Dispregiativo uso del solo patronimico

Le leggi razziali, o meglio razziste, del 1938 trasformarono di colpo, scrive Silvia Mazzocchi, scrittrice e poetessa, nel suo testo inserito in “Ebreo chi?”, i cittadini italiani di religione israelitica in cittadini di razza ebraica. Per alcuni di loro, che non possedevano gli strumenti adatti ad analizzare correttamente gli avvenimenti degli anni precedenti, fu una sorpresa.

Le leggi razziali furono tuttavia una vera sorpresa solo per pochissimi. La maggior parte già si attendeva l’emanazione di provvedimenti restrittivi per gli ebrei, anche se soltanto qualcuno poteva arrivare a immaginarsi l’adozione di “norme” di poco discoste dal tristemente famoso Gesetz zum Schutze des deutschen Blutes und der deutschen Ehre del 15 settembre 1935, la “legge per la difesa del sangue tedesco e dell’onore tedesco”, nonché la prima delle disposizioni tristemente destinate a passare alla storia sotto il nome generico e onnicomprensivo di “leggi di Norimberga”.

Il censimento del 28 agosto 1938 non fu soltanto un atto amministrativo. In realtà l’obiettivo era contare e schedare tutte quelle persone che si intendeva successivamente escludere dalla vita della nazione.

L’autrice ripercorre la vita di Benvenuto Pacifici, che, nato nel 1909, ha vissuto gli anni delle leggi razziste sino alla Shoà in cui persero la vita tanti suoi familiari.

Benvenuto, licenziato dalla società milanese nella quale lavora, non è sorpreso dalle leggi razziali. È, tuttavia, sconvolto dalla violenza che esse dimostrano e dal fatto che molte persone che considerava amiche smettono di rivolgergli il saluto.

Si sposa con Laura Contini che riesce a conservare in parte il suo posto di insegnante.

…nel luglio del 1939 nasce a Milano il loro unico figlio Giorgio, di cui l’atto di anagrafe del Comune di Milano n. 2710 dell’anno 1939 R.01 P.1S. ci restituisce la seguente informazione: “Pacifici, di cui all’ atto qui contro steso è considerato di razza ebraica, in relazione alla denunzia risultante dal verbale inscritto in questi registri”.

Offre qualche motivo di riflessione il freddo, dispregiativo uso del solo patronimico per un bimbo di pochi giorni, che dà bene l’idea del tipo di clima emotivo successivo all’ applicazione delle “leggi razziali”.

Sarebbe bello sapere che non è stato dimenticato il nome del solerte impiegato che ha redatto la registrazione, a memoria della devastazione causata dalle leggi razziste e dall’ indifferenza di tanti.

Benvenuto con la moglie e il figlioletto viene nascosto e protetto prima nell’ azienda vinicola dei fratelli Rinaldi, poi nel convento delle suore di Santa Gemma Galgani.

Sono pure tanti coloro disponibili, anche a costo della propria vita, a fornire aiuti di ogni tipo. Ma non è possibile parlare di un generale sentimento di solidarietà nei confronti di chi, colpito dai provvedimenti razzisti, non sa come sbarcare il lunario. Anche se non si può negare che vi furono molti esempi individuali di sostegno, da un punto di vista sociale di fatto certamente mancò un’idea collettiva di ingiustizia che potesse ingenerare un comune sentimento di ribellione (che, nel caso di specie, non ci fu mai).

Dopo la guerra, Benvenuto viene reintegrato nell’azienda, in cui prima era dirigente, col grado di vicemagazziniere. Per la restituzione dei suoi beni, deve ricorrere all’intervento di avvocati. È importante conservare, conclude Silvia Maiocchi, la memoria del gravissimo oltraggio arrecato da leggi vergognose a italiani che erano uguali a tutti gli altri italiani. 

Giorgio Pacifici, sociologo e saggista, nato a Milano nel luglio del 1939 da Benvenuto e Laura Contini.

Qui, in un’intervista su Il Foglietto: https://ilfoglietto.it/il-foglietto/4389-il-male-e-il-bene-intervista-al-sociologo-e-saggista-giorgio-pacifici.html

Silvia Maiocchi, Un ebreo italiano dalle leggi razziste alla Repubblica

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Ugo G. Pacifici Noja e Giorgio Pacifici, Ebreo chi? Sociologia degli ebrei italiani oggi.

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