Un sé sfaccettato

La passione dell’identità, del sangue puro spinse, il 4 giugno 1391, una folla inferocita nella juderia di Siviglia. Per Donatella Di Cesare è la data alla quale con buona precisione si può far risalire l’inizio del marranismo.

Eccidi di massa, saccheggi di interi quartieri, distruzioni di sinagoghe si andarono moltiplicando. Alcune comunità ebraiche furono decimate. Per evitare la morte molti ebrei cercarono scampo nel battesimo.

Impossibile stabilire quanti morirono, quanti si convertirono. Si creò la figura dei conversos o cristianos nuevos. Al battesimo forzato erano le donne a resistere di più e più a lungo.

Relegato alla sfera privata, il marranismo riuscì a restare in vita per secoli in forma per così dire femminile, attraverso l’autorità quasi rabbinica di molte donne che si tramandavano le berachòt, le benedizioni e celebravano clandestinamente le feste.

Goya, Tribunale dell’Inquisizione

I conversos, essendo nel loro intimo ancora ebrei nonostante il battesimo, erano costretti a dissimulare.

Gli ebraizzanti si mostravano cristiani nella sfera pubblica. Se obbligati a recitare formule per loro idolatriche, annullavano interiormente quello che le loro labbra proferivano, mormoravano antiche benedizioni, pregavano in silenzio.

Il loro era il triplo esilio degli ebrei nella diaspora, dei conversos e degli ebraizzanti.

Non abbandonarono la speranza, che con il tempo cedette, però, a un’amara nostalgia per un passato immemoriale.

Finivano per essere rifiutati da una parte e dall’ altra: imbarazzanti per i cristiani, erano considerati traditori dagli ebrei.

Ebrei di Spagna

Si possono immaginare gli sforzi per continuare in segreto una forma di vita ebraica tenendo ben distinti gesti, azioni, parole. Ma come non confondersi? Come non tradirsi? Fingere diventava necessità.

Il marrano è catturato in una dualità che incrina il rapporto con gli altri ma anche con se stesso.

Il marrano si osserva mentre cerca di apparire simile a un cristiano, o mentre, sul filo tenue della memoria, ebraizza, si comporta da ebreo. Tra i due fuochi dell’ellissi, passando inesorabilmente dall’ uno all’ altro, scruta il suo sé interiore, che prima aveva ignorato, trascurato, e che esplora nella sua complessa profondità. È un sé sfaccettato che, per fugare i sospetti, è divenuto sfuggente. Non si lascia più identificare.

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Donatella Di Cesare, Marrani. L’altro dell’altro.

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