Una precisa concezione del tempo e delle origini

A costituire l’essenza del genocidio non fu un imperturbabile antisemitismo, bensì il fatto che alcuni dei suoi esecutori presentassero così le proprie azioni. Il rifiuto dell’emozione era un meccanismo volto ad affrontare sentimenti di disagio morale, trasgressione, vergogna o senso di colpa. Uccidere persone è un’attività che non può lasciare impassibili poiché, per la maggior parte, gli esseri umani sono esseri morali che ci tengono a ritenersi tali. Le emozioni possono essere nascoste, negate o tenute a freno, ma da qualche parte affiorano, e costituiscono un aspetto fondamentale dell’antisemitismo nazista in ogni fase, a tutti i livelli, in ogni linea programmatica.  

Alon Confino intende indagare sul modo in cui l’immaginazione antiebraica fu concretamente vissuta dalla popolazione tedesca nelle manifestazioni collettive. Si propone di rivelare ciò che la gente rifiutava di ammettere per senso di colpa e consapevolezza di trasgredire norme morali. E se una linea di pensiero vede nella persecuzione e nello sterminio degli ebrei una fredda procedura burocratica e nella Shoah la risultante di impersonali processi amministrativi statali, bisogna pure dire che la persecuzione degli ebrei fu caratterizzata anche da brutali violenze individuali.

Quale immagine del tempo e della storia conferiva un senso e una legittimità alle loro (dei nazisti) drastiche misure di sterminio?

Alon Confino ha riletto con attenzione il libro “L’uomo Mosè e la religione monoteistica” di Sigmund Freud. L’ intuizione di quest’ultimo secondo la quale l’antisemitismo può avere la sua origine nel sentimento di invidia del cristianesimo nei confronti del giudaismo è inaccettabile per uno storico.  Tuttavia è di importanza capitale la presenza del passato e delle origini storiche con le quali una nazione dà un senso alla propria storia.  E dunque gli ebrei sono odiati perché rifiutano di essere salvati dal Figlio preferendo restare il popolo eletto.

Notte dei cristalli, immagini da Italia Israele

Per i tedeschi del 1938 la Bibbia rappresentava, fra le altre cose, la tradizione ebraica e cristiana del passato; dandola alle fiamme, essi esprimevano una precisa concezione del tempo e delle origini.

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Alon Confino, Un mondo senza ebrei. L’immaginario nazista dalla persecuzione al genocidio

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