Identità

Avevo nella mia libreria Oltre la disperazione di Aharon Appelfeld già da alcuni anni. Solo per caso, non essendo ancora pervenuto il libro che avevo richiesto online, ho iniziato a sfogliarlo. Sono rimasta stupita, scoprendo un libro di straordinaria bellezza, il racconto del percorso di un ragazzo  partito da Czernowitz e sfuggito a Satana e di un popolo che ritrova le sue radici nel momento in cui sta per perderle. Una testimonianza eccezionale che mi prende e commuove sempre più man mano che procedo nella lettura.

Della Prima lezione, bellissima, trattengo solo poche note e considerazioni dello scrittore, tra le tante.  

Czernowitz, detta “La piccola Vienna”.  Sinagoga

Sono nato nella città di Czernowitz, che era allora molto ebraica e anche molto assimilata -era un luogo amabile, dall’atmosfera viennese visto che fino alla Prima guerra mondiale la regione si trovava sotto l’impero asburgico. Gli ebrei di Czernowitz desideravano più di ogni altra cosa essere come i viennesi, il cui fascino era tale che financo persone colte e sensibili come loro, persone dotate di un buon livello di autocritica, non trovavano nulla di riprovevole nel proprio rifiuto di sé.

Non c’era quasi più posto per l’ebraismo, considerato ormai un ingombrante anacronismo. Ma ecco all’ improvviso il confronto con l’orrore, terre sconosciute, aree di transito, desolate stazioni ferroviarie, campi con migliaia di ebrei separati dai propri cari; ebrei tedeschi e austriaci accanto a ebrei dei ghetti, a lungo ignorati.  Sofferenza fisica e, dentro, l’angoscia, un’agonia spirituale: chi e che cosa è un ebreo?

 Aharon Appelfeld

I bambini che si erano salvati crebbero come animali braccati, chiedendosi perché venivano perseguitati. La vecchia autodiffamazione ebraica, afferma Appelfeld, li perseguitava: pensavano che fossero le loro orecchie grandi, o la paura del buio la causa di tutto. Bastava eliminare quei difetti per non farsi riconoscere come ebrei.

Impararono presto, nei boschi e nelle campagne dove vagavano, a nascondere quel loro ebraismo che, tuttavia, a poco a poco, andavano riscoprendo.

Fu presumibilmente allora che si riannodarono i fili che ci legarono alla fiammella della nostra identità. Sapevamo bene che quell’ identità ci aveva trasformato in facile preda, ma senza di essa la nostra esistenza sarebbe stata ancora più squallida.

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Aharon Appelfeld, Oltre la disperazione

Jpeg

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