Mi sento sopraffatto da una forte nostalgia

Quando inizia la campagna di terrorismo arabo, molti paesi vengono colpiti ma l’attività dei terroristi è concentrata soprattutto lungo i confini di Israele. Nel luglio del 1969, Yoni decide di tornare nell’esercito: come comandante dell’unità di ricognizione Haruv combatte nella Valle del Giordano.

Monte Tabor ( foto di Yakoov Skolnik)

Il mio umore è quello di chi è schifato, un misto di cinismo e di considerevole impotenza. Posso rimandare la fine per noi, per Israele, e impegnarmi per il nostro Paese, ovvero per noi stessi. Ma come? Ancora imparando a fare la guerra, facendo un’intera settimana di addestramento nel combattimento per strada, ecc…invece di passare la settimana con mia moglie al Sachnech.

Alzo i miei occhi dal foglio e vedo la valle di Jezreel, il Monte Tabor e Givat Hamoresh. Beh, questa è la vita.

Givat-HaMore e Jezreel Valley (Yakoov Skolnik)

Tra le operazioni nelle quali è impegnato vi è il raid nel quartiere dell’OLP a Beirut. Col grado di maggiore è al comando della Sayeret Matkal, nel 1972.

L’anno successivo, Yoni continua con successo per un semestre i suoi studi all’università di Harvard, poi torna in Israele negli ultimi giorni dell’agosto 1973. Il 6 ottobre scoppia la guerra nel Kippur. Yoni, che ha lasciato l’unità Sayeret Matkal, si distingue per il suo coraggio e il valore dimostrato nelle battaglie per respingere l’esercito siriano sulle alture del Golan, come testimoniano i suoi commilitoni.

Successivamente, dopo che il nemico è stato allontanato, l’unità di Yoni protegge i carri armati che vanno in ricognizione. Egli si offre volontario per liberare il comandante Yosi Ben-Hanan rimasto. Per questa azione, l’anno successivo, riceverà la Medaglia al Merito.

Medal of Distinguished Service

Fornisce all’ intelligence informazioni importanti per esercito israeliano che riconquista l’avamposto sul Monte Hermon. Alcune azioni di Yoni non sono ancora state rese note.

Nei momenti di quiete Yoni ripensa alla famiglia. Nel 1975, scrive ai genitori.

Mi sento sopraffatto da una forte nostalgia in questa mattina piovigginosa. Mi guardo indietro e sento un desiderio profondo di rivivere le colazioni in cucina con voi e Bibi e Iddo quando eravamo ragazzini o, spingendomi ancora più indietro nel passato, le notti di Pasqua con il vecchio Klausner a Talpiot o l’accensione dei candelabri di Hanukkah e l’intonazione di Maoz Zur o le cene del venerdì notte con le candele…

Lascia l’incarico nei mezzi corazzati con un po’ di tristezza poiché pur avendo lavorato tanto, sa che ancora molto c’è da fare. Nello stesso tempo è impaziente di tornare al comando dell’unità Sayeret Matkal.

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Yonatahan Netanyahu, Lettere (con Introduzione di Michele Silenzi)

Informazioni su Velia Loresi

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