El malé rachamìm…

In un villaggio nei Carpazi, nascosto da una folta pineta, c’è un monumento costruito con pietre sbozzate, un candelabro a sette bracci, eretto dai contadini del posto in ricordo dei loro vicini ebrei, quelli che per secoli avevano vissuto qui. Una piccola Baby-Yar.

Quanti Baby-Yar in scala minore, piccoli ruscelli sotterranei che si riuniscono in un grande mare di sangue, scorrono fino ad oggi perduti e dimenticati nei Carpazi della Bucovina?

Tutto è calmo in quella mattina, in uno degli ultimi giorni del mese di Elùl, pare quasi che il mondo si sia fermato. Anche gli uomini sono immobili. 

Monti Carpazi

Come se un uccello ridestato avesse spezzato la quiete con un potente colpo d’ala, improvvisamente una voce tremula e piena di dolore si levò dalle montagne verso il cielo. La sua eco rimbalzò fra i crepacci montani e si levò rinnovata come un lamento di morte: “El malé rachamìm…”

“Dio pieno di misericordia”: un’ invocazione, nella preghiera che ancora oggi si recita per le vittime della Shoà. Il fiume di fuoco è giunto sin nel piccolo villaggio.

Voci taglienti lacerarono l’alba inquieta, mescolate a passi pesanti, come se stritolassero qualcosa. Dieci gendarmi romeni, assetati di sangue, ubriachi di odio come cani rabbiosi, si avventarono sulle case ebraiche, strapparono la gente dal sonno e la spinsero avanti.

Diciotto ebrei vengono trascinati sul crepaccio della montagna

 Terrorizzati, si stringevano uno all’ altro. E sopra di loro si elevavano le montagne, mute e immerse nella loro eternità.

Un vecchio era in piedi piegato in avanti. Premeva la mano destra sul petto e mormorava con labbra lamentose: “Oshamnu bogadnu…”

La confessione dei peccati. Accanto al vecchio, una giovane madre col suo bambino trema terrorizzata.

Dal gruppo dei gendarmi esce un giovane. Grida che non sparerà. L’ufficiale gli intima di andarsene con i giudei.

Dalle montagne un vento mite porta un fievole sussurro, come un pianto soffocato. Nella buia gola indugia per un attimo sulla tomba dei diciannove martiri -diciotto ebrei e un soldato romeno.

Josef Burg (1912-2009)

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Josef Burg, La canzone dimenticata. Racconti yiddish

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