Cherkansky, invitati a fuggire, si rifugiano  ad Avignone. Ginette con le sorelle tiene un banchetto sui bastioni della città.

Avignone, Palazzo dei papi

E’ il 13 marzo 1944, Ginette ha diciannove anni. La ragazza lascia il banchetto alla sorella per recarsi a casa per il pranzo. Viene arrestata dalla Gestapo assieme al padre, al fratellino e a un nipote di 14 anni. Dal carcere di Avignone passa a quello delle Baumettes a Marsiglia, poi con i familiari viene portata a Drancy. E’ il 31 marzo.

Il 12 aprile 1944  sale sul convoglio n. 71 diretto ad Auschwitz- Birkenau, dove arriva quattro giorni dopo.  Al campo le solite scene descritte in tante testimonianze.

…urla, spintoni, ordini in tedesco. Sul marciapiede, i cani abbaiano. Non capisco niente. Qualcuno mi traduce : « Ci porteranno al campo a piedi, ma il campo è lontano. Ci sono dei camion per i più stanchi ».

Questa frase, settant’ anni dopo, echeggia ancora in me : « Ci sono dei camion per i più stanchi ». Nella mia ingenuità, quella ingenuità che forse ha salvato me e condannato loro, penso a mio padre, dimagrito in quelle ultime settimane, stremato dal viaggio, penso a Gilbert, il mio fratellino, che ha soltanto dodici anni, alla sua testolina arruffata. E sento me stessa che grido loro : « Papà, Gilbert, prendete il camion ! ».

Ginette Kolinka

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Ginette Kolinka, Ritorno a Birkenau

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