Ossa bimillenarie

È Antonio Boso, autore di “Roma sotterranea”, che, nel 1602, esplorando le catacombe romane, scopre il primo cimitero ebraico, fra Porta Portese e Porta Portuense. Le pietre tombali sono ornate con raffigurazioni di corni d’ariete e candelabri. Nelle catacombe sotto villa Torlonia, che è stata residenza privata di Mussolini e la cui parte più antica risale al secondo secolo d. C., si trova uno dei sarcofagi meglio conservati. Gli ebrei ricchi venivano seppelliti lungo la via Appia. 
 Catacombe ebraiche di villa Torlonia in via Nomentana
Fra
mmento angolare di sarcofago, catacombe ebraiche, villa Torlonia

Iscrizioni in greco, catacombe ebraiche di villa Torlonia

Oltre che nel cimitero di Porta Portuense e nelle catacombe di Villa Torlonia, gli ebrei trovavano la loro ultima dimora nelle catacombe di Vigna Randanini sull’Appia -tuttora esistenti-, nel grande cimitero di Monteverde e in quello più piccolo sulla via Labicana (ora via Casilina), fuori Porta Maggiore, tutti e due andati distrutti.

Oggi, né le catacombe sotto villa Torlonia, che contengono belle pitture murali e pregevoli sarcofaghi, né quelle sulla via Appia dipendono dalla Comunità israelitica. In base al concordato del 1929 fra l’Italia e la Santa Sede, esse “appartengono” alla Pontificia commissione per l’archeologia sacra, che ne ha le chiavi e tiene chiuse al pubblico sia le une che le altre. Quelle di Vigna Randanini, sotto l’Appia, costituiscono un vasto agglomerato di interminabili corridoi sotterranei, solo parzialmente scavati e privi di qualunque illuminazione, contrariamente alle vicine catacombe cristiane che sono invece fornite di illuminazione elettrica, di ottime guide e tenute in buono stato.

Qua e là, qualche residua lapide in greco o latino, a volte ornata di un candelabro a sette bracci, è stata ricollocata nelle nere pareti di terra e pietra in cui sono scavate migliaia di tombe, alcune delle quali ancora contengono frammenti di ossa bimillenarie. 

Roma, Catacombe ebraiche di Vigna Randanini, cubicolo affrescato

Leggo queste notizie su una vecchia edizione del libro “Il ghetto sul Tevere” di Sam Waagenaar. Sicuramente, mi dico, qualcosa è cambiato nel frattempo e faccio una rapida ricerca sulla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, trovo che il presidente di questa Commissione è il cardinale Gianfranco Ravasi

Il Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra è SER il Sig. Card. Gianfranco Ravasi, il Segretario è Mons. Giovanni Carrù; il Sovrintendente Archeologico delle Catacombe è il Professore. Fabrizio Bisconti… (dal sito: Archivio Pontificia Commissione di Archeologia Sacra).

Il cardinale Ravasi non avrebbe alcun motivo valido per tenere chiuse al pubblico queste catacombe, penso. E dunque faccio un’altra rapida ricerca, e questo è il risultato:

Catacombe ebraiche di Villa Torlonia (chiuse)

 Indirizzo: Via Nomentana, 70

Zona: Quartiere Nomentano (Roma nord)

Le catacombe non sono visitabili (dal sito: Roma 060608)

Mi stupisco del fatto che le catacombe ebraiche su via Nomentana (a differenza delle altre catacombe, anche quelle ebraiche di Venosa, in Basilicata) siano chiuse, non siano visitabili. Perché?

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Sam Waagenaar, Il ghetto sul Tevere

Informazioni su Velia Loresi

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