Un urlo contro la sua condizione

Non ripongo questo bel libro, Carciofi alla giudia di Elisabetta Fiorito, senza conservare alcune riflessioni che mi sembrano significative e meritevoli di riflessione.

Nel corso di una conversazione, Rosamaria  chiede a David che cosa pensi di Shylock, il personaggio del Mercante di Venezia,  e della sua pretesa di avere una libbra di carne. Nell’opera di Shakespeare Antonio, che disprezza gli ebrei, ha chiesto un prestito all’usuraio Shylock. L’usuraio, ebreo, accetta ma pone una condizione: chiede come garanzia del prestito una libbra della carne di Antonio.

 “Adoro Shakespeare, ma purtroppo il Mercante di Venezia è un testo antisemita. Solo chi conosce la storia degli ebrei può capire chi è veramente Shylock. È un uomo arrabbiato per la sua condizione. La gente lo odia perché è uno strozzino, o meglio uno che presta denaro a interesse, lavoro vietato ai cristiani nel Medioevo e concesso agli ebrei insieme a pochi altri mestieri. La pretesa della libbra di carne in realtà è un urlo contro la sua condizione.” 

Skrik (L’urlo) di Edvard Munch,  realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello, 

David spiega che, sì, Shylock appare antipatico ma si tratta solo della maschera veneziana dell’ebreo attaccato al denaro. Non è un personaggio reale e tuttavia, paradossalmente, nella realtà viene usato contro gli ebrei.

“L’attaccamento al denaro è dovuto a un’esigenza bel precisa: facendo parte di una minoranza perseguitata, bisogna sempre prepararsi al peggio, io sono dovuto scappare dalla Libia. Quando fuggi, le uniche cose che contano sono oro, denaro liquido e un mestiere trasportabile come il medico o l’avvocato.”

Al Pacino, interprete del film The merchant of Venise diretto da Michael Radford nel 2004

 David precisa ulteriormente il suo pensiero.

Non siamo un popolo che ama poltrire. Dio crea il mondo in sei giorni, e solo il settimo si riposa; l’ebreo si alza ogni mattina sapendo che deve proseguire l’opera, deve creare, deve lavorare, non è pigro, non aspetta la divina provvidenza. Il denaro, però, non va sprecato, perché un domani potrebbe essere utile. Si lavora, si risparmia e si investe.

Sono disgustata da quel modo particolare di manifestare il proprio antisemitismo che, ancora oggi, dopo tanti secoli, si basa su un presunto eccessivo attaccamento al denaro da parte degli ebrei, con tutte le falsità che ne conseguono.  

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Elisabetta Fiorito, Carciofi alla giudia

Jpeg

 

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