Come un tarlo

Ida è allenata a sopravvivere alla durezza. Ha nelle mani strumenti che nemmeno lei sa di possedere, una forza che le viene a lontano, che la tiene a galla sopra lo sgomento e l’incertezza mentre cerca le tracce della madre, della quale, dopo l’addio sulle montagne, per lunghi mesi non sa più niente. Come un tarlo quando entra nel legno e lo sfarina, ci sono però momenti in cui anche il suo spirito battagliero è sul punto di sbriciolarsi, persino di farle sfiorare l’idea di morire.

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Sabina Fedeli, Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese.

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