Conversioni e rientri

Quanto al resto, il rabbino capo si limitò a qualche domanda, intervallata da lunghi silenzi. Il rabbino capo è sempre solito riflettere molto tra una frase e l’altra. Quando alla fine parla, hai sempre la sensazione di non averlo mai del tutto convinto, qualunque cosa tu abbia potuto dire. Per poter apprezzare le sue doti di oratore fornisco un consiglio a chi sia interessato: andate ad ascoltarlo a lezione di Talmud. Lì dà il meglio di sé, con un’esposizione, chiara, precisa, dottissima, spesso condita da piccoli motti di spirito.

Quando invece deve interessarsi di conversioni e rientri, le cose cambiano. Lo capisco. Chi è quella persona che ama davvero ogni cosa del suo lavoro? Capita a tutti di trovare noioso, o inutile, qualcosa che si deve fare perché fa parte delle nostre responsabilità, ma di cui si farebbe volentieri a meno. Chissà che si deve provare a trovarsi davanti a degli sconosciuti che, magari con un’aria un po’ naïve, oppure esaltata, o romantica, chiedono di far parte delle Tribù d’Israele, quasi sempre senza rendersi conto di quello che la cosa comporta.

Massimiliano Boni, Questi sono i nomi. Storia di un ritorno

Testimonianza, divertente e ironica, di un “rientro”.

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Ugo G. Pacifici Noja e Giorgio Pacifici, Ebreo chi? Sociologia degli ebrei italiani oggi

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