Costruttore

Nel 37 a. C., Erode il Grande fece costruire questa fortificazione sul cratere di un vulcano, nel deserto.

Nel suo libro “Le guerre giudaiche”, Giuseppe Flavio descrive dettagliatamente questo sbalorditivo complesso. Erode “eresse in cima torri rotonde e riempì lo spazio restante con lussuosi palazzi…Portò una grande quantità d’acqua da grande distanza e innalzò una scala di duecento gradini di marmo bianco”.

Vista aerea di Herodion. Il cerchio indica il luogo della tomba di Erode.

A prova di questa descrizione, sono ancora visibili i ruderi di magnifici edifici, sale colonnate e pareti affrescate. Un classico impianto di terme romane, una delle prime sinagoghe mai rinvenute e un’enorme cisterna sotterranea, testimoniano l’esistenza di uno dei  più grandi e sontuosi complessi dell’Impero Romano.

La città bassa di Herodion, ai piedi della collina.

Erode morì a Gerico nel 4 a. C. e fu sepolto a Herodion. Il suo mausoleo fu scoperto solo nel 2007 dal Professore Ehud Netzer, dopo una ricerca durata 35 anni. I successivi scavi hanno rivelato molti reperti che si addicono alla posizione e al gusto di Erode, confermando che tale complesso fu progettato a coronamento della sua opera di costruttore, come aveva scelto di autonominarsi.

Ehud Netzer (1934-2010), architetto e archeologo israeliano, professore emerito all’Istituto di archeologia dell’Università ebraica di Gerusalemme. Studioso del periodo erodiano, ha avviato e diretto scavi in vari siti di progetti edilizi di Erode il Grande. Ha pubblicato Masada III. The Buildings. Stratigraphy and Architecture.

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N. A. Beecham, Questa è Israele

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