Sang, maladie, argent

All’ inizio del XIV° secolo, lo slancio dell’economia accresce in Italia il ruolo dei banchieri ma, in Francia, gli ebrei vengono ancora perseguitati e massacrati.

Partout en Europe, les Juifs sont à nouveaux accusés d’empoisonnere les puits, cette fois en collusion avec les lépreux. La rumeur galope: l’argent et la maladie. L’un et l’autre circulent, comme le sang, et se mêlent dans l’esprit populaire. Sang, maladie, argent? Voici venir la Peste noire.

Nel 1346 una nave proveniente da Caffa, un banco di credito genovese sulla costa del mar Nero (l’odierna Feodosia in Crimea), assediato dai Mongoli, porta a Venezia una malattia spaventosa: la peste si diffonde in tutta Europa uccidendo più di un terzo della popolazione, fino a scomparire misteriosamente sei anni dopo.

Ce n’est pas seulement une indicible tragédie. C’est aussi, par un étrange détour, la mise au bas du système féodal: les travailleurs étant devenus plus rares, les salaires doivent augmenter: l’ordre des corporations n’y résiste pas. L’ordre marchand peut s’annoncer: la Peste noire aura mis fin au vieux monde.

À ce moment précis, en 1353, à Florence, l’un des premiers textes de la Renaissance parle justement du monde, des Juifs et de l’argent.

E, per la prima volta, se ne parla in maniera positiva. Nella novella del Boccaccio  “Le tre anella”, Saladino tende una trappola a un ricco ebreo chiamato Melchisedech, al quale ha chiesto un prestito, per poterlo accusare di qualcosa, ma l’ebreo riesce a rispondere così abilmente che il sultano non solo restituirà il debito ma anche lo onorerà della sua amicizia.

Giovanni Boccaccio. Nella novella del Decamerone “Le tre anella” (prima giornata, terza novella),  il Saladino, avendo bisogno di denaro, si rivolge a un ricco giudeo di nome Melchisedech  il quale presta denaro a usura in Alessandria. Lo fa convocare e gli dice: “Mi piacerebbe sapere da te quale delle tre religioni, l’ebraica, la musulmana o la cristiana, tu consideri la più autentica e vera.»

L’ebreo comprende che il Saladino cerca di metterlo in difficoltà. Pertanto, aguzzato l’ingegno, risponde: “C’era un uomo molto ricco che aveva un anello bellissimo e prezioso. Poiché voleva donarlo ai suoi discendenti, ordinò che quello dei suoi figli al quale lo avesse lasciato, fosse suo erede universale. L’anello passò di mano in mano a molti successori, finché giunse in possesso di uno che aveva tre figli virtuosi e da lui amati allo stesso modo. Quest’uomo fece realizzare da un buon artigiano due copie dell’anello e, poco prima di morire, consegnò segretamente un anello a ciascuno dei figli. Gli anelli erano così simili tra loro che era impossibile riconoscere quello autentico. Così, la stessa cosa vale per le tre religioni date da Dio ai tre popoli diversi: ciascuno dei tre rivendica il diritto all’ eredità.”

Il Saladino riconosce che l’ebreo ha saputo abilmente uscire dalla trappola che gli aveva teso perciò gli fa grandi doni e lo considera suo amico.

Quasi tutto il commercio passa ormai attraverso Genova, Firenze e Venezia. In Italia gli ebrei sono appena quindicimila ma grazie alle condotte accordate dalle città di Ferrara, Bologna, Padova, Mantova, Perugia, Genova, Firenze e Venezia e nonostante che francescani (già da allora all’opera) e domenicani vogliano la loro espulsione da tutta la penisola, essi continuano ad esercitare come artigiani, orafi e prestatori.

Ad Oriente, il sultano Mehmet II detronizza l’ultimo imperatore romano, Costantino Paleologo; le chiese vengono sostituite da moschee. Nell’Impero ottomano che si estende dall’Algeria alla Persia, gli ebrei sono soprattutto artigiani e contadini. In arabo o in turco, i loro nomi ricordano i loro mestieri: Haddad (fabbro), Sabag (pittore), Tzaig (gioielliere), Hiat (sarto).

À ces rares exceptions près, les Juifs n’occupent presque plus de fonctions importantes en Islam, et ils en partent peu à peu. Le centre de gravité du judaïsme  bascule alors vers la Pologne.

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Jacques Attali, Les Juifs, le monde et l’argent. Histoire économique du peuple juif

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