Iscrizioni ebraiche

Iscrizioni ebraiche nel Castello Carlo V

Chi scrisse queste righe di incerta lettura? Certamente si tratta di incisioni lasciate da prigionieri che risiedettero lungamente nella Torre Mozza. Sappiamo che perlopiù si trattava di colpevoli di reati di lesa maestà o di frode commerciale o fiscale. Sappiamo, ad esempio, che tra i condannati vi fu un membro dell’importante famiglia dei Vaaz, di origine ebraica, feudatari di San Donato nel Salento (si veda più avanti, a proposito di Villa Frisari).

Iscrizioni ebraiche nel Castello Carlo V (da: Guida al Salento ebraico)

Michele Vaaz, come altri suoi parenti, fu più volte accusato di speculare sul grano in tempi di carestia, tesaurizzandone le scorte per far alzare i prezzi. I suoi rivali, inoltre, sostennero che Michele continuava a praticare segretamente la religione dei suoi antenati. I documenti provano la sua presenza nel carcere. Che una delle iscrizioni ebraiche ritrovate nel Castello sia da mettere in relazione a questo personaggio? Difficilmente un nobile del rango di Vaaz avrà voluto dar prova di essere in grado di scrivere in ebraico, frequentemente accusato come fu di essere un “marrano”, cioè un falso cristiano.

Da: Guida al Salento ebraico

D’altra parte si pensa che le iscrizioni non possano essere anteriori alla fine del XVI o all’inizio del XVII secolo, quindi un periodo in cui ufficialmente non c’erano ebrei a Lecce. Dunque ne fu artefice un erudito cristiano che usava caratteri ebraici per scrivere il suo nome? O un mercante ebreo catturato in mare? O un commerciante arrestato per qualche misfatto durante uno dei brevi periodi di residenza concessi agli ebrei per partecipare a fiere e mercati locali?

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Fabrizio Ghio-Fabrizio Lelli, Guida al Salento ebraico

 

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