Il più clamoroso ritrovamento archeologico

Il più clamoroso ritrovamento archeologico o biblico ha avuto luogo nel 1947 quando un ignaro giovane pastore beduino scoprì una raccolta di antichi manoscritti, i rotoli del Mar Morto, in una grotta a Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto. 

Testi della Bibbia e altre opere sono trascritti su pelle, papiro e rame, all’epoca del Secondo Tempio.

Quando Tito e le legioni romane arrivarono a Gerico, gli Esseni, così era chiamata la loro setta, fuggirono nascondendo nelle vicine grotte i rotoli racchiusi nelle giare.Il deserto ha conservato il suo segreto per quasi 2000 anni. 

I rotoli sono adesso conservati nel Santuario del  Libro, nel Museo d ‘Israele a Gerusalemme.

Un frammento del Rotolo di Isaia.

Per conservare i preziosi rotoli è stato eretto un edificio speciale. La forma esterna, a cupola bianca, ha le sembianze del coperchio di una delle giare di terracotta in cui furono nascosti i rotoli, e crea un forte contrasto con il vicino muro di basalto nero. 

Gerusalemme, Santuario del Libro. Il santuario a forma di cupola bianca ricopre una struttura per due terzi sotterranea e si riflette nel bacino d’acqua che lo circonda. I colori e le forme dell’edificio si ispirano alle immagini del Rotolo della Guerra dei Figli della Luce (la cupola bianca) contro i Figli delle tenebre (il muro nero). Nello sfondo si scorge la Knesset.

Il santuario stesso è sotterraneo, a rammentare le grotte in cui furono trovati i rotoli. 

Raccolta di Menorot provenienti da comunità di tutto il mondo

Grotte di Qumran

Rotoli del Mar Morto. Sono stati trovati per la prima volta durante alcuni scavi nel 1947. Ma solo oggi si è riusciti completamente (o quasi) a decifrarli. I Manoscritti del Mar Morto, o Rotoli del Mar Morto, sono ben 900 documenti di antichissima origine trovati nelle grotte di Qumran, antico insediamento in Cisgiordania. Dopo anni di studi, i ricercatori dell’Università di Haifa hanno dichiarato di essere giunti al bandolo della matassa. Si tratta di testi biblico-religiosi, civili, ed epigrafici scritti in aramaico, greco ed ebraico, ma soprattutto un calendario di 364 giorni che evidenzia alcune festività sin ora non conosciute. Un prezioso tesoro che aiuterà, ora più che mai, a conoscere gli Esseni, probabili autori-collettori di queste pergamene e papiri: una comunità ebraica di cui si sa molto poco, se non che visse a Qumran prima che la città venisse rasa al suolo nel 68 a.C. dai romani. (dal web)

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N. A. Beecham, Questa è Israele

 

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