Un simbolo di tipo religioso e non razziale

Per parlare della tesi originale proposta da Alon Confino nel suo del libro “Un mondo senza ebrei” e riguardante quell’insieme di avvenimenti che, negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale, condussero allo sterminio degli ebrei, dovrei essere uno storico o uno studioso della Shoà.

Ma le mie note, oltre che testimonianza di un profondo interesse per le vicende millenarie del popolo ebraico, sono solo piccoli passi in quello che chiamo “il mio cammino personale di conoscenza”. Percorso che mi porta a fissare solo alcuni punti fondamentali (li registro nel mio diario) dell’analisi dell’autore, straordinariamente interessante già dalle prime pagine del libro.

Fürth, nella Baviera del Nord

10 novembre 1938: nella cittadina di Fürth, 80000 abitanti, non lontano da Norimberga, alcuni giovani in camicia bruna passano nelle case degli ebrei distruggendo le suppellettili e radunando le persone nella Schlageterplatz. Percosse, umiliazioni (non parlo della mia rabbia quando vengo a conoscenza di questi episodi, sicuramente rimasti impuniti), vengono bruciati oggetti rituali e, soprattutto, la Bibbia ebraica. 

 Ma perché proprio la Bibbia?

…gli studi sul regime hitleriano, anche quelli più acuti, non sollevano il problema, indicando nell’ ideologia razziale nazista la fonte originaria di motivazioni, credenze e valori che portarono all’ Olocausto. Secondo tale approccio, le motivazioni naziste derivavano dall’ obiettivo di costituire una società fondata su un concetto biologico di razza. Ma se l’importanza dell’ideologia razziale per il nazismo è fuori discussione, l’identità antiebraica da esso creata presenta contorni più complessi. Bruciando la Bibbia, i nazisti rivolgevano il proprio furore contro un simbolo di tipo religioso e non razziale.

Edizione moderna del Tanak. Le tre lettere TNKh componenti il termine Tanakh sono le iniziali dell’espressione Torah, Nebi’îmKetubîm, (תורה  Torah, נביאים Profeti, כתובים Scritti), e corrispondono alle tre parti in cui si divide l’opera.

Bruciando la Bibbia, si manifestava preoccupazione per le radici originarie  e l’autorità morale ebraica. Per spiegare la Shoà non è sufficiente fermarsi alle componenti razziali, occorre esaminare nuove possibilità interpretative.

Un intero universo di significati va perduto se si assumono l’ideologia razziale, l’escalation bellica e la burocrazia dello sterminio come categorie dominanti nella spiegazione dell’Olocausto.

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Alon Confino, Un mondo senza ebrei

Jpeg

Informazioni su Velia Loresi

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