Una nuova identità nazionale

 La prima della famiglia Kleiner a partire, forse nel 1933, è stata Rivka. Ha raggiunto il mar Nero attraverso la Romania e, a Costanza, si è imbarcata. Passando per gli Stretti, il Bosforo, l’Egeo, è giunta sulle sponde di Eretz Israel.

Pochi anni dopo, anche Moshe parte da Kopyczynce, assieme alla moglie Chava, sua collega di militanza in Gordonia, l’organizzazione sionistica fondata dai fratelli Lubianiker. Si è trattato, in realtà, di un matrimonio fittizio, celebrato per far beneficiare, con un solo certificato d’ immigrazione, una seconda persona. Moshe cambia il suo cognome: nelle carte dell’amministrazione britannica compare come Moshe Zeiri. Risiede in un piccolo kibbutz, Kvutzat-Shiller. 

Libreria nei pressi del kibbutz Kvutzat-Shiller

Il kibbutz di Moshe si trova “vicino Rehovot”, nella piana costiera a sud di Tel Aviv. Là dove, beneficiando sia della prossimità del porto di Giaffa, sia di un microclima particolarmente favorevole, coloni sbarcati di fresco vanno realizzando il miracolo degli agrumeti. Dove una speciale miscela di competenze e di esperienze -la scienza agronomica di immigrati tedeschi, l’abilità degli immigrati polacchi, la forza lavoro di indigeni arabi- va trasformando le arance di Giaffa in un brand di reputazione planetaria.

Anche Trude Meyer, che abita a Colonia diventerà, come si dice, una figlia di lettere. In Germania, Il 1° aprile del 1933, con lo Judenboykott, è iniziato il sabotaggio di Stato dei commerci ebraici.

…una pioggia di misure antisemite si è abbattuta sopra il mezzo milione di ebrei tedeschi. In generale: divieto d’accesso alla funzione pubblica, restrizioni sulle attività professionali, numero chiuso nelle scuole e nelle università. In particolare: centinaia di altre interdizioni, esclusioni, espulsioni. A Colonia -la città dei Meyer, sede della più antica comunità israelitica di Germania- si è voluto dare l’esempio, in marzo, chiudendo agli ebrei gli impianti sportivi comunali.

Trude, che ha sofferto per essere stata bandita dalle piscine pubbliche, inizia a frequentare le associazioni giovanili ebraiche. La aiuta in questo nuovo percorso suo cugino Hans Berkowitz. Hans le parla del movimento Maccabi, un ponte fra i ragazzi ebrei dell’Ovest e quelli dell’Est. Le fa capire la necessità per i giovani ebrei di affrancarsi dai genitori. La Palestina, quello è il loro posto.

Trude è fortunata ad avere il certificato -datato 19 dicembre 1935- emesso dall’ufficio di Varsavia dell’Agenzia ebraica. Dopo la promulgazione delle leggi di Norimberga, il numero di richieste pervenute dalla Germania è aumentato notevolmente. Non è possibile accoglierle tutte.

Meno di quattro mesi dopo il suo arrivo, Trude scopre la cruda realtà del Medio Oriente. A un’ora di pullman da Kvutzat-Shiller, centinaia di arabi  assaltano il commissariato di polizia e gli uffici del governo.

Dai tempi di Herzl, la visione dei sionisti si era fondata su una combinazione singolare di lungimiranza e di miopia. Lungimiranza, per la capacità di prevedere l’apocalisse degli ebrei d’Europa. Miopia, per l’incapacità di prevedere la resistenza degli arabi contro il progetto territoriale sionistico.

Scatole blu

Disegnata sulle “scatole blu”, i contenitori di latta destinati a contenere le offerte per il Fondo nazionale ebraico, la mappa della Palestina non ha confini naturali o statuali.

 Una delle ragazze del kibbutz Kvutzat-Shiller è Trude Meyer. Uno dei ragazzi è Moshe Zeiri, lavoratore manuale e tarbutnik, insegnante di ebraico nella casa della cultura. Moshe e Trude si incontrano così.

Allo sguardo di una Trude sedicenne, il fascino di Moshe ventiduenne è forse alimentato dalla sua condizione di docente. Ancora, conta forse per qualcosa l’aura che circonda -nella cultura sionistica- la figura stessa dell’insegnante d’ebraico percepito come una specie di pioniere nei territori inesplorati di una nuova identità nazionale.

La ragazza rinuncia al suo nome per rinascere con un nome assegnato dal suo futuro marito: Yehudit. Moshe pensa che la Bibbia debba entrarci, nel kibbutz, come strumento di acculturazione e di coesione identitaria e come mito di fondazione di quello Stato ebraico che dovrà essere fondato.

Rehovot, Moshe e Yehudit il giorno del loro matrimonio

Moshe e Yehudit non saranno più figli di lettere quando anche Zippora Kleiner e Heinrich e Wilhelmina Meyer faranno l’aliyah.

*****************

Sergio Luzzatto, I bambini di Moshe. Gli orfani della Shoà e la nascita di Israele

++++++
 Star of David appears in the 10c and 15c Canadian Stamps from 1971, Christmas issues, designed by Miss Lisl Levinsohn, of Toronto

 Cortesy of Andrew Liptak, Brampton, Ontario, Canada (dal sito: Star of David)

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in SERGIO LUZZATTO, I bambini di Moshe. Gli orfani della Shoà e la nascita di Israele. Contrassegna il permalink.