Immensi tesori

Gli scavi nel quartiere ebraico hanno rivelato immensi tesori. Tratti del Cardo Massimo, la larga strada colonnata che un tempo era la maggiore via della città romano-bizantina, sono stati scoperti e incorporati nelle strutture moderne che sorgono ora sui lastricati di pietra originali. Attraverso speciali “pozzi” nella strada, si possono ammirare ruderi sottostanti dell’epoca del Primo Tempio e bastioni dei tempi di Geremia. La riproduzione del mosaico della mappa di Gerusalemme, ritrovato nel 1884 a Madaba, in Giordania, e che riporta le vie colonnate e gli edifici del tempo, è esposta all’inizio del Cardo rinnovato.

Tratto del Cardo risalente al sesto secolo, restaurato a portici per negozi frequentati principalmente da turisti. Nei tempi antichi era una via molto più larga. Essa prosegue verso nord sino alla Porta di Damasco e segna la divisione fra i quartieri cristiano e mussulmano.

I ruderi di abitazioni nella Città Alta, della Casa Bruciata, che contiene reliquie di una delle famiglie sacerdotali, e della villa di Erode, rase al suolo dai romani nel 70 d. C. rivelano lo stile di vita degli Ebrei a Gerusalemme fino alla distruzione del Secondo Tempio. Agli Ebrei fu vietato di vivere a Gerusalemme fino alla conquista mussulmana. In seguito, i Crociati massacrarono Ebrei  e Mussulmani e solo dopo la vittoria di Saladino nel 1187, la vita degli Ebrei divenne meno ardua, nonostante molti alti e bassi. Furono costruiti sinagoghe e centri di studio, distrutti ancora una volta durante l’occupazione giordana di Gerusalemme, dal 1948 al 1967.

Vista aerea della Città Vecchia con in primo piano il quartiere ebraico.

Attualmente il Quartiere ebraico comprende le sinagoghe e yeshivot ricostruite, oltre a moderni edifici di appartamenti e case di abitazione. Il tutto costruito con buon gusto intorno a cortili pavimentati e giardini ben tenuti -il vecchio e il nuovo fusi insieme in maniera deliziosa.

Mappa di Madaba in Giordania: Gerusalemme nel mosaico bizantino della chiesa di san Giorgio. Si distinguono gli edifici realmente esistenti all’epoca in cui il mosaico fu realizzato. le didascalie sono in greco, oltre ai nomi delle località spesso è indicato l’evento biblico che qui si svolse. (dal web)

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N. A.Beecham, Questa è Israele

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