Brach dodi!

Dal libro “Cantico dei cantici”, magistralmente tradotto da Barbara Mella e Sigrid Sohn, traggo un brano dal primo capitolo (difficile la scelta, tutti i bellissimi capitoletti sono intrisi di grande poesia), da conservare nel mio spazio. Il piccolo Shimek ha promesso a Buzi che a Pesach la porterà allo stagno e le farà vedere come scendono in acqua gli anatroccoli. Ma, la vigilia della festa, i due bambini vengono vestiti con bellissimi abiti nuovi, e Shimek andrà in sinagoga col padre.

Sholem Aleichem 

Sholem Aleichem, pseudonimo di Sholem Naumovich Rabinovič (1859- 1916), Autore del libro “Cantico dei cantici”, è stato uno scrittore statunitense di origine ebraico-ucraina, autore di novelle e romanzi umoristici in lingua yiddish. Fu il primo a scrivere opere per bambini in questa lingua. Tema principale delle sue opere è la vita delle comunità ebraiche nei piccoli centri dell’ Europa dell’Est.  Ha riscosso un grande successo il musical del 1964 “Il violinista sul tetto”, tratto dalle storie che hanno come protagonista Tevye il lattaio.

Andare in sinagoga con il babbo alla vigilia di Pesach –quale piacere più grande può esserci? Già il fatto di essere vestito dalla testa ai piedi con abiti nuovi fiammanti vale da solo la pena di andarci. Non è forse qualcosa di cui vantarsi davanti agli amici? E poi il pregare, il primo ma’ariv (preghiera della sera) di festa! Il primo barukhu (inizio di una importante preghiera) della festa. Oh, quanti piaceri ha preparato il buon Dio proprio per i bimbi!

_Shimek, Shimek! La mamma non dà tregua. “Arrivo, arrivo subito, ecco che arrivo! Voglio solo dire a Buzi ancora due cose, non più di due parole…”

E le dico le due parole. Le dico che temo che ciò che le ho appena detto non sia la verità. Far sì che qualcuno possa volare con la qabbalah, non si può. Ma –ecco, io però posso volare- questo sì. E glielo farò vedere. Aspetta che passi la festa e io farò la prima prova. Mi alzerò davanti ai suoi occhi, proprio qui in questo posto dove sta la catasta di legna, e un secondo dopo sarò già dietro la nube nera. Da là volgerò a destra verso –vedi?- là tutto finisce e inizia già lo yam ha-qerakh (mare di ghiaccio).

E a Shimek pare di dire la voce di Buzi che gli parla con le parole dello shir ha-shirim.

-Brach Dodi -fuggi mio diletto -u-dmeh-lekhalitsvi- simile a una gazzella o ad un cerbiatto  sopra i monti delle spezie! (8/14)   

Nel suo testamento Sholem Aleichem scrisse: “Fate che il mio nome sia ricordato con il riso o non ricordatelo affatto”.

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Sholem Aleichem, Cantico dei cantici. Storia di un amore giovanile

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