Le rôle du peuple juif

I giudici di Babilonia, in esilio, si rivolgono agli altri esiliati cercando un punto di equilibrio tra differenti punti di vista, quello dei contadini legati alla tradizione, e quello dei commercianti, dei viaggiatori e dei letterati delle città, portatori di novità. L’insieme delle loro riflessioni, che hanno come obiettivo la coesione delle comunità e la trasmissione di norme etiche, formerà nel V secolo il Talmud di Babilonia. Non chiudo le pagine dedicate al periodo dell’Esodo (dal 70 al 1096) nel libro Les Juifs, le monde et l’argent di Jacques Attali senza tenere per me qualche brano tra tanti che trovo straordinari. 

Dans ce monde brutal, régi par les rapports de force, la monnaie apparaît peu  à peu comme une forme supérieure d’organisation des relations humaines permettant de régler  sans violence tous les conflits, y compris d’ordre religieux. Les auteurs du Talmud pour la plupart marchands eux-mêmes, sont souvent des experts en économie; leurs jugements sont d’une rare finesse théorique, et même d’une grande modernité. 

Dio ha dato la terra agli uomini perché ne facciano il loro patrimonio comune; in particolare, il denaro costituisce un eccellente mezzo per servire Dio. Il Talmud non condanna i ricchi e non glorifica i poveri.

Non c’è un unico Capodanno nel calendario ebraico, ma il conto dell’anno inizia in momenti diversi a seconda delle circostanze che su considerano: dalla data nei contratti civili, al conto degli anni di regno, al prodotto agricolo.

Mais la richesse n’est pas une récompense: c’est une charge. Le riche n’a pas à s’excuser de l’être; il doit seulement prendre une plus grande part de responsabilités dans la gestion du monde; aucun riche n’a le droit de se dérober à cette mission.

Arricchirsi deve essere considerato qualcosa di positivo e benefico se si creano ricchezze partendo da beni fertili (bestiame, denaro) e non sottraendo ad altri.  E, poiché ogni ricchezza proviene da Dio, donare significa arricchirsi. Da ultimo, la sola vera ricchezza è la vita.

Lo shofàr veniva suonato anche fuori dal Santuario, tanto più dopo la sua distruzione.

Non è sufficiente essere educato come ebreo per esserlo: è necessario educare i propri figli poiché la cosa più importante non è ciò che si riceve ma ciò che si trasmette.

In esilio non si può vivere di manna e nessuno, neppure i rabbini e i giudici, hanno il diritto di vivere senza lavorare.

Travailler de ses mains est le premier devoir d’un Juif, quel que soit le temps qu’il passe à étudier, prier, juger, enseigner.


L’anno ebraico nella Diaspora: tishrì, cheshwàn, kislèv, tevèt, shevàt, adàr, nisàn, iyàr, siwàn, tammùz, av, elùt.

La carità, la tsedaka, non è un’assicurazione per il dopo vita, ma solamente un dovere umano, una responsabilità collettiva; niente, al contrario di ciò che avviene nella Chiesa, è destinato allo splendore dei luoghi di culto. Come ai tempi di Salomone, essa costituisce il decimo di ogni entrata.

Nel Talmud si cristallizza il fondamento della pratica ebraica dell’economia : niente è giusto per gli ebrei se non lo è per il resto del mondo…

…le monde est, dit la Mishna, le résultat d’une “brisure de vases”. Le rôle du peuple juif est d’aider à le réparer, en étant solidaire de tous les autres hommes.

Il completamento dello studio di un trattato di Talmud è un’occasione lieta da festeggiare. Si inizia con la lettura di una preghiera intitolata, dalle sue prime parole, Hadràn ‘alàkh “siamo tornati (e torneremo) a te, trattato di Rosh haShanà”. Nella preghiera si chiede che lo studio della Torà sia al centro delle nostre attività.

Se gli ebrei sono sopravvissuti attraverso i secoli è stato per compiere questa missione: trasmettere, “passare” attraverso lo spazio ed il tempo. Massacri e assimilazione hanno ridotto il popolo ebraico da otto a forse quattro milioni. In questo momento si pensa allo Stato ebraico con nostalgia.

Est-ce une Terre promise qui s’annonce en Europe? Comme l’autre, elle sera semée de gloire et de prospérité, de larmes et de sang.

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Jacques Attali, Les Juifs, le monde et l’argent. Histoire économique du peuple juif 

 

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