Dar voce ai morti

È a partire dal 1941 che, in Unione Sovietica, molti intellettuali ebrei si rendono conto che l’antico antisemitismo russo non è stato affatto spazzato via dalla rivoluzione e da più di vent’anni di comunismo. Il pregiudizio antiebraico è più che mai vitale nell’Armata Rossa e tra le popolazioni dell’Unione Sovietica. Molti ucraini, lituani e lettoni non solo hanno accolto con entusiasmo i tedeschi ma hanno partecipato ai massacri. 

Erenburg (con la pipa) e Grossman

Dapprima scrittori famosi come Il’ja Erenburg e Vasilij Grossman, comunisti, fedeli al regime (Grossman ha partecipato alla battaglia di Stalingrado), sostengono che all’interno dell’URSS non esiste odio tra le nazionalità.

Ma poi avviene il distacco.

…a Grossman, Erenburg e altri intellettuali risultò subito evidente che gli ebrei erano oggetto di una forma di brutalità affatto speciale, da parte degli invasori, una violenza che andò via via precisandosi e infine si fece tragicamente sistematica. Nacque da tale constatazione la loro disponibilità a collaborare al Comitato Antifascista Ebraico, finalizzato a rafforzare negli ebrei sovietici lo spirito di resistenza e di lotta contro i tedeschi.  

Henryk Herlich 

Viktor Alter

L’idea del Comitato nasce da Henryk Erlich e Viktor Alter. Nel dicembre del 1941, i due vengono arrestati ed eliminati con l’accusa di essere spie dei tedeschi (Erlich si suicida in carcere nel maggio del 1943 e Alter viene fucilato nel febbraio 1943).  Ma, per il momento, Stalin e gli altri dirigenti sovietici decidono di sostenere il Comitato e di servirsene come strumento di propaganda. 

  Itsik Fefer, Albert Einstein e Solomon Mikhoels

Alla sua guida vengono posti il regista Solomon Mikhoels e il poeta Itsik Solomonovic Fefer. Quest’ultimo, inviato in missione negli Stati Uniti da Stalin, giunge a dichiarare che Erlich e Alter erano effettivamente spie al servizio dei nazisti.

E, nel settembre 1943 il Comitato antifascista ebraico è una struttura organizzata ed efficiente: la sede si trova in via Kropotkin, a Mosca e vi lavorano circa ottanta persone. Viene anche pubblicato un quotidiano in yiddish, Eynikayt, e si organizzano trasmissioni radiofoniche.

Eynikayt

…i numerosi intellettuali che ruotavano intorno al Comitato (ricordiamo soltanto Il’ja Erenburg e Vasilij Grossman) stavano raccogliendo documenti e testimonianze relative allo sterminio degli ebrei attuato dai nazisti, con l’intenzione di pubblicare quello che sarebbe stato chiamato Il Libro Nero.

 Sorgono due commissioni, la prima si impegna in vista di una pubblicazione all’estero di materiali utili a fini giudiziari. La seconda, denominata “letteraria”, è guidata da Erenburg il quale è convinto che i semplici documenti (ordinanze dei tedeschi, diari, appunti di ebrei che sono riusciti a nascondersi) siano sufficienti a testimoniare le atrocità.

Il problema nasceva dal fatto che le testimonianze provenivano in larga misura dai sopravvissuti. Pertanto, Vasilij Grossman avanzò una proposta di segno molto diverso da quella di Erenburg: al fine di dar voce ai morti, occorreva procedere a una rielaborazione letteraria del materiale raccolto.

“Tutti i materiali di cui disponiamo -disse lo scrittore nel corso di una riunione tenutasi il 13 ottobre 1944- sono racconti di persone che si sono salvate per miracolo. Ma noi dobbiamo assumerci ancora un altro compito: parlare a nome di coloro che  giacciono nella terra e non possono dire nulla.

 Per Grossman è necessario far luce su ciò che è accaduto al novantanove per cento di coloro che sono stati condotti a Babij Jar e non su ciò che è accaduto ai pochi che sono sfuggiti a Babij Jar.

Ma nel febbraio 1945 una commissione interna al Comitato, presieduta da Solomon Bregman, esprime un parere negativo sul lavoro di Erenburg e Grossman.

…i due avevano dato troppa importanza alle testimonianze in cui emergeva un ruolo attivo di soggetti sovietici (ucraini, lituani, lettoni…) in qualità di collaboratori. In tal modo, osservava Bregman, da un lato si dava un’immagine offuscata e controproducente (a livello propagandistico) della monolitica unità con cui tutti i popoli sovietici si erano opposti agli invasori fascisti, dall’altro, a giudizio del presidente della commissione di controllo, di fatto si finiva per attenuare notevolmente le responsabilità dei tedeschi.

Erenburg lascia la presidenza della Commissione letteraria e Grossman si assume il compito di  far uscire l’edizione sovietica del Libro Nero. 

Lapide dedicata a Henryk Erlych e a Viktor Alter a Varsavia

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Francesco Maria Feltri, Prefazione all’edizione italiana di La notte dei poeti assassinati. Antisemitismo nella Russia di Stalin

Informazioni su Velia Loresi

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