Hanno detto 1


VERGOGNA …le democrazie occidentali, invece di accusare Hamas di terrorismo, non solo verso Israele ma anche verso i propri cittadini, continuano a non vedere la differenza tra chi aggredisce e chi si difende. Odio verso gli ebrei, odio verso Israele. Che vergogna essere europei. Angelo Pezzana, 8 agosto 2018

L’ INCHIOSTRO  E perché Hamas li manda a morire, invece di manifestare in maniera da poterne garantire l’immunità?
Perché col sangue delle vittime si compra l’inchiostro dei titoli dei giornali. Ugo Volli, 15 maggio 2018

ACCOGLIENZA …un Paese senza confini protetti è un Paese particolarmente esposto ad ogni genere di attività criminale. Terrorismo, narcotraffico e tratta di esseri umani prosperano in una nazione che si riempie la bocca, in modo ipocrita, della parola “accoglienza”. L’immigrazione è un fenomeno umano che esiste fin dalla notte dei tempi, ma va gestita in modo razionale e lungimirante, senza ideologie e con uno sguardo intelligente, pensando a cosa e, soprattutto, chi c’è realmente dietro questo fiume in piena di migranti… Stefano De Angelis, 26 giugno 2018

 PENA Il sentimento di pena ormai sovrasta quello del disgusto politico, che assemblea rincitrullita e autolesionista, al di sotto di ogni critica fattuale: l'Onu mercoledì ha passato una risoluzione che ha condannato Israele per uso «eccessivo, sproporzionato e indiscriminato della forza» durante i recenti scontri in cui i militanti di Hamas hanno portato la gente di Gaza a cercare di sfondare il confine con Israele coprendo gli armati con manipoli prezzolati. E ha rifiutato persino di aggiungere alla mozione un emendamento americano in cui almeno si condannava Hamas per tutto il male che fa alla sua popolazione che domina con la violenza, senza dargli nessuna speranza, fuorché quella di uccidere. Fiamma Nirenstein, 15 giugno 2018

UNA SCELTA STORICA Quella politica di dare forza e soddisfazione ai nemici aggressivi con la speranza che si chetino non ha mai funzionato e non l’ha fatto neppure questa volta. Rafforzare e premiare i nemici, come ha fatto sistematicamente Obama e come vuol fare l’Europa, è la ricetta per la guerra e per la sconfitta. Trump ha fatto il contrario, ritornando alla politica che ha fatto grande l’America e ha salvato il mondo nell’ultimo secolo da fascismo, comunismo e speriamo lo faccia con l’islamismo. La sua scelta è davvero storica. Ugo Volli
TUTTI …gli islamici si sono insediati in tutto il Medio Oriente e TUTTI i popoli invasi hanno perso la propria cultura, le proprie tradizioni, i propri abiti tradizionali, i propri nomi e, più d’uno, la propria lingua. Si sono insediati in tutto il nord Africa e TUTTI i popoli invasi hanno perso la propria cultura, le proprie tradizioni, i propri abiti tradizionali, i propri nomi e TUTTI, SENZA ECCEZIONE, la propria lingua. Ora si stanno insediando in Europa (sì, lo so, siamo paranoici. E xenofobi. E islamofobi e razzisti e fascisti e naturalmente sionisti, che come tutti sanno è peggio che ladro assassino stupratore pedofilo messi insieme). Barbara Mella

UNO STATO Oggi abbiamo uno stato. Ci possiamo difendere meglio di quando dovevamo ribellarci a mani nude nel ghetto di Varsavia. Quando arrivano dei terroristi impugnando la svastica per cercare di ammazzarci, usiamo i fucili. Quando allestiscono delle basi per bombardarli, usiamo l'aeronautica. Per questo odiano Israele: perché gli impedisce di scannare gli ebrei a piacimento. Ugo Volli

INVASORI Migliaia di persone armate che vogliono sfondare i confini di uno stato sovrano sono degli invasori che vanno fermati in tutti i modi.
 Si vergogni l'Europa, si vergogni l'Italia. Vergognatevi tutti. 
 Ma rassegnatevi, Israele è qui per restare e per vivere bene nonostante la barbarie presente ai suoi confini. Deborah Fait, 7 aprile 2018°°°

Noi sottoscritti Vauro, Boldrini, Papa Francesco, insieme con i giornalisti dell'Ansa, ci impegniamo a commemorare gli ebrei e a rispettarne la memoria.

A noi gli ebrei piacciono così.

Ci piacciono dietro i cartelli ‘il lavoro rende liberi, con addosso solo la pelle.

Ci piacciono mucchi di cadaveri esposti alla neve e al vento finché qualcuno verrà a fotografarli per dire che si’, è stato davvero.

A noi gli ebrei piacciono con gli sguardi impauriti in bianco e nero, esseri indifesi portati alla morte davanti ai sorrisi degli indifferenti.

Ci piace commemorarli questi ebrei, ci piace aprire musei con i loro oggetti rituali conservati a dovere.

A noi gli ebrei piacciono quando stanno zitti, quando viene tolto loro il diritto di parola. Ci piacciono quando i fucili sono puntati verso di loro. Ci piacciono prostrati a terra, espropriati, espatriati, deportati, massacrati. Ci piace averne pena.

Invece questi ebrei hanno alzato la cresta.

Osano impugnare le armi per difendere la loro terra, quel fazzoletto che l’Onu ha pensato di concedere loro come rifugio dopo che sei milioni di loro erano stati trucidati nei nostri stati, nel nostro continente, nel nostro mondo, con l’aiuto de nostro silenzio e della nostra indifferenza.

Parlano, discutono, controbattono persino, questi discendenti di Abramo.

Hanno addestrato i loro figli a non farsi più portare come bestie al macello.

Hanno insegnato il diritto alla vita anche degli ebrei, nonostante gli sia stato negato per secoli e secoli.

Ma chi si credono di essere per definire terrorista chi imbraccia mitragliatrici per falciarli nei bar, nei ristoranti, chi si imbottisce di tritolo e di chiodi per continuare il lavoro dell’inquisizione, dei progrom, dei nazisti?... Gheula Canarutto Nemni

CONTINUARE A CREDERE …per la prima volta, qualcosa è accaduto: il mio Direttore mi ha chiesto di non demordere, di presentarmi a quell’incontro col Rettore e di provarci lo stesso, di continuare a credere di poter cambiare le cose attraverso lo strumento del dialogo. Forse a voi sembrerà del tutto normale, invece così non è: occorre coraggio per scrivere anche solo quelle parole. Poche righe che mi hanno permesso di capire che non tutto è perduto: non siamo tutti pronti a voltare lo sguardo, c’è ancora chi crede che un’altra strada sia possibile, c’è ancora chi crede che un antifascista non sia colui che intimidisce gli altri o colpisce i poliziotti con bombe carta imbottite di chiodi. Daniela Santus, 4 marzo 2018

STUPIDAGGINI  Abbiamo letto e riletto su cosa si basano Le accuse contro Bibi, sono un elenco di stupidaggini senza fondamento. Ha ricevuto regali, terribile, persino champagne rosèe, persino sigari di ottima marca, nell’arco di 20 anni, quando ancora non era premier. Gli stupidi vorrebbero un presidente del consiglio francescano, purtroppo per loro a Bibi piace bere bene e fumare meglio.
E’ vero, Ben Gurion viveva in una casetta nel Neghev, Golda Meir in due camere e cucina dove incontrava i suoi ministri preparando lei il caffe’.
Bellissimo, tutti l’abbiamo amata la nostra Golda e il Padre di Israele ma i tempi sono cambiati. Nel corso di mezzo secolo Il mondo è cambiato radicalmente, Israele è cambiato, è un paese ricco. Era un paese socialista e oggi è un paese capitalista.
E allora? Israele vive affacciandosi al mondo, non rinchiuso su se stesso.
Sono sincera, se un premier lavora bene per il proprio paese, se lo rende grande, forte e sicuro, che me ne importa se pasteggia a champagne e se mangia chili di gelato, se un amico ricco gli fa dei regali! Deborah Fait, 17 febbraio 2018

L'INDIFFERENZA …Il prossimo 27 gennaio ricorrerà il Giorno della Memoria e in quell’ occasione sentiremo certamente e giustamente parlare dell’indifferenza che ha permesso l’attuazione della Shoà. Oggi dobbiamo dolorosamente constatare che quell’ indifferenza continua ancora. Assistiamo sempre più frequentemente a manifestazioni di antisemitismo che non è mai stato del tutto debellato e che, come un virus, si è mutato in quelle subdole forme di antisionismo che non sembrano provocare le reazioni di indignazione e di scandalo che dovrebbero suscitare Purtroppo, queste manifestazioni di odio antiebraico non sono una novità né in Medio Oriente né in diverse città europee. Assistiamo a continui episodi di antisemitismo in Francia e in Svezia senza che ciò susciti rilevanti reazioni di indignazione...Rav Alfonso Arbib, gennaio 2018

SPECIALISTI DI MORALE  …gli specialisti di morale che devono abbondare dalle parti del Palazzo Chigi, di Gentiloni e della Farnesina di Alfano spiegano che “pecunia non olet”. Va bene, capisco l’amicizia dell’Italia e magari l’adesione all’Unione Europea che qualcuno vorrebbe per avere “più Europa” (per citare una lista elettorale che forse sarebbe realistico chiamare “più Islam”). Anche se a dir la verità è l’Europa a pagare Erdogan per soddisfare i suoi ricatti sugli immigranti, come in genere paghiamo noi con le nostre tasse tutte le dittature. Questa è la strana realpolitik dell’Europa, cui naturalmente l’Italia si adegua. E magari entra in concorrenza con la Francia e la Germania a chi si inchina di più e paga di più i dittatori. Va bene. Non sono d’accordo, ma non posso farci niente. E però, spiegatemi, se la morale è quella del portafoglio e dell’ ”interesse nazionale”, perché ve la prendete con l’ ”America first” di Trump? O forse il mestiere dell’America dev’essere di fare lo zio Paperone scemo come e più dell’Europa? Come l’Europa perché, secondo gli intelligentoni della politica europea, dovrebbe finanziare i suoi nemici come facciamo noi. Più dell’Europa, perché vorremmo che finanziasse anche noi, assicurasse gratis la nostra sicurezza e accettasse con l’umiltà del neofita i nostri giri di valzer con le dittature. Ugo Volli, 4 febbraio 2018

NON ABBANDONIAMOLI Se l'Europa anziché pensare agli affari con gli ayatollah si decidesse ad aiutare il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà? Aiutiamoli, non abbandoniamoli, impediamo che tutto finisca nel sangue come la precedente rivolta quando il Movimento Verde fu abbandonato dall'occidente e represso con la violenza dalle canaglie iraniane al governo nel 2009. L'occidente non si copra gli occhi come aveva coperto le bellissime statue romane al passaggio di Rouhani. Deborah Fait, 2 gennaio 2018

L’ULTIMA IGNOMINIA I politici italiani devono essere lasciati soli con la loro vergogna. Giovedì, 21 dicembre, l'Assemblea Generale dell'ONU, con 128 scandalosi voti, ha abbandonato e calpestato Israele per l'ennesima volta. Ricordiamola questa data e ricordiamo quei nomi, come hanno detto Trump e Nikki Haley, facciamo in modo che sia l'ultima ignominia contro il popolo ebraico e la sua Terra. Deborah Fait, 23 dicembre 2017

LA PACE REGNA INCONTRASTATA Durante una conferenza stampa che segue una riunione dell’Onu a Ginevra, Arafat accetta «il diritto di tutte le parti del conflitto mediorientale ad esistere in pace ed in sicurezza» ed aggiunge: «Ribadisco la nostra rinuncia completa e assoluta a qualsiasi forma di terrorismo». Con questa dichiarazione l’OLP mette ufficialmente fine all’impiego del terrorismo come forma di lotta politica. Ed è per questo che da ventinove anni, in Medio Oriente, la pace regna incontrastata. Barbara Mella 14 dicembre 2017

UN VUOTO TOTALE …non c'è più una specificità della sinistra, un'ideologia o una teoria politica che si qualifichi come sinistra: quel che pretendono è di essere "umani", di "badare all'individuo", insomma di essere buoni. La debolezza teorica coincide con l'intolleranza e l'incomprensione. Perché se loro sono umani, chi gli si contrappone dev'essere inumano, se loro sono buoni, gli avversari devono essere per forza cattivi. Poi hanno delle politiche tradizionali: gli piace "accogliere" i clandestini, far crescere la burocrazia, aumentare le tasse, far crescere il controllo statale sull'economia. Ma non sono in grado di spiegare perché. E quando i "cattivi" vincono, proponendo un'altra politica per esempio sull'immigrazione in Europa o sui rapporti coi movimenti palestinisti (cioè filoterroristi) in Israele, non capiscono, restando stupiti e disorientati, anzi si offendono e pronunciano filippiche sulla decadenza dei tempi e dei costumi, sulla stupidità degli elettori, sull'ingratitudine di chi non li segue più. Insomma, un disastro, un vuoto totale. Ugo Volli, 19 novembre 2017

OSCURANTISMO Magdi Allam da anni è ormai un personaggio scomodo, molto politicamente scorretto per il semplice fatto che, da ex musulmano, ha il coraggio di criticare apertamente l'islam e di dire pane al pane e vino al vino su questa società subculturale, non mi va di definirla religione, che sta infestando il mondo intero con idee oscurantiste,antisemitismo, barbarie terrorista. Deborah Fait, 11 novembre 2017

GLI IMBECILLI COLTI ...io di antisemitismo intorno a me ne ho sempre visto tanto, gente semianalfabeta, gente con un diploma, gente laureata… Non c’è nessuna differenza. Con argomenti tipo “Se perfino la liberalissima repubblica di Venezia li ha chiusi in un ghetto, ci sarà pure un motivo!” E questo non faceva parte della schiera degli analfabeti. Barbara Mella

PIU’ ATTENTI  Alla prima occasione mi riprometto di chiedere a qualche rappresentante del governo italiano quale sia davvero la politica italiana nei confronti di Israele: amicizia concreta o un continuo ed opaco oscillare? Avevano promesso che dopo la miserevole vicenda dell’astensione italiana all’Unesco ci sarebbero stati più attenti. Anche noi la prossima volta, al momento di andare a voltare, staremo più attenti. Daniele Scalise, 30 ottobre 2017

FINE DELLE IDEOLOGIE In un mondo guidato dagli interessi e non dalle utopie totalitarie, ha tutto da guadagnare Israele, che ha scienza, tecnologia, competenza agricola, capacità commerciale, forze armate all’ avanguardia e ora anche molto gas. Ugo Volli, 28 ottobre 2017

RIVOLUZIONE EMANCIPATRICE Come la Chiesa e gli ebrei, anche i musulmani di Francia devono adattare la loro religione ai paesi in cui vivono. Abbiamo il diritto di criticare l’islam perché ci sono dei passaggi nel Corano che sono criticabili, violenti, misogini, omofobi, che invitano a uccidere. Bisogna ugualmente condannare il reato di apostasia, perché oggi i musulmani non hanno libertà di coscienza, né il diritto di mettere in discussione la fede che hanno ereditato. E’ una rivoluzione che sarà salutare, emancipatrice ed è giunto il momento di farla. Lydia Guirous

SLOGAN …quella pubblica opinione non informata che si nutre di immagini televisive e che quindi non conosce la Storia del Medio Oriente in tutti i suoi aspetti, per cui lo slogan vaticano della domenica mattina ‘si costruiscano ponti e non muri’ basta e avanza. Angelo Pezzana, 30 settembre 2017

CULTURES DE MORT L’immense nouvelle des 30 ou 40 prochaines années sera donc la disparition des populations européennes, dont les ancêtres ont créé le monde moderne. Et avec ces populations disparaitront les nations européennes si diverses et si complémentaires qui ont fait l’immense succès du « vieux continent » depuis cinq siècles au moins. Comme le disait Toynbee, les civilisations ne meurent pas assassinées, elles meurent parce qu’elles se suicident… Ce suicide, comme tout suicide est un refus de la vie. Dans le fond, l’Europe va mourir parce qu’elle a refusé la vie en privilégiant les cultures de mort. Charles Gave, 10 settembre 2017

RESPONSABILITA’ L’Islam potrebbe farci poco male se non lo importassimo in Europa. Ogni attentato che avviene in Europa è responsabilità politica dei politici, dei capi religiosi, dei giornalisti, degli intellettuali che hanno protetto l’invasione. Ugo Volli, 27 agosto 2017

PER CAPIRE …la risorsa diplomatica più importante di Israele oggi è la sua capacità di mettersi d’accordo direttamente con i protagonisti locali (Egitto, Arabia ecc.) e i grandi leader internazionali (Usa,Russia, India, Cina), al di là del folklore delle mozioni degli organismi internazionali e delle manifestazioni, persino degli attentati palestinisti. Non confondere i due piani è essenziale per capire quel che succede in Medio Oriente. Ugo Volli, 23 agosto 2017°°°

SOLIDARIETA’ E quando Israele li metteva in guardia: "incominciano con noi, continueranno con voi" si mettevano a ridere. Adesso piangono, dispiace, certo che dispiace molto. Israele è solidale, la facciata del Comune di Tel Aviv, accanto alla bandiera di Israele ha illuminato una bandiera spagnola gigante. Vorrei lo facessero anche in Europa quando siamo noi israeliani a morire ammazzati. Deborah Fait, 19 agosto 2017

IL DONO DEL SILENZIO  I cretini non conoscono il dono del silenzio. Riprende: beh, se Israele è così preoccupato della propria sicurezza qualche domanda dovrebbe porsela. Io: tipo? Lui: insomma, se c’è il terrorismo una ragione ci sarà pure. Io: ce ne sono molte, e una di queste è che il mondo è pieno di idioti come te. Daniele Scalise, 7 agosto 2017

PARANOIA L’antisemitismo dei regimi totalitari era una costruzione ideologica dai tratti profondamente paranoidi. Ma in un’epoca postideologica restiamo in balìa dello schema vuoto della paranoia, che può cambiare bersaglio secondo le convenienze, pur di proiettare il male su un’entità qualunque fuori di sé. Non abbiamo a che fare con antisemiti venati di paranoia, ma con paranoici venati di antisemitismo. Guido Vitiello, 15 luglio 2017 

ESTREMA SINISTRA…il fascismo e l’antisemitismo oggi sono qui: nell’azione convergente dell’estrema sinistra anticapitalista e dell’islamofascismo. Un antifascista oggi è “islamofobo” e si batte contro l’estrema sinistra di black block e compagni. Tutto il resto, bagnini, sindaci mussoliniani, deputati screanzati è solo una distrazione. Il nemico c’è, è pericoloso, è fascista (nei suoi tratti islamisti più estremi certamente anche nazista). E’ contro di loro che bisogna combattere. Ugo Volli, 18 luglio 2017

LA CHIUSURA DELL’UNESCO…non bisogna prendere sul serio l’Unesco, che a quanto pare sarà presto diretto da un ayatollah iraniano, ma badare soprattutto ai rapporti di forza internazionali veri, in cui Israele è piazzato meglio che in qualunque momento passato dalla sua fondazione. Ma nel frattempo, a chi interessa la cultura (anche se magari non Israele) conviene chiedere la chiusura dell’Unesco. Immaginate quante cose utili si potrebbero fare invece di dichiarare patrimonio dell’umanità la “cultura della birra in Belgio. Ugo Volli, 9 luglio 2017

L’UNESCO E LE TOMBE DEI PATRIARCHI …ecco che della gente che si autoproclama “palestinese”, appropriandosi del nome che era degli ebrei fino al 1948, gente inventata nel 1967 dalla fantasia maligna di Arafat e che, in 50 anni di storia, non ha fatto altro che terrorismo, gente che non è stata capace di produrre altro che parassitismo, miseria e violenza, ecco che questa gente ci sta rubando tutto. Non avendo una storia propria, i palestinisti hanno pensato bene di rubare la nostra, complice il mondo intero. Non potendo eliminarci in guerra lo fanno psicologicamente scippando i nostri siti storici, cercando di tranciare di netto le nostre radici millenarie. Deborah Fait, 8 luglio 2017

SPAZZATURA DELLA STORIA …la Storia non ricorda nessuno Stato palestinese salvo quello inventato per contrastare lo Stato d’Israele, con stragi, terrorismo, delegittimazione. La carta straccia delle risoluzioni dell’Unesco, insiemea quelle dell’Onu, trabocca ormai dai sacchi della spazzatura della Storia. Fiamma Nirenstein, 8 luglio 2017

IL BARACCONE L’ultima schifezza dell’ONU, sempre quel carrozzone di canaglie antisemite, è una proposta di lavoro, pubblicata sul sito web dell’agenzia Unops , per un responsabile di progetto a Gerusalemme, Palestina. È incredibile, si tappa un buco e si apre una voragine. Nikki Haley ha persino minacciato di cancellare le quote USA dal Comitato per i Diritti Civili, UNHRC , se non la smettono con il loro antisemitismo compulsivo e adesso ecco che un altro ufficio dello stesso baraccone, con grande tranquillità, va a piazzare Gerusalemme in Palestina. Deborah Fait, 17 giugno 2017

RIFORMA…chi parla di una possibile «riforma» dell’Islam si inganna: la fede deve trasferirsi nella sfera privata di chi fa questa scelta e smetterla di voler dettare legge nella vita pubblica, sui corpi e le persone. Solo allora la minaccia che incombe su tutti noi potrà essere sconfitta davvero. Hamed Abdel-Samad

DISCREDITO Tra la scelta della Commissione sui diritti delle donne di includere una tirannia come l’Arabia Saudita e quella dell’Unesco di farsi maggioranza con una risoluzione ostile non solo allo Stato di Israele ma agli ebrei in quanto tali, l’Onu ha nel giro di una settimana raggiunto il livello più alto di discredito. Pierluigi Battista

 EREDI  Se vi capiterà di andare a una manifestazione del 25 aprile e subire gli insulti di gente che ostenta la bandiera rossa, non impressionatevi: gli eredi di Hitler oggi sono loro, non gli sparuti estremisti di destra. Ugo Volli, 19 aprile 2017

 LEGITTIMO È ora di affermare con chiarezza che il ritorno di Israele in Giudea e Samaria è legittimo e non è immorale. David M. Weinberg

 GUERRA …questa «guerra mondiale», anche a costo di violentare precedenti convinzioni, dovremmo seguirla senza partito preso, riconoscendo che talvolta può capitare a Putin di fare una scelta efficace e persuasiva, così come talvolta è capitato e capiterà a Trump. E un giorno, forse, capiterà all'Europa, fino ad oggi specialista nel versare ettolitri di lacrime su questo o quel misfatto e nel definire «inaccettabili» le non poche imprese criminali compiute da qualcuno dei contendenti, senza poi sentirsi in dovere di trarre le conseguenze da quella mancata accettazione. Mai, neanche una volta. Paolo Mieli, 11 aprile 2017 

 LITANIE …meglio seguire le solite litanie che impongono parole e temi chiave per dare un’immagine distorta di Israele. Un giornalismo che non si pone domande, che accetta di allinearsi alla corrente che vede nella critica a Israele l’unico modo per raccontarlo. Angelo Pezzana, 1 aprile 2017 

 ANTISEMITI Mi rivolgo quindi a voi con lo scopo di ribadire che in questo paese gli antisemiti, unico aggettivo in grado di qualificare chi deride un tifoso avversario appellandolo “ebreo”, siano perseguiti e condannati e non ci sia spazio per alcuna ambiguità, soprattutto nelle aule dei nostri Tribunali. Ruth Dureghello, 1 aprile 2017

 NORMALE In Israele si sono susseguiti gli attentati con le auto e al coltello, morti e feriti, carrozzine con bambini lanciate in aria nell'impatto, accoltellamenti a casaccio pur di uccidere chiunque capiti. Qualcuno ha sentito una sola parola di solidarietà per Israele e per le sue vittime? La notizia veniva data in un decimo di secondo e subito dimenticata, a volte era addirittura ignorata. Per quale motivo il terrorismo stragista che colpisce Israele non fa mai notizia? Quando, e se ne parla sembra sia "normale" per gli israeliani essere uccisi e dimenticati senza una sola parola di cordoglio o di simpatia. Deborah Fait, 25 marzo 2017

 NOI AMIAMO ISRAELE …sono anni che Miriam Marino, Moni Ovadia, Luisa Morgantini e molti altri lavorano indefessamente per sollevare l'opinione pubblica contro Israele. Dite basta! Alzate la testa e abbiate il coraggio di dire "Noi amiamo Israele". Fermateli se volete vivere in un paese civile. Deborah Fait, 18 marzo 2017 

 LOTTARE Se proviamo a rivedere cosa sta succedendo nel mondo…emerge il quadro di un Occidente che ha finalmente incominciato a lottare contro l’Islam, dopo otto anni di sottomissione celata sotto le fragili sembianze della correttezza politica. Mordechai Kedar, 18 marzo 2017

 IL BUONO E IL CATTIVO …resta il fatto che il buono e democratico ex presidente Obama ha dato in sostanza il via libera all’Iran per bombardare Israele, se ritiene di farlo, e che il cattivo, guerrafondaio e razzista Trump sta cercando di bloccare questa possibilità. Pensate un po’ voi a chi sia giusto sostenere. Ugo Volli, 7 febbraio 2017

INQUIETANTE Il Giorno della Memoria, di cui domani si celebrerà la ricorrenza è ormai da tempo un rito in cui, con somma e paludata ipocrisia si ricorda la sgomentevole realtà della Shoah, e si dimentica quella inquietante del presente. Niram Ferretti, 26 gennaio 2017

 MUSICA La musica è cambiata. La conferenza per la pace in Medioriente tenutasi a Parigi, in cui si è parlato solo del conflitto arabo-israeliano dimenticando tutti gli altri, è la testimonianza di un crepuscolo. Dell’Europa stessa, incapace di reinventarsi e ancora avvitata sui vecchi schemi della supina accettazione dei diktat arabi a cui ha iniziato ad accondiscendere dalla fine degli anni ’60, con la Francia in testa. Niram Ferretti, 16 gennaio 2017

IN COMUNE …c’è qualcosa in comune fra le conferenze di Wannsee e di Parigi: la fretta, per esempio, l’esigenza di imporre con la forza una soluzione a un problema che rifiuta di sparire, essendo costituito dalla presenza degli ebrei in un territorio dove non si vuole stiano, l’indifferenza o l’ostilità verso i diritti storici del popolo ebraico, il primo dei quali è la propria esistenza come popolo. Ugo Volli, 15 gennaio 2017

CONFERENZA DI PARIGI Dopo l’incontro con Bergoglio, Abbas incontrerà lo staff dell’ambasciata inventata e parlerà ai giornalisti, poi proseguirà per Parigi dove, domenica 15, avrà inizio la conferenza sul conflitto arabo-israeliano. Ultimo atto della fetida politica contro Israele dell’amministrazione Obama e soci. Deborah Fait, 14 gennaio 2017

CAMPAGNA INEFFICACE Il presidente americano Barack H. Obama ha condotto contro Isis dal giugno del 2014 la più inefficace delle campagne aeree e nelle ultime settimane di mandato non ha accresciuto la pressione militare, continuando ad avere un basso profilo contro il terrorismo jihadista e preferendo agire per indebolire politicamente due Paesi – Israele e Russia – molto esposti nel combatterlo. Maurizio Molinari, 8 gennaio 2017

E IL CORAGGIO? RaiNews 24, ha mandato una breve intervista in cui il terrorista palestinista Abu Mazen diceva soddisfatto “Il mondo è con noi” e invitava (ipocrita, falso e perfido) Netanyahu a riaprire il dialogo che lui, il palestinista, rifiuta da anni. Qualcuno mi spieghi come è possibile che in RAI non esista un solo giornalista che abbia il coraggio di ribattere ” Beh, in effetti, bisogna dire che sono i palestinesi a rifiutare ogni incontro con Israele”. Magari c’è, ma gli viene impedito di parlare. Cosa ci vuole a dirlo? Ahhh, giusto, che sbadata, ci vuole coraggio. Deborah Fait, 26 dicembre 2016

PROGRESSO Anche il mondo giudaico cristiano è ingiusto con la donna, e spesso perpetra delitti e stupri, ma una continua onda di protesta batte la roccia, imponendo leggi di eguaglianza e contro la violenza. Si chiama progresso, a volte non hai più tanta voglia di crederci, ma non c’è dubbio che la nostra condizione della donna è cambiata. Fiamma Nirenstein, 4 dicembre 2016

UNO STATO? Perché volete uno Stato? Mica siete palestinesi, mica siete arabi, non avete diritto ad uno Stato! Cerchiamo di essere laici, suvvia! Gli Stati in Medio Oriente devono essere solo islamici. Lo ha detto laicamente il Profeta e tutti vedono che dove ci sono Stati islamici c’è pace, prosperità, progresso, rispetto per le minoranze e diritti per le donne! Andrea Zanardo, 31 ottobre 2016

UNESCO L’Unesco si pone fuori dalla storia e scrive, con pesanti responsabilità dell’Italia e gli altri Paesi astenuti e favorevoli, una delle pagine più gravi della storia. Noemi Di Segni, 19 ottobre 2016

 BETSELEM E PEACE NOW E’ importante che chi difende Israele all’ estero non nutra illusioni sull’ atteggiamento delle organizzazioni “pacifiste” israeliane, non le scambi dunque per una sinistra presentabili e non abbia indulgenza per le posizioni di chi le sostiene. Perché per Israele le loro illusioni e le complicità con la delegittimazione dello stato sono un pericolo grave quanto le campagne dei terroristi. Ugo Volli, 19 ottobre 2016

 TERRORISTI  Gli islamisti di oggi che seminano terrore e sangue non sono né radicali né lupi solitari, sono terroristi. Le nostre leggi democratiche e laiche sono una fonte di nutrimento per il fondamentalismo islamico in Occidente. Il nostro tallone d’Achille si chiama democrazia. Solo se avremo il coraggio di criticare in maniera costruttiva l’islam senza fare i politicamente corretti potremo vincere una guerra, altrimenti saremo destinati a perderla. Astrit Sukni, 5 settembre2016

 INGIUSTIZIA ...non mi meraviglio del comportamento incivile del mondo arabo e islamico, quello che mi lascia disgustata è il solito silenzio dei media, l’ingiustizia del CIO (che rispecchia l’ingiustizia del mondo contro Israele) perché chiunque rifiuti di gareggiare col rivale di un Paese che odia o che gli sta antipatico dovrebbe essere espulso dai Giochi. Deborah Fait, 10 agosto 2016

 NON È PAZZIA Dopo cinque anni, cinque anni, in cui l’assalto mondiale dell’islam totalitario si è dipanato dalla Siria e dall’Iraq con tentacolare efficienza fino al cuore delle nostre città, quale veemente, esasperante ignoranza della natura del Nemico! I jihadisti, anche quelli più periferici e solitari ahimé, sono strumenti di un progetto politico-religioso di creazione dello Stato di dio sulla terra.°°° Per offrire una mano a questa soap opera di divina immanenza sono disposti a tracannare qualsiasi sacrificio, compresa la morte. Questa è politica feroce, religione totalitaria, non pazzia. Domenico Quirico, 29 luglio 2016

 DOVE ERA LA FRANCIA? Vorrei tornare al massacro di Nizza e alle parole del Primo Ministro Manuel Valls: “Tendete le mani alla Francia”. Ho fatto un salto sulla sedia! Dove era la Francia quando Israele stava per essere distrutto? Cosa ha fatto Charles De Gaulle durante la guerra dei 6 giorni quando tutti gli eserciti arabi stavano per invadere Israele per il totale annientamento? Deborah Fait, 26 luglio 2016

 SU LA TESTA Per favore smettiamo di piangere, dire “mi dispiace”. Mostriamo severità. Cacciamo i politici complici degli stragisti, votiamo per una politica di severità, che impedisca i crimini del terrorismo o almeno inizi a riconoscerli e a combatterli come tali. Tiriamo su la testa dalla sabbia e cerchiamo di difenderci. Ugo Volli, 14 giugno 2016

 SPERIAMO …il modello austriaco (e svedese e francese e olandese) di unione sacra delle forze che vogliono l’immigrazione contro chi le contrasta è destinata a riprodurre continuamente una sola scelta: quella fra immigrazione senza fine e suo blocco senza compromessi. Cioè, se volete, fra sottomissione all’Islam e estrema destra. Faccio queste considerazioni senza nessuna soddisfazione, anzi con profonda angoscia. E’ la volontà di suicidio delle élites europee – facciamo dei nomi: Merkel, Hollande, Bergoglio, tutti i loro allievi – a provocare questa scelta e le tensioni che ne seguiranno. Io speriamo che ce la caviamo. Ugo Volli, 24 maggio 2016

BASTA! Per una strana ironia del destino, credo sia la prima volta che accade, il 25 aprile 2016 è “capitato” proprio nel mezzo della settimana di Pesach dell’anno ebraico 5777 che ricorda la liberazione degli ebrei dalla schiavitù del Faraone. Il canto del seder di Pesach che preferisco e che mi fa correre un brivido lungo la schiena è Dai Daienu che significa “Basta, ne abbiamo abbastanza”. Un grido che ha percorso tutta la storia di Israele e del suo popolo. “Basta, ne abbiamo abbastanza!” Deborah Fait, 26 aprile 2016

SOPRATTUTTO …il 25 aprile è una festa anche degli ebrei, forse soprattutto degli ebrei italiani: se il 27 gennaio è Giornata della memoria per l’apertura di Auschwitz, il 25 aprile è l’apertura di tutti i carceri e i luoghi di tortura e di concentramento dove passò più di un quarto degli ebrei italiani e dei nascondigli dove cercarono di salvarsi gli altri. E’ un momento di memoria sionista, perché la Brigata ebraica si costituì, con l’insegna della stella di Davide per volontà e stimolo della dirigenza sionista…Ugo Volli, 25 aprile 2016

ANIME STANCHE

Mi duole dire a tutti voi operatori di pace, pacifisti, anime deboli e stanche in Israele e nel mondo, che il cemento e il ferro che ci avete costretto a dare ai jihadisti di Gaza al fine di ricostruire le loro case distrutte, sono stati invece utilizzati per costruire dei tunnel portatori di morte sia per gli abitanti di Gaza che per gli israeliani. Mordekai Kedar, 24 aprile 2016

 IENE SBAVANTI Li avete mai sentiti parlare della lotta per la libertà dei tibetani o dei kurdi? Mai! Sono iene sbavanti contro Israele che non sanno nemmeno squittire come topi per difendere chi, a differenza degli improbabili palestinisti, soffre per davvero. Deborah Fait, 16 aprile 2016

  MALAFEDE

…il titolo dei telegiornali di sabato è stato: “Raid israeliano sulla Striscia di Gaza, uccisi due bambini palestinesi”. Completamente ignorata la provocazione, nemmeno un accenno al precedente attacco di Hamas, la scelta è stata dare solo la notizia della reazione israeliana. Serve un commento? Non credo. L’unica cosa che servirebbe, e che i media non hanno, è un po’ di decenza, di onestà e di professionalità. Deborah Fait, 15 marzo 2016

NEMICI DELLA LIBERTA’  Il problema – non solo per noi sionisti, ma per l’Europa e la politica mondiale – è che questa è la sinistra che arriva e che in certi casi rischia di affermarsi o almeno di sostituire quella storica ormai istituzionale. Possiamo solo sperare che quest’ondata si sgonfi rapidamente e combatterla meglio che sappiamo. Ma bisogna dire che i veri nemici della libertà non sono i Salvini, i Hofer, i Wilder, le Le Pen, i polacchi e gli ungheresi, ma sono loro, i paladini senza macchia e senza paura di un progresso che come i gamberi procede verso il boicottaggio degli ebrei e la dittatura del politically correct. Ugo Volli, maggio 2016

  IENE SBAVANTI

Li avete mai sentiti parlare della lotta per la libertà dei tibetani o dei kurdi? Mai! Sono iene sbavanti contro Israele che non sanno nemmeno squittire come topi per difendere chi, a differenza degli improbabili palestinisti, soffre per davvero. Deborah Fait, 16 aprile 2016

  MALAFEDE …il titolo dei telegiornali di sabato è stato: “Raid israeliano sulla Striscia di Gaza, uccisi due bambini palestinesi”. Completamente ignorata la provocazione, nemmeno un accenno al precedente attacco di Hamas, la scelta è stata dare solo la notizia della reazione israeliana. Serve un commento? Non credo. L’unica cosa che servirebbe, e che i media non hanno, è un po’ di decenza, di onestà e di professionalità. Deborah Fait, 15 marzo 2016

 NESSUNO

Non c’è mai stata dall’inizio del processo di integrazione europea, una tale separazione fra le aspirazioni e le paure dell’elettorato e i piani strategici del vertice politico. Anche perché quest’ultimo, a parte gli appelli moralistici o i ricatti politici, non è mai riuscito a spiegare la razionalità politica, economica, storica, culturale del lasciare campo aperto a un’emigrazione ostile, criminogena, per nulla emergenziale e provvisoria. Che vantaggio c’è a costituire una minoranza culturalmente estranea, nemica dei diritti, misogina, antisemita, non disposta ad accettare le nostre regole, quanto meno ospite accogliente di un terrorismo aggressivo? Nessuno l’ha mai spiegato. Ugo Volli, 8 marzo 2016

 COLPA VOSTRA …la situazione è complessa, nessuno è innocente, ed insomma se c’è antisemitismo è anche colpa vostra che siete ebrei. Se non foste ebrei non ci sarebbe antisemitismo contro di voi. Quindi qualche colpa la avete anche voi. Ecco, questo voi non lo volete capire. Non sapete perdonare gli europei, solo perché hanno cercato di sterminarvi. Andrea Zanardo, 28 febbraio 2016

 ALTROVE

…procede l’offensiva nelle organizzazioni internazionali come l’Onu, il suo comitato per i diritti umani e l’Unesco dove i rappresentanti dell’Europa e dell’amministrazione Obama accettano la messa sotto accusa di Israele, mentre in sostanza si ignorano le stragi che si commettono in tutto il Medio Oriente. Insomma, per quanto orribili siano i crimini dei tagliagola che svolgono attentati antisemiti in Israele, il vero pericolo è altrove. Ugo Volli, 24 febbraio 2016 

ASSICURAZIONE SULLA VITA Lo Stato di Israele ha fatto miracoli in tutti i campi. Qualcuno chiede che tutto questo venga distrutto. Come immediata conseguenza noi non avremmo più la possibilità di pensare a Israele come nostro rifugio e difesa contro chi ci odia. Tutto sarebbe simile al 1938. Ecco perché dobbiamo essere chiarissimi su un punto: Israele siamo noi. È finita l’epoca dei distinguo. E se vogliamo che Israele resti sicura e possa garantire libertà e democrazia dobbiamo difenderla e aiutarla. Ognuno come può. È la nostra assicurazione sulla vita. Andrea Jarach, 22 febbraio 2016

 UNA QUESTIONE MATEMATICA

La storia dell’Onu, nato nel dopoguerra per diventare il difensore dei diritti umani contro la violenza e la dittatura dopo gli orrori passati, è stato poi divorato da logiche interne. La presenza strabordante di Paesi non democratici, soprattutto del blocco islamico (57 membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica) e dei cosiddetti «Paesi non allineati» (120) ha condotto a una sistematica demolizione dello scopo basilare dell’Onu, che ha 193 membri: è una pura questione matematica. Fiamma Nirenstein, 19 febbraio 2016

 UNA BENEDIZIONE 
Birkat Cohanim pronunciata espressamente per non entrare nel merito dello stato e della collettività israeliana. Una relazione questa, con lo stato d’Israele che non a caso, oggi, risulta essere la nota più dolente e critica tra questo Papa e l’ebraismo. Fiona Diwan, 25 gennaio 2016

INTEGRAZIONE                                                                                                                            L’integrazione dev’essere obbligo non optional. Servono regole e divieti, perché gli estremisti vanno dove hanno più libertà. La nostra tolleranza ci condanna; gli islamici la interpretano come debolezza, si esaltano, ci giudicano molli e incapaci e attaccano. Souad Sbai 18 gennaio 2016

AL TEMPIO MAGGIORE                                                                                                         Il discorso del Papa mi è sembrato tiepido, per niente sentito, piuttosto banale, ha nominato l’antisemitismo riferendosi alla Shoah, senza nessun accenno a quanto sta accadendo in Israele e all’odio antisemita che colpisce quotidianamente in tutto il mondo… Deborah Fait 18 gennaio 2016

IGNORANZA 
Dentro lo Stato Islamico non ci sono solo ignoranti. Il problema è la separazione tra società, Stato e religione. La religione deve essere un’esperienza individuale, se resta l’unico referente sociale, politico e culturale si va verso un’ignoranza senza ritorno. L’antidoto allo strapotere della religione è immunizzare la società con la cultura, la scienza, l’educazione. Poi chi vuole preghi pure. Adonis (Ali Ahamad Said Isbir), 14 gennaio 2016

IPOCRISIA 
Quando in un museo inglese tolgono dalle pareti un quadro con Maometto lo fanno per paura, non per rispetto: se c’era un pastore protestante o un rabbino disegnati senza rispetto lo lasciavano lì, nessuno li avrebbe sfiorati, nessuno si sarebbe presentato armato e minaccioso. L’ipocrisia, non il rispetto. La paura, non il rispetto. La paura è un diritto. Scambiarla con il rispetto è una pura mistificazione. Pierluigi Battista, 11 gennaio 2016

SCELTA
Si sta creando una tensione spaventosa in tutt’Europa fra “il paese reale” e quello “legale”. Chi si oppone sono per il momento pochi coraggiosi democratici e per lo più invece forze neofasciste che cercano di approfittare della situazione. E’ un rischio gravissimo, non mi stanco di ripeterlo. E’ possibile che fra qualche anno, non fra qualche decennio, ci troviamo costretti alla “scelta del diavolo” fra fascismo e islamismo (quest’ultimo appoggiato dalla sinistra). Ugo Volli, 10 gennaio 2016

TERRA SANTA 
Sul piano della decenza storica e anche religiosa, diciamo invece noi la nostra opinione: egregi propagandisti che non vi vergognate nemmeno della cancellazione del nome Israele, non pensate che sarebbe ora di avere rispetto verso l’unico paese dove tutte le fedi, quella cristiana compresa, sono rispettate, la libertà di culto è totale, mentre in tutta la ‘terra santa’ allargata i cristiani vengono perseguitati e anche ammazzati ? Angelo Pezzana, 16 dicembre 2015

GUERRA 
La società in cui questa generazione totalitaria è alla ricerca continua, non si può attuare se non nella guerra. La guerra è la relazione con gli altri esseri umani che le è più naturale. La colloca nella giusta, appassionata relazione dell’odio e dell’amore con i suoi simili, e gli permette di sperimentare il senso della propria esistenza al più alto grado possibile di intensità. Nel jihad è in grado di far la parte del diavolo e nello stesso tempo sentire che combatte contro il diavolo, gli apostati, i tiepidi gli infedeli. Domenico Quirico, 15 novembre 2015

 TRASFORMAZIONE RADICALE
…i cittadini europei non condividono la decisione mai discussa pubblicamente e mai messa in palio ad elezioni, ma praticata dai nostri politici, di provocare una trasformazione radicale dell’identità storica dell’Europa, introducendovi l’islamismo, anche se porta violenza, ingiustizia, rifiuto dei diritti (innanzitutto delle donne) e odio antisemita. Ugo Volli, 8 dicembre 2015°°°

CULTURA DI MORTE 
Il rogo della Tomba di Giuseppe è la messa in atto “scenica” di un programma che ha come sfondo la negazione assoluta dell’esistenza dell’altro, il suo annichilimento fisico. Un programma che ha ben poco a che vedere con l’idea di una composizione politica dei conflitti. È una prefigurazione “scenica” della società cui si approderebbe nel caso in cui gli autori arrivassero al potere. Non è il risultato di un atto di “disperazione”, come alcuni ancora affermano. È il frutto di una cultura nichilista, che ha come valore una cultura di morte. David Meghnagi, 27 novembre 2015

SPERIAMO
E’ necessaria una lotta politica e ideologica per mantenere l’Occidente democratico e liberale, ma non indirizzato alla sottomissione all’Islam e al suicidio culturale. Speriamo che i protagonisti dell’attuale disastro (Obama, Merkel, Hollande la direzione autoreferenziale e ottusa dell’Unione Europea che possiamo ritrarre con la faccia di Mogherini) siano sostituiti in fretta e da veri leader democratici e occidentali, non da loro cloni o da fascisti. Ugo Volli, 25 novembre 2015°°° BAMBINI Avremmo voluto ascoltare educatori e responsabili religiosi che prendessero una ferma posizione prima che un altro bambino, ancora più piccolo, non tenti un nuovo attacco suicida. Purtroppo non è successo niente. Questa strumentalizzazione di bambini troppo piccoli per comprendere, è un vero e proprio crimine contro l’umanità. La loro umanità, sacrificata cinicamente per dei sordidi calcoli di propaganda. Michelle Mazel, 23 novembre 2015

A PRESCINDERE
Duemila esecuzioni di pena di morte dall’inizio dell’anno non ci impediscono di acquistare caviale iraniano nelle migliori gastronomie, se abbiamo i soldi, o i più economici pistacchi, esposti su tutti gli scaffali di supermercato. I rapporti economici dell’Occidente con Teheran sono fitti, a prescindere dai diritti umani…Mattia Feltri, 13 novembre 2015

LABELING
Il “labeling” è l’anticamera di un boicottaggio di Israele non solo nei suoi prodotti, ma nelle sue idee, nei suoi cittadini, nella sua esistenza in assoluto. Invece di spingere avanti il processo di pace lo impedisce… Fiamma Nirenstein, 5 novembre 2015

 NESSUN ALTRO VELENO 
Di più enigmatico, di più incendiario dell’antisemitismo non c’è al mondo nessun altro veleno. Arriva e coglie dovunque… Ebrei, campanella di lebbrosi… Dappertutto, inguaribile Europa. Ci pensiamo in Europa a non digrignare miserabilmente i denti, a non ricalcitrare oscenamente all’idea di un controesodo ebraico prima che il quadratino dell’Erez sia regolato da un silenzio spaventoso dove ora è il deserto fecondato e là invisibilmente si rialzi per nuove guerre senza fine la testa orrenda del Leviatano? Guido Ceronetti, 4 novembre 2015°°°

INDECENTE 
Il modo indecente di fare giornalismo quando riguarda Israele lo posso riassumere in questo semplicissimo esempio: Ieri un giovane in Svezia ha ammazzato un professore e un ragazzo. La notizia è stata data in questo correttissimo modo: “Un giovane è entrato in una scuola e ha ammazzato un professore e uno studente. E’ stato poi ucciso dalla polizia.” Fosse accaduto in Israele la notizia sarebbe stata data in questi termini: ” Polizia israeliana uccide giovane palestinese. Aveva accoltellato…..” Ognuno tragga le proprie considerazioni. Le mie sono di disgusto e , purtroppo, di impotenza. Deborah Fait, 25 ottobre 2015°°°

TRADITI
…ci sentiamo profondamente traditi dall’Europa e ora anche dall’America di Obama. Abbiamo costruito un paese democratico, pacifico, che contribuisce grandemente al benessere dell’umanità con scienza, tecnologia e cultura. Come gli ebrei hanno sempre fatto nella storia. E di nuovo la nostra vita è minacciata sotto lo sguardo soddisfatto, o almeno indifferente, della maggioranza dei cittadini europei. E’ minacciata dai teppisti armati di coltello, come a più grande scala dai governanti iraniani cui Obama (con l’accordo dell’Europa) ha ceduto tutto in cambio di nulla, senza far loro neanche cambiare tono sull’America, figuratevi se hanno modificato il piano di distruggere Israele. E’ una delusione grandissima, pari a quella che sentimmo dopo il caso Dreyfus e in Italia dopo le leggi razziali. Ma allora avevamo l’alternativa di costruire Israele, e oggi non ci sono più luoghi dove rifugiarci se vogliamo essere noi stessi. Ugo Volli, 14 ottobre 2015°°°

ORDE URLANTI 
I balli e i canti per la strada a Gerusalemme, a Tel Aviv, a Petach Tikva, ad Afula, giovani in circolo, con le bandiere, tenendosi per mano cantano Hatikva, l’inno israeliano. Qualcuno li ha visti in qualche telegiornale italiano? In compenso ci propinano fino alla nausea orde di giovani arabi urlanti che non sanno più cosa tenere in mano, se coltelli, pietre, bombe, nella confusione e nella foga della loro esaltazione si gettano le bombe tra loro, le kefie prendono fuoco. Il tg3 ammanta il tutto con un velo di eroismo e di gloria…Deborah Fait, 16 ottobre 2015°°°

SOTTOMISSIONE 
Islam vuol dire sottomissione. Sarà bene ricordarlo prima di pretendere da Israele un comportamento come se avesse di fronte una società civile invece di quella barbara con la quale purtroppo deve confrontarsi. Angelo Pezzana, 15 ottobre 2015°°°

ARROGANZA
…frutto di una tremenda continuità: l’Europa incarna la continuità cristiana da duemila anni e uno dei filoni di questa continuità, iscritto nei trattati dei teologi, nelle sculture della cattedrali, in leggi e comportamenti politici ma anche nell’arte e nella letteratura da secoli e secoli è la superiorità morale del mondo cristiano sugli ebrei. Ugo Volli, 13 ottobre 2015°°°

PACIFISTI 
I palestinesi scappano sì ma dai campi profughi di Libano e Siria, dove li ammazzano come mosche senza che nessun pacifista dei miei stivali vada a manifestare per loro né in Libano né tantomeno in Siria. I pacifisti vengono in Israele a tirar sassi ai soldati di Zahal mica vanno a rischiare la pelle in altri paesi. Troppo pericoloso. I pacifisti sono dei vigliacchi, vanno a far casino dove non corrono nessun pericolo. Deborah Fait, 8 settembre 2015°°°

SILENZIOSI 
Ebrei molto silenziosi, gli ebrei italiani, così per benino, mai una parola in difesa di Israele, mai un’ orgogliosa alzata di testa, mai una manifestazione, mai una presa di posizione contro tutti i soprusi fisici e morali che Israele deve sopportare. Niente di tutto questo. Silenziosi, indifferenti, preoccupati soltanto di non apparire troppo, di non sentirsi porre la domanda fatidica e cinicamente faziosa, oltre che stupida e antisemita: “ siete più fedeli all’Italia o a Israele?” Stiamo scherzando, fedeli a Israele? Semmai potrebbe servire come rifugio nel caso in cui l’antisemitismo esistente in Europa prendesse una piega troppo pericolosa… Da decenni ormai ho preso le distanze da questo tipo di vigliaccheria e ho fatto la mia scelta, stare dalla parte della verità, della libertà di pensiero e della giustizia, quindi stare dalla parte di Israele. Sempre. Deborah Fait, 29 agosto 2015 °°°

IMMIGRAZIONE E ISLAM 
… diventa francamente insopportabile ascoltare e leggere le solite litanie ogni volta che le cronache devono raccontare dell’ultima brutalità, dell’ultimo sfregio che gli uomini dell’Isis commettono contro i loro simili e contro il patrimonio artistico e culturale (come nella recente esecuzione del direttore del sito archeologico di Palmira, in Siria). Non si può piangere i morti sgozzati e non fare niente, o fare molto poco come mettere a lutto i musei italiani per ricordare Asaad. C’è troppa contraddizione tra la solidarietà a parole e le azioni concrete che non si intraprendono. Giacomo Khan, 24 agosto 2015°°°

NON FIDARSI 
Chi si fida della solidarietà internazionale, del senso umanitario dei potenti, delle buone parole, degli accordi, delle garanzie, ha buone probabilità di rimetterci le penne, comunque di restare del tutto solo al momento buono. Quelli che dicono “mai più” o che si sciacquano la bocca con i diritti umani sono forse destinati a brindare con i genocidi. Ugo Volli, 12 luglio 2015°°°

ANCORA QUI Che la risata sia rivolta verso gli altri o verso se stesso, anche nel momento della sconfitta l’ebreo – attraverso l’ironia – consegue una vittoria personale. Forte anche della promessa plurimillenaria che il popolo ebraico non avrà mai fine. Una speranza che finora, contro ogni previsione, ci ha permesso di essere ancora qui. Massimo Caviglia, 5 settembre 2012

 ESILIO  In questo secolo, un numero crescente di ebrei europei si rendono conto – anche senza essersene ancora andati via – di non vivere più nella cosiddetta diaspora quanto piuttosto in esilio. Questo cambio di prospettiva è il risultato del sentirsi presi di mira, estranei esposti alla violenza e obbligati a prendere misure per la propria sicurezza, cosa che non succede ad altri cittadini. A questo si aggiunge una crescente paura di manifestare la propria identità o esprimere liberamente le proprie opinioni come dovrebbe essere logico fare. Così, questi ebrei sono di fatto in esilio…Manfred Gerstenfeld, 13 luglio 2015

CON I PERSECUTORI Anche nel popolo di Israele, come in tutte le realtà collettive, non sono mai mancati coloro che per interesse o per illusione, hanno sempre pensato che fosse bene schierarsi coi persecutori dei propri fratelli, immaginando di salvarsi in questa maniera dalla furia antisemita, salvo finire anch’essi prima o poi nella gola della bestia. Ugo Volli, 17 giugno 2015 

IGNORANZA …un virus che infetta tutto e tutti. Un brutto e schifoso virus da cui non si guarisce e che l’ Occidente tramanda di generazione in generazione da millenni. Per l’ennesima volta, durante una mia visita in Italia, mi sono sentita dire, non da nemici, bensì da amici, da chi non ha niente contro Israele: ”ma perché non gliela date questa Palestina? Cosa ci vuole? Almeno così staranno buoni”. Questo è il risultato che la mala informazione fa a chi non odia Israele o a chi è indifferente, figuratevi l’effetto che può fare a chi odia gli ebrei e il loro Paese! Deborah Fait, 5 giugno 2015


MARIAN BAOUARDY Definire “palestinese” Mariam è un atto di ipocrisia, un insulto alla verità e alla sua memoria. E’ anche il tentativo implicito di legittimare la dittatura di Abbas e la pulizia etnica che cerca di attuare. Per quali motivi il Vaticano abbia diffuso notizie così sbagliate, e abbia anzi organizzato la partecipazione “palestinese” a questa celebrazione, lo lascio immaginare a voi. Certamente facendolo non ha offeso tanto Israele, quanto la verità e la memoria di Mariam. Ugo Volli, 20 maggio 2015


RIDONO Quando si rinnegano le proprie radici, si dimenticano le proprie tradizioni per un senso disgustoso, disumano di ipocrita buonismo, quando si tolgono i simboli ancestrali del cristianesimo in un paese cattolico da sempre, quando si rinuncia a festeggiare il Natale nelle scuole per non offendere l’islam, quando si diventa zerbini dei più prepotenti a scapito della nostra cultura e della nostra civiltà, significa che siamo già morti. Significa che loro e la loro barbarie hanno vinto e che l’Iran (e Obama) se la ridono alle spalle di tutto l’Occidente. Deborah Fait, 6 aprile 2015

 NO “Quando vi trovate di fronte qualcuno che vi dice che gli dispiace tanto di Auschwitz, chiedetegli che cosa pensa di Israele. Al di là del sentimentalismo, della comodità di commuoversi per il passato, dell’antifascismo che si estende – bontà sua – anche al genocidio, è l’atteggiamento nei confronti di Israele che chiarisce se uno sta dalla parte millenaria degli assassini di ebrei o no. Chiunque, anche se è di origini ebraiche anzi a maggior ragione se ha queste origini, che si oppone frontalmente ma anche distingue, cincischia fra popolo stato governo politiche – be’ costui è un antisemita. Sappiatelo e diteglielo, se ne avete la forza. Vi risponderanno qualcosa di intorcinato come “sarà pur lecito dissentire dalle politiche…” La risposta è no.” Ugo Volli, 27 gennaio 2015


MANDANTI “Coloro che con la propaganda, la diffusione degli esempi, la santificazione degli attentatori precedenti, l’appello alle “giornate della rabbia” e altre idiozie del genere alimentano il crimine, in buona parte lo provocano. Almeno in Israele, non è difficile trovarli. Ci sono pesci piccoli nei movimenti islamici delle città arabe di Israele e perfino alla Knesset, il parlamento israeliano. Ma i pesci grossi sono altrove: a Gaza e a Ramallah. Hamas e Fatah.” Ugo Volli, 11 novembre 2014


INTOLLERANZA ” Da decenni i governi dell’Eliseo porgono scuse e condoglianze alle famiglie delle vittime, ma non sembrano voler prendere decisioni politiche che possano migliorare le condizioni dei cittadini ebrei. Forse non vogliono ammettere neanche che la Francia del Liberté, Égalité, Fraternité, sta conoscendo uno dei più alti tassi di intolleranza mai registrati in Europa, dopo la Grande Guerra. Emanuel Baroz, Focus on Israel, 20 marzo 2014


BARZELLETTE “Pensate che una decina di giorni fa, mentre la guerra civile infuriava e naturalmente infuria ancora in Siria ed Iraq, i terroristi provavano e provano ancora a piegare con le bombe il governo egiziano, gli stati del golfo stavano litigando di brutto col Qatar che secondo loro cerca di rovesciarli con la sovversione interna, perfino Hamas e Fatah sono entrati in una delle loro periodiche crisi di imprigionamenti, torture e ammazzamenti reciproci, mentre l’Arabia Saudita sta comprando bombe atomiche in Pakistan per contrastare quelle che l’Iran sta costruendo, in mezzo insomma alla più grande guerra civile interaraba degli ultimi decenni o forse secoli, una commissione dell’Onu ha dichiarato che il peggior pericolo per il mondo arabo è… Israele. Se la barzelletta non fosse troppo vecchia, ci sarebbe davvero da ridere.” Ugo Volli, Chi non vuole la pace, 10 marzo 2014


IGNORANZA “Io provo sempre paura di fronte all’ignoranza perche’ e’ da questa che derivano odio e ingiustizia. E’ nell’ignoranza che e’ potuto accadere che un Popolo, sempre lo stesso, sia stato perseguitato per millenni. Sono sempre e soltanto ignoranza e stupidita’ totale a far si che , anche dopo la tragedia della Shoah, l’antisemitismo resista nella sua bestialita’ e si ingigantisca evolvendosi in odio etnico/politico contro Israele dando vita a quello che e’ ormai il moderno antisemitismo, altrimenti detto Israelofobia.” Deborah Fait, 3 febbraio 2014


LINGUA EBRAICA “…il fenomeno di rinascita dell’ebraico è un fenomeno strano e unico. Non vi sono altri esempi di lingue ritrovate che manifestino una tale vitalità e brillantezza… l’ebraico è stato conservato per millenni come identità collettiva e accesso all’interlocuzione col divino, oggi rivive come rinasce l’identità politica del popolo ebraico. Rientra nella storia la lingua perché vi rientra il popolo.” La rinascita della lingua ebraica, Intervista al Prof. Ugo Volli, IC Dossier novembre 2013


MENZOGNE “Si accende … il faro su Israele e le parole sono le solite: soprusi, occupazione, coloni, Gerusalemme est, check point, linea verde fatta passare per un confine, dichiarazioni di ultra-ortodossi ecc. tutte illustrate dalle immancabili fotografie con il vecchio/vecchia palestinese con accanto un soldato israeliano bene armato, un bambino, possibilmente al di sotto dei 5 anni, che guarda impaurito il solito soldato minaccioso…” Angelo Pezzana, “Menzogna omissiva: ecco come funziona”, 11 agosto 2013


NON NAZIONE “Parte della mia famiglia e’ stata imprigionata nella Risiera e chi non e’ stato ammazzato là lo fu, in seguito, ad Auschwitz. Ebbene, in questo luogo sacro, ieri, 25 aprile, giorno in cui l’Italia fu liberata dai nazifascisti grazie a combattenti italiani, partigiani, ebrei arrivati dall’allora Palestina britannica, ha avuto la sfrontatezza di entrare un palestinese sventolante un’enorme bandiera con i colori della sua non-nazione.” Deborah Fait, Considerazioni sulla Festa della Liberazione, 27 aprile 2013°°°°°°°°°


ANTISEMITISMO “…odio, pregiudizi, errate interpretazioni storiche, sono le premesse che hanno determinato l’anti-giudaismo cristiano per quasi due millenni. Si parte dal tentativo di “cancellare le tracce”, Gesù ebreo sarà riconosciuto come tale solo con il Concilio Vaticano II, per arrivare a ogni tipo di accusa contro gli ebrei… Dall’antigiudaismo all’antisemitismo, che ha poi provveduto, con l’avvento dell’illuminismo e della modernità, a trasformare la persecuzione in sterminio…” Angelo Pezzana, “Antisemitismo, una domanda che esige una risposta” IC 17 aprile 2013


REGIMI “Gli occidentali si renderanno conto di cosa significa vivere sotto i regimi arabi quando le loro vite saranno pianificate in base alla Shariaa.” Michael Sfaradi, 19 marzo 2013


SILENZIO “…il silenzio assordante della galassia delle moschee e degli imam fai da te deve far riflettere. Soprattutto quando l’Europa cambia marcia nei confronti di chi viola i diritti umani tout court. La Francia ha aperto gli occhi, suo malgrado. Ma ha dovuto scoprirsi profondamente ammalata prima di decidere il ricorso ad una cura drastica. La via è una sola e va percorsa senza remore o ambiguità. Ascoltare il silenzio e captarne direzione, senso e profondità. Aprire gli occhi per evitare di spalancarli di soprassalto, dopo il botto.” Souad Sbai, “Francia: gli imam radicali verranno espulsi”, Informazione Corretta, 1 febbraio 2013

BEI DISCORSI ” … non mi piace la parte della vittima. Non mi interessa che i miei fratelli uccisi siano onorati con monumenti e bei discorsi. Capisco che i monumenti e i discorsi servano alla memoria, ma il rischio di essere fissato in un’essenza di vittima, di avere il dovere di fare la vittima, di essere buono in quanto vittima mi sembra intollerabile, in realtà non il contrario della Shoà ma la sua continuazione. Come diceva Golda Meir, preferisco che ci vogliano condannare piuttosto che compiangere. Il senso è che se ci condannano siamo vivi, se ci compiangono siamo morti.” Ugo Volli, “Magari non dovrei, ma sono sollevato”, Informazione Corretta, 29 gennaio 2013 

VITTIME “Oggi c’è un antisemitismo nuovo perché pensa di essere innocente, anzi pensa di essere a sua volta antirazzista. Quelli che dicono: “Israele fa come facevano i nazisti”, pensano di essere innocenti, anzi, pensano di essere buoni e di sostituirsi alle vittime vere con le vittime in qualche modo inventate, ideologiche…” Rapporto della Camera dei Deputati sull’Antisemitismo, 17 ottobre 2011. Intervento del Prof. Ugo Volli.


IGNOBILE 9 ottobre 1982, attentato al Tempio Maggiore di Roma. “Tra le vittime…un bambino di poco più di due anni, Stefano Gay Tachè. Che forse da quest’anno, a trenta da quell’ignobile assassinio, sarà inserito tra le vittime ufficiali del terrorismo in Italia…La comunità ebraica dopo trenta anni chiede ancora giustizia per questa strage e ieri ha potuto farlo al cospetto della prima carica dello stato, Giorgio Napolitano, già caro agli ebrei di tutto il mondo per avere avuto il coraggio di dire che anti sionismo e antisemitismo sono di fatto la stessa cosa…” Dimitri Buffa, 11 ottobre 2012

 

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