Mi manca tantissimo

Wanda (Boselli) si sentì male quando aprì la lettera.  Dovette sedere e tirare un gran respiro per riprendere fiato: quando aveva riconosciuto la calligrafia di papà, leggendo l’indirizzo scritto sulla busta, aveva immaginato ben altre notizie. Mai avrebbe pensato che la famiglia Abenaim fosse quasi completamente scomparsa, spazzata via dalla storia, vittima del genocidio perpetrato dalla Germania nazista.

La sorella di Carlo, Vanda, viene catturata dalle SS nel convento delle suore del Carmine a Firenze, assieme ad altre donne. Viene caricata su un vagone bestiame piombato con destinazione Auschwitz; a Verona il convoglio si unisce ad un altro, proveniente da Milano.

Papà scoprì in seguito che, su quest’ultimo, era trasportato suo cognato Riccardo Pacifici. Non sapremo mai se marito e moglie si siano visti, anche solo di sfuggita, per scambiarsi anche solo uno sguardo, prima di giungere a destinazione. Io spero di sì.

 Emanuele, figlio di Riccardo e Vanda, si trova nel convento di Santa Marta quando Firenze viene liberata il 18 agosto 1944 dalla V Armata statunitense e dalla VIII inglese. Di  quest’ultima fanno parte anche i soldati della “Jewish Infantry Brigade Group”, con la bandiera a strisce bianche e blu e la stella di David al centro. 

Jewish Brigade, Bandiera

Emanuele, mandato dalle suore con altri bambini a rifornirsi di acqua potabile, si accorge che sull’autobotte c’è la stella di David. Può essere un tranello.

Mio cugino fece, allora, una mossa particolarmente intelligente: due giorni dopo si avvicinò e si mise a sussurrare in ebraico lo Shemà Israel per capire se quei soldati fossero davvero ebrei. Un militare, sentendo la preghiera, si voltò. Sorrise. Poi guardò il bambino, lo abbracciò e lo baciò sulle guance.

Emanuele ed Eliau Lubinski si incontreranno di nuovo a metà degli anni 80 in Israele, a Ramat Aviv. 

Carlo Abenaim

Dopo la guerra, Carlo Abenaim viene reintegrato nell’esercito nel 1945 e sposa Wanda Boselli. Nascono Umberto, Valeria e Licia. Alla sua morte, nel 1994, viene posta in sua memoria una lapide nel bosco di mille alberi a Yatir, nel deserto del Negev.

Emanuele, accolto nella famiglia di Carlo, riprende gli studi in una scuola professionale. La voglia di apprendere lo porterà nel corso degli anni a formarsi una notevole cultura e a creare una biblioteca di oltre 6000 volumi riguardanti la religione, la cultura, la storia ebraica e spesso consultati da studenti e da cultori della della storia e della religione ebraica.

Emanuele ritornava a vivere la vita normale di un ragazzo, sentiva l’affetto dei miei genitori e riscopriva la vita familiare che a lui era mancata tanto.

A Roma si sposa con Gioia Tagliacozzo. Nasceranno Miriam e Riccardo, figura di spicco della Comunità Ebraica di Roma di cui è stato Presidente per due mandati sino al 2015.

Il 9 ottobre del 1982, terminata la festa di Shemini Azeret, alcuni terroristi palestinesi, all’uscita della gente dal Tempio, lanciano delle bombe a mano che provocano la morte del piccolo Stefano Tasché.

Le bombe nella deflagrazione si frammentarono: Emanuele era stato colpito in tutto il corpo dalle schegge metalliche. Portato immediatamente al vicino ospedale “Fatebenefratelli”, sull’isola Tiberina, fu giudicato morto ma salvato dal Rabbino Capo Elio Toaff che nell’impartirgli la benedizione capì che Emanuele era ancora vivo.

Era stato un antico libro di preghiere a proteggere il suo cuore dalle schegge metalliche. 

Emanuele Pacifici

Gli ho sempre voluto un gran bene e oggi che non c’è più mi manca tantissimo.

++++++++

Umberto Abenaim, ABENAIM. Una famiglia ebrea e le leggi razziali.

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in UMBERTO ABENAIM, ABENAIM, Una famiglia ebrea e le leggi razziali. Contrassegna il permalink.