Miqnè Avram o Peculium Abrae

Ebrei a Lecce: personalità significative

Avraham Ben Moshè De Balmes, vissuto tra Lecce, il Salento e Napoli, morì nel 1888/89. Fu medico personale del principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, per il quale forse compose l’unica opera che di lui ci rimane, un “consiglio” per scongiurare la diffusione della peste. Alla morte dell’Orsini (1463) passò al servizio del re di Napoli, Ferrante d’Aragona. Fu esecutore e committente di numerosi manoscritti, perlopiù di soggetto medico, ma anche astronomico, filosofico e giuridico. La maggior parte dei codici ebraici copiati nel Salento fu eseguita dietro sua richiesta.

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Avraham Ben Meir De Balmes, nipote del precedente, fu a sua volta medico. Nato a Lecce verso la metà del ‘400, studiò a Napoli e di lui si conserva, caso unico nella storia dell’ebraismo medievale, il diploma con cui papa Innocenzo VIII gli concesse di praticare l’arte ippocratica presso cristiani (1492). La bella pergamena fa oggi parte di una collezione privata.

Zurigo, Collezione Braginsky, Diploma di Avraham De Balmes (da: Guida al Salento ebraico)

Dopo il 1510, data del decreto di espulsione degli ebrei emanato da Ferdinando di Spagna, Avraham lasciò la Puglia per trasferirsi a Venezia, dove lavorò al servizio del cardinale Domenico Grimani, che lo volle come medico personale oltre che come interprete del pensiero aristotelico (insegnò anche a Padova, grande centro dell’aristotelismo dell’epoca).

Avraham De Balmes Junior, Miqnè Avràm o Peculium Abrae (1523, frontespizio) Venezia, Bomberg. (da: Guida al Salento ebraico)

Tradusse varie opere averroistiche in latino. Morì a Venezia intorno al 1523. La sua grammatica ebraica, Miqnè Avram (Il possesso di Abramo), la prima indirizzata ad un pubblico non ebraico fu stampata in quell’anno da Daniel Bomberg accompagnata dalla traduzione latina di Qalonymos ben Qalonymos, suo parente, anch’egli medico pugliese, collaboratore delle stamperie veneziane.

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Fabrizio Ghio, Fabrizio Lelli, Guida al Salento ebraico

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