Ti ho conquistato alla Chiesa

Inizio a leggere e, come mi accade ogni volta, ho un moto di orrore leggendo delle infamità commesse dai papi, da Pio  IX, in questo caso, dall’ inquisitore, Padre Pier Gaetano Feletti, e da tanti altri, e non riesco a proseguire. Nel libro “Il caso Mortara”, Gemma Volli esamina il rapimento, avvenuto il 23 giugno 1858 a Bologna, del piccolo Edgardo Mortara.

Dice il padre, Momolo Mortara, nella sua deposizione: “Non posso descriverLe la scena desolante che ne avvenne alla barbara ingiunzione. Tanto io che la moglie ed i figli che erano alzati discendemmo fino a pregare in ginocchio onde non ci fosse tolto Edgardo”

I parenti vengono subito avvertiti.

Due parenti dei Mortara, Angelo Padovani, fratello di Marianna, col nipote Angelo Moscato, correvano immediatamente al convento di S. Domenico, dove aveva sede il S. Uffizio, per conferire col P.Inquisitore. Dice Angelo Padovani nella sua deposizione del 6 gennaio 1860: “…non ostante le mie preghiere e sollecitazioni presso del medesimo fatte per ottenere la revoca di tale ordine, quegli si scusò sempre col dire, che non poteva annuire alle mie premure, perché l’ordine era venuto da Roma.

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Gemma Volli, Il caso Mortara. Il bambino rapito da Pio IX

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