Esposte a vendette personali, ai più odiosi ricatti

 La Chiesa basava il suo diritto di strappare i figli alle famiglie degli ebrei sul 60° canone del IV Concilio di Toledo del 633. I figli oblati, ossia offerti alla Chiesa anche contro la volontà dei genitori, dovevano essere rinchiusi nei monasteri oppure dovevano essere affidati a persone che li educassero alla religione cristiana o, ancora, venivano rinchiusi nella casa dei Catecumeni.

I bambini potevano essere battezzati da un estraneo, anche con acqua non benedetta, anche senza testimoni; era obbligatorio battezzarli se fossero stati in pericolo di vita.

“Papa Bonifazio VIII (Benedetto Caetani, 1294-1303) nella sua Decretale “De Haereticis”, cap. VI, aveva ordinato che se un oblato ebreo , divenuto adulto e venuto a conoscenza della sua origine, si fosse accostato alla fede dei genitori, doveva essere condannato come eretico e bruciato vivo”. (da: Il caso Mortara, Gemma Volli)

Isidoro di Siviglia (560-636). Il Concilio di Toledo è un sinodo locale che si tenne a Toledo durante il regno dei Visigoti il 5 dicembre 633, con la partecipazione di 66 vescovi presieduti da Isidoro di Siviglia. I 72 canoni del concilio riguardavano vari temi. Tra l’altro, uniformavano il rito della messa e il salterio; imponevano la singola, non triplice, immersione nel battesimo; consigliavano la recita del Padre Nostro.

Casi di oblazione avvenivano, naturalmente, soprattutto a Roma, e nello Stato Pontificio, e dove l’autorità della Chiesa si faceva particolarmente sentire; ma là dove c’era un’altra autorità che potesse imporsi e opporsi all’ autorità della Chiesa, più di una volta si alzò una voce in difesa degli ebrei cui erano stati battezzati proditoriamente i figli, e la legge ordinò la restituzione di questi ai genitori.

Il più favorevole agli ebrei si rivelò l’imperatore Carlo VI quando nel 1740 rilasciò agli ebrei di Gorizia un decreto di protezione dei bambini battezzati contro la volontà dei genitori. Infine si pensò, nel 1796, quando i francesi vennero in Italia con la loro Dichiarazione dei diritti dell’uomo, che la lunga serie delle persecuzioni fosse finita per sempre.

Non passò molto tempo prima che lo spettro della reazione incombesse nuovamente sugli ebrei. Nel 1775 Leone XII rimise in vigore l’Editto sopra gli Ebrei, un terribile documento di persecuzione nella storia dell’umanità. Ricominciarono i casi di oblazione.

Le famiglie ebree vivevano in ansia continua, esposte a vendette personali, ai più odiosi ricatti; chi aveva avuto al suo servizio una domestica cristiana, si faceva rilasciare una dichiarazione che i figli non erano stati battezzati da lei; i ricchi, per mettere in salvo i loro figli, emigravano…

Papa Pio IX, coadiuvato dal suo Segretario di Stato, il cardinale Giacomo Antonelli, sollecitò e ottenne dalle potenze cattoliche l’invio di eserciti contro la Repubblica Romana. Il S. Uffizio prese di mira in particolare gli ‘infedeli’.

Facciata della chiesa di San Gregorio della Divina Pietà: qui si tenevano le prediche obbligatorie che venivano imposte durante il regno pontificio agli ebrei.  Nel cartiglio si può leggere un’iscrizione in ebraico e in latino.

Expandi manus meas tota die ad populum incredulum qui graditur in via non bona post cogitationes suas populus qui ad iracundiam provocat me ante faciem meam semper congregatio divina pietatis posuit.

Tutto il giorno ho teso le mie mani ad un popolo incredulo, che procede lungo una strada non buona, seguendo le proprie idee. Un popolo che sempre mi provoca all’ira, proprio davanti al mio volto. La Congregazione della Divina Pietà pose.

Il “caso Mortara” entra decisamente nel quadro della controffensiva clericale alle aspirazioni liberali della Bologna del tempo.

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Gemma Volli. Il caso Mortara. Il bambino rapito da Pio IX

 

 

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