Eliminare i lacci di un’antica tradizione

Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, nella Schlageterplatz di Fürth, viene bruciata la Bibbia ebraica: si ha in questo momento, durante la Kristallnacht, quella rottura morale che porterà all’idea di un mondo tedesco senza ebrei. Prima di quella data nessuno ha mai potuto immaginare una società tedesca in cui fossero cancellati ebrei e giudaismo.

Molti storici pensano che sia stato l’odio di secoli a spianare la strada e generare la Shoà. Nel suo libro Un mondo senza ebrei lo storico israeliano Alon Confino sostiene esattamente il contrario. Furono i nazisti, egli afferma, a dare un significato nuovo all’ antisemitismo e non il contrario.

Non fu il passato (dell’antisemitismo) a produrre il presente (dello sterminio), non fu l’odio antico a portare all’ Olocausto, ma furono i nazisti a dare una nuova interpretazione in grado di aderire alla loro visione palingenetica.

Berlino. Vetrine di un negozio appartenente ad ebrei distrutte durante la Notte dei Cristalli, 10 novembre 1938

Per creare un nuovo presente i nazisti selezionano dalla storia dei rapporti tra ebrei tedeschi e cristiani solo quegli elementi che possono essere adattati alla storia che essi vogliono riscrivere. E mentre sono decisi, sino all’ ultimo giorno di guerra, a proseguire nello sterminio degli ebrei, non seguono lo stesso comportamento per altre categorie di vittime come omosessuali, zingari, malati di mente.

…perché i nazisti consideravano lo sterminio degli ebrei così urgente e così decisivo per la loro sopravvivenza? Come mai tedeschi, ebrei ed europei percepirono lo sterminio come qualcosa di diverso da ogni altro genocidio perpetrato dai nazisti?

La risposta per Alon Confino sta nel fatto che gli ebrei sono, per i nazisti, l’ipostasi, la rappresentazione concreta del tempo, la sua natura e sostanza, il simbolo di una origine storica che va estirpata per consentire l’avvento di una nuova società nazista.

Quella delle origini è una metafora dell’ essere “nel tempo” che implica legittimità, radici e autenticità. Perseguitando e sterminando gli ebrei, i nazisti puntavano a eliminare i lacci di un’antica tradizione e del suo sistema morale, aprendosi così la possibilità di affrancare la propria immaginazione e di aprire nuovi orizzonti emotivi, storici e morali che consentissero loro di immaginare e di creare il proprio impero di morte.

È dunque per creare una nuova civiltà ed abbattere qualsiasi elemento culturale che abbia il significato di debito verso gli ebrei che i nazisti ritengono di dover estirpare tutto ciò che minaccia le proprie radici.

Gli ebrei erano latori di un passato il cui senso profondo non si misurava in termini concretamente politici, sociali ed economici, ma sulla base dei suoi attributi storici ed etici.

Alan Confino riporta le parole di Kafka: bisogna leggere i libri che mordono e pungono, che agiscano su di noi come una disgrazia, come se fossimo respinti nei boschi, come un suicidio. Confino non è completamente d’accordo: i libri possono regalare una speranza, un sorriso, una risata o anche la felicità.

Ma, naturalmente, Kafka vedeva acutamente che libri e storie plasmano la nostra identità interiore più profonda. I nazisti condividevano con gli ebrei la fede nella potenza del libro e nella necessità delle storie per dare un senso alla vita. Per questo volevano distruggere la Bibbia, la storia e la memoria ebraiche, e per questo gli ebrei vi si aggrapparono.

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Alon Confino, Un mondo senza ebrei. L’immaginario nazista dalla persecuzione al genocidio

Jpeg

 

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2 risposte a Eliminare i lacci di un’antica tradizione

  1. Velia Loresi ha detto:

    No, ovviamente. Solo, ho creduto opportuno soffermarmi, nella lettura, sulle motivazioni che hanno portato lo storico Confino a scrivere questo libro. Si tratta di poche pagine dell’ Introduzione ma le ho trovate molto interessanti. L’autore afferma che, prima di questa data, la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, probabilmente neppure lo stesso Hitler immaginava di poter arrivare alle camere a gas. Bruciare il libro sacro era qualcosa che superava ogni immaginazione e dava la possibilità ai nazisti di attuare il progetto di riscrivere la storia (probabilmente nel corso dei secoli era già accaduto qualcosa di simile ma ora c’era in più qualcosa, un progetto preciso di sterminio e la volontà di rifondare la storia su basi differenti. E certamente, gli ebrei in questo progetto davano fastidio). Da qualche parte devo avere un libro che non trovo nel quale si parla dell’incredibile spedizione inviata da Hitler sulle cime dell’Himalaia alla ricerca delle origini del popolo tedesco. Qualcosa che, quando ho letto il libro anni fa, quasi non avrei creduto se non ci fossero state le foto dei protagonisti della spedizione.
    Nel primo capitolo del libro sarà lo stesso autore a portare indietro il suo esame al 1933, quando Hitler verrà nominato cancelliere di Germania, e poi ancora più indietro ai primi anni del Novecento. Poi via via, conosco un poco la storia e so che gli ebrei sono stati perseguitati da sempre.
    Grazie per l’intervento, Barbara, e contestami o informami o correggi le mie affermazioni se lo ritieni opportuno.

  2. blogdibarbara ha detto:

    Ma tu pensi che il programma nazista di sterminio degli ebrei si sarebe potuto imporre così rapidamente e così facilmente senza un fertile substrato di antisemitismo ben radicato?

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