Necessità morale

Gemma Volli nel suo libro Il caso Mortara narra che, secondo quanto risulta dagli atti del processo, la domestica dei Mortara, parlando con un’ altra domestica, aveva affermato che battezzare un bambino ebreo permetteva di ottenere il paradiso dopo la morte. Probabilmente in quel periodo il piccolo Edgardo Mortara era già stato battezzato.

Alcuni anni dopo Anna Morisi, la domestica dei Mortara, era andata a confessarsi nella chiesa di san Domenico. Il segreto confessionale era stato tradito.

Bologna, Basilica di san Domenico

La cosa non ci deve stupire. Lo storico Raffaele De Cesare, che studiò l’ultimo periodo della dominazione papale, ci informa che il segreto confessionale veniva regolarmente tradito per ragioni politiche; anzi, egli attribuisce il fatto che durante il Risorgimento a Roma non vi furono moti insurrezionali come in altre parti della Penisola, a queste due ragioni: la consuetudine dei romani di tutti i ceti di accostarsi con frequenza al sacramento della confessione, e la confusione che a Roma si faceva dei due poteri, quello civile e quello religioso. Anche a Bologna il segreto confessionale fu tradito; e noi ne abbiamo le prove. Infatti, subito dopo che era stata a confessarsi, la domestica fu chiamata dal P. Inquisitore; e siccome lei non sapeva leggere, il biglietto a lei portato fu letto dalla sua padrona, che potè testimoniare al processo. La domestica andò dall’ Inquisitore, che la sottopose a un lungo interrogatorio; e poco dopo il bambino fu rapito.

Il confessore, avendo saputo che il piccolo Edgardo Mortara era stato battezzato dalla domestica, ne aveva subito parlato con l’Inquisitore, il quale aveva il suo ufficio nel convento di San Domenico accanto alla chiesa. L’Inquisitore aveva subito informato la Congregazione del S. Uffizio di Roma, che dipendeva dal papa. Da Roma venne impartito l’ordine di rapire il bambino.

La domestica Anna Morisi era una bugiarda: la sua testimonianza fu smentita dai testimoni. Era spergiura, dice ancora Gemma Volli. L’ Inquisitore le aveva fatto giurare sul Vangelo che non avrebbe parlato con nessuno dell’accaduto ma, appena uscita dal convento, ella aveva riferito ogni cosa alla sua padrona. Aveva un comportamento non corretto, accompagnandosi spesso con gli ufficiali austriaci, odiatissimi a Bologna in quel periodo. I Mortara alla fine erano stati costretti a licenziarla. Questo accadde poco tempo prima che il piccolo Edgardo venisse rapito. Anna Morisi, infine, era infine una ladra. Anche la sua nuova padrona in via san Mamolo l’aveva cacciata via.

Bologna, via san Mamolo. La domestica Anna Morisi venne scacciata anche dalla nuova padrona, in via san Mamolo.

Questa era la persona che secondo papa Pio IX, secondo i signori componenti la Congregazione del S. Uffizio, e soprattutto secondo il Segretario di Stato card. Giacomo Antonelli, la Divina Provvidenza aveva scelto per salvare l’anima di un piccolo infedele!

Se riesco ad avere un momento di compassione per la domestica (aveva 19 anni, nessuna istruzione) provo un sentimento di grandissimo disprezzo per il papa e per le persone che lo circondavano. E per gli altri papi che hanno compiuto gesti simili: in effetti, Edgardo non fu l’unico bambino ad essere rapito e solo Clemente XIII (1758-1769) aveva nel 1764 promulgato una bolla con la quale venivano comminate punizioni severe per chi avesse rapito o battezzato un bambino ebreo.

Riporto le parole del prof. Ugo Volli che ha scritto l’introduzione alla riproduzione del libro Il caso Mortara.

La resistenza del popolo ebraico contro il tentativo di annullarlo è al centro delle preoccupazioni di Gemma dopo questa esperienza storica: la resistenza dei Mortara, la resistenza di chi si oppose con le armi al nazismo, la resistenza dello stato di Israele. Da nessuna parte di questo libro si legge naturalmente che il ratto vaticano sia la stessa cosa dei rastrellamenti nazisti; ma l’emozione che sta al centro della ricostruzione di quella vicenda di un secolo passato ha certamente a che fare con la testimonianza degli eventi recenti. E da entrambi viene fuori la necessità morale di ricordare, di fare storia, di tenere viva, ciascuno a suo modo, la coscienza ebraica.

Copertina del libro Le escluse (1938) di Gemma Volli

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Gemma Volli, Il caso Mortara. Il bambino rapito da Pio XII

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