Una carriera sfolgorante

 Probabilmente è la grande depressione americana che travolge tutti i paesi industrializzati a spingere il padre Carlo a proseguire la carriera militare, come racconta Umberto Abenaim nel suo libro ABENAIM. Ancora non ci sono le leggi razziali a ostacolare la carriera del giovane tenente di artiglieria in servizio al Settimo Reggimento di Artiglieria pesante di Livorno. E quando nell’ottobre del 1935 viene annunciata dal Duce la guerra d’Etiopia, anche Carlo parte per l’Africa.

Il 2 ottobre 1935, annunciata dal famoso discorso del Duce dal balcone di Palazzo Venezia, scoppiò la guerra d’Etiopia. Pochi giorni dopo mio padre salpò per l’Africa. C’era anche Benito Mussolini a salutare la sua nave: il 7 ottobre il duce in persona si era recato a Napoli per incoraggiare i combattenti tra i quali gli uomini del 125mo Gruppo di Artiglieria di Corpo d’Armata (di cui mio padre faceva parte) che il 15 ottobre sbarcò a Massaua. Certo, a noi quei fatti, visti con la distanza storica, fanno inorridire: l’Italia fascista, infrangendo quanto stipulato dalla Società delle Nazioni, stava invadendo l’Etiopia. Quel giorno, invece, al porto, si respirava un clima di grande esaltazione patriottica.

Carlo Abenaim (dal libro ABENAIM di Umberto Abenaim)

Il giovane Carlo è perfettamente integrato nella società del suo tempo. Al suo ritorno in Italia, gli vengono attribuite onorificenze che in seguito gli permetteranno di godere di alcuni diritti che sono stati tolti agli altri ebrei italiani.

…entrò in servizio presso l’ Arsenale del Regio Esercito di Napoli dove gli fu assegnato il comando del reparto proiettificio. Fu una carriera sfolgorante la sua: a 33 anni aveva raggiunto un posto di lavoro davvero di prestigio. Era sereno, felice.

Ma le nuvole dell’antisemitismo si addensano. Il 5 settembre del 1938, in seguito alle leggi razziali, gli ebrei vengono espulsi da tutte le scuole. Il 22 dicembre dello stesso anno viene posto in congedo assoluto il personale ebreo delle Forze Armate.

Mio padre sapeva bene cosa stava accadendo. Ma la realtà dei fatti lo lasciò sgomento, non ci poteva credere. Provò sconcerto e sentì forte il peso dell’umiliazione.

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Umberto Abenaim,  ABENAIM. Una famiglia ebrea e le leggi razziali.

 

 

Informazioni su Velia Loresi

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