Nelle nostre mani

La domanda finale che Schuster e Boschert-Kimmig pongono a Elie Wiesel nel libro “Dove si arrende la notte” è “Dio e l’uomo hanno una chance per il futuro?”. Wiesel si rivolge alle giovani generazioni, dice di aver riposto  molta speranza in loro.

Elie Wiesel

C’è una storia meravigliosa, una vecchia leggenda, della quale ho recuperato la fonte talmudica: un re venne a sapere che nel suo regno viveva un uomo saggio, un uomo che parlava tutte le lingue del mondo Poteva ascoltare il cinguettio degli uccelli e capire il loro canto. Poteva interpretare l’aspetto delle nuvole e capirne il significato. Poteva leggere nei pensieri degli altri uomini. Il re mandò uno da lui perché lo conducesse al suo palazzo. L’uomo saggio arrivò.

Il re gli disse: “È vero che conosci tutte le lingue?”.

“Sì, maestà”.

“È vero che puoi ascoltare gli uccelli e ne riconosci il canto?”.

“Sì, maestà”.

“È vero che riesci a leggere nei pensieri della gente?”

“Sì, maestà”.

Allora il re disse: “Nelle mie mani, dietro la mia schiena, ho un uccello. Dimmi: è vivo o è morto?”.

L’uomo saggio ebbe paura, Poiché capì che qualunque cosa avesse detto, il re avrebbe potuto uccidere l’uccello. Egli fissò il re e per un po’ di tempo tacque. Infine disse una cosa, che vorrei dire anche ai miei lettori:

“La risposta, maestà, è nelle Sue mani”.

Lei ha chiesto del futuro. La risposta è nelle nostre mani.

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Johann Baptist Metz-Elie Wiesel in dialogo con Ekkehard Schuster e Reinhold Boschert-Kimmig, Dove si arrende la notte. Un ebreo e un cristiano in dialogo dopo Auschwitz

Jpeg

 

Informazioni su Velia Loresi

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