Il paradiso

Ho sempre letto volentieri libri di biografie o autobiografie perché mi consentivano di conoscere più da vicino vita, pensieri sentimenti di altre vite, in mondi diversi. Questo libro di Gabriele Levy, “Chissà cosa dicono i cammelli”, mi permetterà di avvicinarmi alla realtà di Israele, dove un giovane torinese, alla fine degli anni Settanta,  va a compiere la sua aliyà.

In realtà non possiedo l’edizione cartacea del libro che, probabilmente, non è stato ancora pubblicato, possiedo solo l’e-book sul mio tablet. Conservo dunque tra le foto delle copertine quella che appare quando clicco per aprire il libro. E poi conservo, come faccio sempre, alcuni tra i brani più belli, più significativi o che per qualche motivo mi colpiscono maggiormente, senza commentare o aggiungere nulla.

Ecco il profumo degli agrumi di Israele in questa bella descrizione di Gabriele Levy.

In primavera, quando gli agrumi fiorivano, sembrava di essere in un paradiso. Il profumo dei fiori di limone e pompelmo, arancio e mandarino sono inebrianti. In ebraico, infatti, la parola per “agrumeto” è PARDES, da cui deriva il termine a noi noto come paradiso.

+++++++++++

Gabriele Levy, Chissà cosa pensano i cammelli”

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in GABRIELE LEVY, Chissà cosa pensano i cammelli. Contrassegna il permalink.