Dieu, sang et argent

A Canaan la carestia spinge una parte della famiglia di Giacobbe a emigrare verso l’Egitto, terra che il limo del Nilo rende fertile e ricca di coltivazioni e frutteti. Gli ebrei, siamo verso il 1600 A.C., sono accolti bene dagli hyksos che già conoscevano a Canaan. Fino a circa il 1200, gli ebrei vivono felicemente e costituiscono una comunità numerosa e potente, organizzati in 12 famiglie o tribù discendenti dai dodici figli di Giacobbe. Vivono come il Popolo scelto per dare l’esempio e far conoscere il Dio unico. Qualche anno fa ho trovato insuperabili i commenti della Bibbia di Mons. Gianfranco Ravasi, ma ora la lettura di Les Juifs, le monde et l’argent di Jacques Attali mi fa amare come non mai il racconto delle vicende degli antichi ebrei, mostrandomi la loro vita in una luce nuova e estremamente interessante.

Les exilés n’ont pas rompu les liens avec ceux des leurs qui sont restés en Canaan. Par l’intérmediaire des marchands hébreux qui suivent les routes des caravans, ils échangent avec eux des manuscrits religieux ainsi que ccd’innombrables marchandises: or de Nubie ( cette “chair des dieux”, que les orfèvres transforment en bijoux et objets funéraires), cuivre, améthyste, ébène, encens, huile, oeufs d’autruche, peaux d’animaux exotiques, ivoire, etc.

Verso il 1200 dei sacerdoti tebani si ribellano agli occupanti hyksos e fondano la XVIIIᵃ dinastia e considerano Amon il loro protettore. È in questo periodo le Lettere di Tell el-Amarna, delle tavolette con scritture cuneiformi in cui per la prima volta si citano gli Ebrei.  

Lettere di Tell el-Amarna

Tell el – Amarna è il nome moderno della località in cui Akhenaton, (1352 – 1338 a.C.) fece costruire la sua capitale, Akhet, situata tra Tebe e Menfi, sulla riva orientale del Nilo. Per venticinque anni fu la capitale dell’impero Egizio fondata con l’intento di farne una seconda Tebe e ospitare la residenza del faraone. 
Akhenaton

Una quarantina di queste lettere riguardano informazioni scambiate con altri re di “stati” asiatici indipendenti, come Hatti, Arzawa, Mitanni, Assiria, Babilonia e Alashiya – Cipro, mentre il resto tratta di messaggi provenienti dai vassalli egiziani di Siria e Palestina. Le tavolette d’argilla sono tutte incise in caratteri cuneiformi e appartengono al periodo precedente l’entrata degli israeliti a Canaan. Nelle tavolette scritte dal re vassallo di Gerusalemme (Urusalim) al faraone, vengono menzionati ripetutamente gli habiru. 

Tell el-Amarna 

Sacerdoti tebani ed esercito riconquistano il potere, viene fondata la XIXᵃ dinastia; agli ebrei vengono proibiti alcuni mestieri, non possono sposarsi e molti vengono impiegati come schiavi per la fabbricazione di mattoni che serviranno a costruire le nuove città.

La Genesi racconta di Mosè che, cresciuto come principe egiziano, una volta conosciute le sue origini, accetta la missione affidatagli da Dio.

Puis viennent les dix plaies qu’Elohim inflige à l’Égypte pour qu’elle laisse partir Son peuple. Dix sanctions économiques parfaitement ciblées, hiérarchisés pour faire de plus en plus mal au geôlier en s’attaquant successivement à toutes les sources de sa richesse: l’eau, l’air, les poissons, l’agriculture, le blé, les troupeaux, le climat, etc. Les mots mêmes qui les désignent recèlent des messages à caractère économique. Ainsi l’une des plaies, le sang, est-elle nommée par le même mot, dam, qui désignera plus tard l’argent (damim): le sang et l’argent, inséparables depuis le sacrifice d’Isaac.

Dio consente agli schiavi ebrei di partire per Canaan ricchi di oro e argento portati via agli egiziani, come ricompensa per il lavoro svolto gratuitamente. E qui si può vedere una nuova lezione di economia: ogni ricchezza estorta col terrore e la violenza si ritorcerà contro chi la usa. E infatti l’oro depredato servirà per fabbricare il Vitello (probabilmente viene ricoperta con una lamina una scultura in legno, che poi verrà bruciata), ciò che costerà la vita a quasi tutti i capifamiglia. Si prevede un viaggio breve e, quando Mosè lascia l’accampamento per andare a ricevere la Legge promessa da Dio, gli ebrei iniziano la fabbricazione dell’idolo. Desiderano forse appropriarsi della religione degli antichi padroni? Vogliono inchinarsi dinanzi alle ricchezze promesse da Dio agli uomini che lo amano? Ma la ricchezza è una forma di idolatria se non è inquadrata da regole morali.

Plus tard l’équivalence déjà posée entre l’argent et le sang deviendra, pour les ennemis des Juifs, une équivalence entre l’argent et Dieu, et donc entre Dieu, argent et sang. Un jour, diront-ils, le sang de Dieu sera échangé contre de l’argent. On ne sortira plus, dans l’antijudaïsme, de ce triangle infernal.

Il popolo degli Ebrei è stordito dagli avvenimenti che si sono succeduti: la fuga, l’attraversamento del mar Rosso, l’entrata nel deserto. lo sterminio dei capitribù. È allora che Mosè chiede di considerare come principale ricchezza un bene che non potrà essere né venduto né comprato ma che ciascuno potrà possedere: la Legge.

Moïse impose ainsi le Décalogue au peuple maté. Dix commandements qui fondent une morale, une éthique, et dont les dimensions sociales sont considérables. Ils exigent en effet le travail, imposent le repos hebdomadaire, interdisent la fabrication d’objets sacrés, protègent les contrats et la propriété privée, assimilent le vol à un rapt et le rapt à un meurtre.

Mosè assegna alla tribù di Levi la missione di far rispettare i Comandamenti.

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Jacques Attali, Les Juifs, le monde et l’argent. Histoire économique du peuple juif

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