La memoria è dovuta alle vittime

Il significato più profondo della memoria è quello di prolungare l’esistenza di coloro che ora se ne sono andati. Ma la memoria è anche una forma di empatia, che ci mette dal lato delle vittime, con un profondo significato di opposizione ai carnefici. Troppo tardi, e con il senno di poi, ma comunque dal loro lato. La memoria è un’espressione dell’orrore, della tristezza e del rispetto. La memoria è dovuta alle vittime.

Presente e futuro non possono essere compresi appieno senza le solide fondamenta della memoria. E la memoria deve diventare consapevolezza. Con la Shoà l’Europa ha perduto molto di più di una parte della sua popolazione, dei capolavori che non sono stati creati, delle conquiste nelle scienze non ottenute.

Nella Shoah l’Europa perse il diritto di credere in ciò che fino ad allora aveva altamente rappresentato: la forza della moralità religiosa, l’umanesimo illuminista, i valori delle costituzioni e della democrazia così come i dogmi del Positivismo.   

 Stella di David, ritagliata da una lamina di latta, trovata nel 2008 nel terreno presso la camera a gas del crematorio III. Probabilmente serviva da sagoma per ritagliare i contrassegni gialli a forma di stella che gli ebrei erano costretti a indossare sugli abiti.

 La consapevolezza dovrà tradursi in senso di responsabilità. Se critichiamo il velo di silenzio che ci fu durante la Seconda guerra mondiale, abbiamo il dovere di criticare anche il nostro silenzio.

Il direttore del museo memoriale di Auschwitz, stava valutando, con un gruppo di lavoro, come modificare l’esposizione principale quando Havi Dreyfuss, studiosa della Shoah, chiese cosa ci sarebbe stato alla fine.  Piotr Cywiński rispose che una fine non ci poteva essere.

…non saprei dove una fine potrebbe essere collocata. All’uscita dell’ultima baracca? Lasciando Birkenau? Sul bus che se ne va da Auschwitz? O a casa, molti giorni dopo, quando la quotidianità inizia a oscurare le immagini del passato?…Non c’è una fine.

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Piotr M. A. Cywiński, non c’è una fine. Trasmettere la memoria di Auschwitz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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