Solo facendoli sparire

Nei primi mesi del 1945, i genitori di Aldo vengono fermati da un uomo ubriaco che, alla fermata del tram di via Cernaia a Torino, li afferra per la manica urlando che sono ebrei e devono andare in campo di concentramento. Sua madre, dice, è morta durante un bombardamento: sono gli ebrei che con le luci chiamano gli inglesi e fanno bombardare la città e dunque devono pagare. L’uomo non si lascia commuovere dalla foto che il papà mostra all’ uomo e che ritrae i suoi bambini l’ultima volta che sono andati al mare nell’ estate del 1938. Gli Zargani vengono condotti alla sede dell’UNPA. 

Aldo e Roberto Zargani in vacanza a Finalmarina nell’estate del 1938, prima che le Leggi razziali proibissero agli ebrei le località di villeggiatura marine, montane e termali

Le “miti” persecuzioni razziali italiane, accompagnate dai lutti della guerra e dalla superstizione, avevano sortito il loro effetto: gli ebrei erano divenuti mostri. Solo facendoli sparire poteva finire la guerra, la follia epidemica, la devastazione della quale gli ebrei erano gli infernali untori manzoniani.

Il commissario Pandoli, un poliziotto di origine napoletana, piccolo, espansivo, elegante, antifascista, rimprovera aspramente l’ubriaco.

…il  milite dell’UNPA sembrò rinsavire e comprendere quel che gli avevano fatto, a lui, Buffarini Guidi e gli altri che si saziavano di omicidi negli ultimi giorni della loro vita. Scoppiò in singhiozzi e chiese perdono: è per questo, per la sua mamma uccisa, e perché non passò mai a ritirare la taglia, che non fu ricercato nel ’45, nei giorni delle vendette per tanto tempo sognate e che non furono compiute…

Dopo il 25 aprile 1945, probabilmente, l’ex milite dell’UNPA si sarà chiesto perché nessuno sia venuto a cercarlo.

È probabile, anzi quasi certo, che nel corso della sua vita si sia accorto che la pratica della non vendetta e del non perdono era una condanna, la sua condanna: portava dentro la macchia indelebile e sconcia che chi conosceva non additava.

Il questore Cipullo ordina la carcerazione. Gli ebrei hanno voluto la guerra e gli ebrei devono pagare, ma Pandoli fa in modo che gli Zargani vengano rinchiusi nel braccio dei delinquenti comuni.

Il complesso carcerario “Le Nuove” è stato edificato tra il 1857 e il 1869 sotto il regno di Vittorio Emanuele II al fine di sostituire le numerose strutture adibite a prigione, sparse per la città. Durante il facsismo Le Nuove ospitarono molti oppositori e dissidenti politici, mentre durante l’occupazione nazista, il braccio gestito dalle SS fu teatro di incarceramenti e torture di partigiani ed ebrei, come Ignazio Vian ed Emanuele Artom, deportati e condannati a morte…Attualmente, il complesso “Le Nuove” è oggetto di visite guidate e iniziative culturali e ospita un  museo.

La morte abitava accanto, nel braccio dei politici, con le SS. Là, in quel luogo, comandava Schmid, dalla sua sede nella piazzetta delle due Chiese, all’Albergo Nazionale, e gli ordini che riceveva da Berlino eseguiva, con scrupolo e banalità.

Si assiste in città alla cattura di vecchi paralitici e anziane donne in ciabatte; negli ospedali vengono trascinati via malati e morenti. Il musicologo Leone Sinigaglia è un signore vecchio e gentile che ama le canzoni del Piemonte. Muore per un collasso cardiaco mentre viene arrestato assieme alla moglie. 

Leone Sinigaglia. Compositore, le sue opere si diffusero nelle principali sale da concerto in Europa e in America. Tra le altre: la Romanza e Humoreske per violoncello e orchestra, il Concerto in la maggiore, la Rapsodia piemontese e il Rondò per violino e orchestra.

Tuttavia Buffarini Guidi e compagni, forse per ingannare se stessi, hanno scritto che gli ebrei devano andare nei campi di concentramento, sì, ma solo “se in grado di sopportare il regime di internamento”. E così il medico del carcere, approfittando di questo spiraglio, testimonia che Mario Zargani è ammalato di tubercolosi e Zargani Eugenia soffre di aritmia sin da bambina. Con questo referto il commissario ottiene dalla questura l’ordine di scarcerazione. A notte fonda (fuori il pericolo non è cessato) suor Giuseppina riesce a far uscire dal carcere i genitori di Aldo. 

Leone Sinigaglia, Music for violin and piano

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Aldo Zargani, Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua. 1938-1945

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